22 giugno 2026

Sicurezza, Portesani: governo fa il suo lavoro, Cremona in mano alle bande per mancanza di presidio del territorio da parte del Comune

"In questi giorni - spiega Portesani - i cremonesi assistono a un'incredibile contraddizione sul tema della sicurezza. Da una parte gli organi dello Stato e il Governo lavorano senza sosta attraverso controlli interforze mirati e successivi provvedimenti di allontanamento ed espulsione. Dall'altra non si fermano gli episodi di brutale violenza. Caso limite la maxi rissa in piazza della Pace, ma quest'ultimo è solo uno dei tanti episodi riportati dai media.

Mi chiedo allora come sia possibile tutto questo. È evidente che lo Stato e il Governo stanno facendo il loro lavoro. Quello che continua a mancare è un vero presidio del territorio nelle aree più delicate della città: un'attività che l'Amministrazione comunale deve garantire anche attraverso la Polizia Locale, non certo per sostituirsi alle Forze dell'Ordine, ma per assicurare presenza, deterrenza rispetto alla commissione di reati e contrasto a quelle condotte che rendono più difficile il vivere civile”.

"Purtroppo - prosegue il capogruppo di Novità a Cremona - torniamo ai vecchi problemi sollevati da noi fin dall'inizio della consiliatura. Avevamo chiesto al Sindaco e all'Assessore alla Sicurezza un impegno concreto di presidio del territorio da parte della Polizia Locale. Avevamo suggerito presidi fissi sia in piazza della Pace sia ai giardini di piazza Roma.
In piazza della Pace è durato il tempo di una notte. In piazza Roma vengono effettuati solamente nel corso della giornata e non nelle ore serali, quando invece avvengono gli episodi più problematici. Ci è stato detto che sono state installate ancora più telecamere. Direi poco più di un pannicello caldo. I non effetti sono sotto gli occhi di tutti i cremonesi: risse, botte, lesioni e disturbi notturni proseguono senza tregua”.

"È chiaro che il senso di insicurezza dei cittadini cremonesi aumenti geometricamente. Le azioni di "educazione" così propagandate dall'amministrazione si sono rivelate un fallimento. Servono azioni concrete, misurabili e immediate. Occorre mettere da parte il tradizionale buonismo della sinistra e rafforzare il presidio del territorio con uomini della Polizia Locale nei punti strategici della città.

Soprattutto, bisogna smettere di scaricare sul Governo responsabilità che non gli appartengono. Il Governo sta facendo tutto il possibile e i fatti lo dimostrano: dall'arrivo di nuovi agenti di Polizia all'intensificazione delle attività di contrasto alla criminalità. Il Comune si assuma finalmente le proprie responsabilità, se ne è ancora in grado”, conclude Portesani.


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commenti


Alessandro

22 giugno 2026 16:19

Dissento completamente. I controlli vengono anche fatti. Il problema sono le leggi tipo ammonimento verbale etc etc etc.

Andrea

22 giugno 2026 19:32

Sono completamente d'accordo con lei, fra l'altro i provvedimenti emessi dalla prefettura sono aumentati da quando il nuovo questore si è insediato. Fra Daspo, fogli di via, espulsioni le forze dell'ordine a Cremona hanno fatto moltissimo. Ma è veramente un problema la sicurezza di difficilissima soluzione.

Lant

22 giugno 2026 18:30

Signor Alessandro ma cosa c’è da dissentire ??? Puoi fare tutti i controlli di questo mondo ma se la gente continua a menarsi in mezzo alla strada con poltrone, bastoni e spranghe di ferro, qualcosa che non funziona evidentemente c’è lo dice la logica del semplice cittadino .

Alessandro

23 giugno 2026 07:05

Buongiorno. Il mio dissentire riguarda il fatto che le forze dell'ordine i controlli li fanno anche . Sono le altre leggi applicare in combinazione con l'inciviltà delle persone che fanno il resto.

Adolfo

23 giugno 2026 08:16

Sinistra = degrado

biagio

23 giugno 2026 09:56

AVVISO AI LETTORI:
Se siete carenti di ironia, meglio non proseguire. Quanto segue contiene dosi non trascurabili di realtà e complessità.

Quando si parla di sicurezza — in senso lato — la complessità sparisce come per magia. Eppure richiederebbe una cosa semplice: conoscere ciò di cui si parla. La semplificazione invece è alla portata di tutti: basta trovare un colpevole da servire alle masse, e il Comune è sempre un bersaglio comodo.

E se poi il Comune non ha il colore del proprio partito, meglio ancora: la narrazione fila liscia, il pubblico applaude e nessuno si accorge che le competenze reali stanno altrove.

La cosa sorprendente è che certe tesi vengono ripetute pur sapendo perfettamente che sono castronerie. Qui non servirebbero supereroi: basterebbe un po’ di onestà intellettuale, quella che permette di distinguere tra responsabilità dello Stato, della Prefettura, della Questura e quelle del Comune.

Ma la complessità non porta voti, la semplificazione sì. E così ogni rissa diventa “la prova del fallimento del Comune”, mentre ogni espulsione diventa “il trionfo del Governo”. Un bilancino politico che pesa sempre da una parte sola.

A questo punto, più che un dibattito sulla sicurezza, sembra la sceneggiatura di una commedia dell’assurdo.

Non ci resta che piangere. O ridere, che forse è meglio.

E allora la domanda finale è inevitabile: abbiamo parlato di sicurezza o abbiamo fatto tutti propaganda? Tutti, compreso me.

Biagio