Siringhe usate, gettate a bordo strada in via Ossalengo, tra Cremona e Castelverde: il ritrovamento desta grande preoccupazione tra i frequentatori della zona
Addirittura siringhe. Usate. Sul ciglio stradale. E poi, abbandonate su un muricciolo, alcune paia di scarpe rotte. Per terra, il solito corredo di bottiglie, lattine, bicchieri monouso, contenitori alimentari, pacchetti di sigarette vuoti, mozziconi, cartacce, plastica... In via Ossalengo, tra la località Boschetto ed il territorio di Castelverde, ogni singolo metro del fosso e della sua sponda raccoglie i rifiuti più svariati e parla di un’inciviltà diffusa. Di sicuro, però, la comparsa di dispositivi per le iniezioni è una novità oltremodo inquietante. Il fatto sta destando scalpore e preoccupazione in chi passa di lì a piedi o in bicicletta, per recarsi sulla ciclabile, magari in famiglia e con bambini piccoli, che – si sa - mettono le mani ovunque e raccolgono di tutto. La scoperta suscita un brivido sinistro, non certo dovuto alle basse temperature degli ultimi giorni: il pensiero va al periodo tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli Ottanta, in cui ritrovamenti del genere erano abbastanza frequenti, per motivi sui quali non è necessario dilungarsi. Per tornare a epoche più recenti, se l'imperversare del COVID-19 aveva obbligato a prestare la massima attenzione all'igiene, ai contatti interpersonali ed aveva contribuito alla rigenerazione ambientale attraverso il famoso o famigerato lockdown, nel post pandemia, la situazione è - un po’ dappertutto, drammaticamente - questa. E pensare che, quando dovevamo indossare le mascherine, girava la storia che ne saremmo usciti migliori. Viene da domandarsi in quale ambito: sui piani ecologico, civile, del rispetto e della responsabilità, parrebbe proprio di no.
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