Rinaturazione del Po. "Il poco che è stato fatto è uno sfregio al fiume, alla golena e al buonsenso"
Nuove bordate all’indirizzo del progetto di Rinaturazione del fiume Po, i cui risultati sono stati presentati l’altro ieri a Parma. Dopo il duro intervento del Wwf che potete leggere qui https://cremonasera.it/cronaca/la-rinaturazione-del-po-risultati-deludenti-duro-documento-del-wwf-un-occasione-mancata-le-piccole-pianticelle-messe-a-dimora-sopravviveranno-all-estate-torrida è arrivato anche il commento di Davide Persico, che all’epoca dei “primi passi” del progetto era sindaco di San Daniele Po, aveva seguito direttamente la nascita dell’iniziativa e non aveva mai nascosto le sue perplessità, soprattutto forte della sua notevole conoscenza del Grande fiume e del suo ambiente. “Dopo la vincita del bando, con un finanziamento PNRR di 357 milioni – ricorda l’ex sindaco - partecipai a diversi incontri pubblici in cui sollevai dubbi sulle decisioni in corso, relative allo svolgimento dei 56 interventi previsti lungo tutto il corso del Po. I dibattiti, anche duri, nei quali il mio scetticismo emergeva prospettando pochi interventi poiché la resistenza dei pioppicoltori avrebbe affossato gran parte del progetto, vennero contrastati in maniera scomposta e blanda, lasciando intuire come sarebbero andate a finire le cose. Il risultato, oggi, è che le cose sono proprio andate a finire così. Pochi interventi realizzati (tredici), tanti, tanti soldi spesi (circa 200 milioni) e tantissimi interventi mai compiuti (43). Un fallimento gestionale e un fallimento realizzativo. Il poco che è stato fatto – affonda Persico - è uno sfregio al Fiume, alla golena e al buon senso. Si fregano le mani i pochi imprenditori che hanno incassato ben più del previsto. Ora però, gli italiani devono farsi su le maniche e restituire il prestito europeo. La solita Italia? Sì, lo è. E anche se lo storico era sufficiente a prevedere come sarebbe andata a finire – conclude - si è finito, come sempre e comunque, sperperando e realizzando poco e male”.
Eremita del Po
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commenti
Daniro
22 giugno 2026 07:42
Vorrei solo ricordare che chi ha seguito fin dall'inizio il Piano d'Azione nei suoi velocissimi passaggi di consultazione pubblica, obbligatori per ottenere i fondi Pnnr, si è accorto da subito che si trattava di tutto meno che di interventi di rinaturazione nel senso pieno, vale a dire quel "ridare spazio al Fiume" che pure era il brand del progetto Aipo. Parliamo di quello spazio di proprietà demaniale, assegnato in gran parte in concessione a pioppicoltori e agricoltori, il cui utilizzo è stato difeso in tutti i modi dalle lobby economiche è che è stato il grande assente del progetto di rinaturazione. Si è quindi lavorato sui pennelli, su scavi in aree già naturalizzate, peggiorandole, o facendo nuove strade golenali con grande apporto di materiale di cava dove prima vi erano sentieri inerbiti (andate a vedere cosa è successo lungo la lanca della Ferada a Stagno Lombardo). Un successo, se così si può dire, in ambito cremonese è stato comunque raggiunto grazie alle tempestive osservazioni e proteste da parte del Circolo Vedo Verde Legambiente Cr, la rinuncia di Aipo al progetto previsto a Spinadesco dove nel sito di rete ecologica europea Natura 2000 Sic e Zps Spiaggioni di Spinadesco, con la modica spesa di 11 ml di €, si progettava un ripascimento di due milioni di metri cubi di sabbie in due anni (!!!) e, ancora, non procedere sempre da parte di Aipo nel sito di Cremona dove si prevedeva di intervenire sull'area gia' oggetto di riforestazione nel 2000 dove oggi c'è un meraviglioso bosco golenale.
Blek
22 giugno 2026 15:37
E che c'è da stupirsi? Vi aspettavate qualcosa di diverso? Credete veramente che alle Istituzioni o a tanti che presidiano e presiedono alle istituzioni , pubbliche o private, gliene freghi veramente della natura o piuttosto interessino loro i soldi che vengono reclamati con la scusa della natura? È un pezzo che in merito non mi fido più,salvo eccezioni , di politici amministratori, agricoltori allevatori e via discorrendo..