10 agosto 2026

Magia di musica e parole del "Fortuna Reditus Ensemble" nella notte di San Lorenzo

Il racconto. La fiaba. La voce. E con la voce: la musica. Per centinaia di anni tutto questo è stato il modello del ‘divertimento’, della digressione dal duro quotidiano. Lo spartiacque. Tra la normalità e il sogno, proprio nei momenti in cui le antiche cosmologie, frammentavano con una festa, il duro scorrere del tempo. Tutto questo magicamente si è ripetuto nella notte di San Lorenzo, per tradizione momento di sospensione dalla fatica estiva, con la performance Musica e novelle rinascimentali nella notte di San Lorenzo curata dal gruppo Fortuna Reditus Ensemble: Andrea Fusari, canto; Anna Mosconi, viola da gamba e Roberto Cascio liuto. 

Scenario perfetto per questo alternarsi di parole e note, inserito nel Microfestival di Musica e teatro antico, la Cascina ‘ Il Cambonino ‘Vecchio’ (Museo della Civiltà Contadina). Già perché la cascina, dalla notte dei tempi, è il luogo perfetto per la trasmissione orale di sogni e poesie. 

Ma l’evento è stato ancor più carico di significato perché tra quelle vetuste mura hanno ripreso vita le note di antichi musici che hanno allietato la Cremona tra Quattro e Cinquecento come quelle di quello splendido musicista che risponde al nome di Marchetto Cara, più e più volte ospite dell’imponente Castello di Santa Croce. Sono stati proposti: Poi che in van mia mente sogna, Non è tempo d'aspettare e con Marchetto il trio di musici ha abbinato un altro compositore ben noto, ad esempio alla corte dei Gonzaga, Bartolomeo Tromboncino con il suo Su, su, leva alza le ciglia, E con loro due altri grandi maestri di villanelle rinascimentali: Ghinolfo Dattari, musicista della prolifica scuola bolognese con Amore l'altro giorno, Io vidi un gran miracolo, Più seguir non voglio Amore, Tu pensi ch'io t'abbi lasciato; e Michele Pesenti con Passando per una rezolla.

I narratori, tre giganti della letteratura, in prosa, post boccaccesca: Matteo Bandello con la novella Un asino e il priore di Modena, Sabadino degli Arienti con La volpe dice al gallo, Girolamo Parabosco con Un giovane trevigiano ama la moglie d'un medico. Storie sagaci. Di furtivi inganni. Di miserie umane trasformate in un sorriso. In un lazzo, in una beffa, leggera e spiritosa. Sullo sfondo la notte e i suoi misteri.

Coinvolgente la lettura del trio musicale di tutte e tre le novelle. 

L’ensemble è stato musicalmente ineccepibile. La concertazione da parte di Roberto Cascio, vero esperto in tema di musica rinascimentale, ha restituito a quelle partiture tutta la vivacità e la medesima leggiadria del testo letterario in prosa. Cascio è ben capace, lo ha per altro dimostrato nelle sue performances al recente Monteverdi Festival, di rendere con grande lirica queste composizioni attraverso un fraseggio attento. Poetico, e capace di ricostruire la poetica rinascimentale.

Da ricordare che Roberto Cascio ha appena pubblicato un bellissimo cd dal titolo ‘L’aurora ingannata’  Canti rappresentativi di Girolamo Giacobbi. Perla questa volta del repertorio barocco italiano. 

Serata chiusasi con un sguardo al cielo e non poteva essere diversamente in questa notte di San Lorenzo con Alessandro Maianti e con Cristian Gambarotti del Gruppo Astrofili di Cremona.

Roberto Fiorentini


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