7 novembre 2026

Stuart Lumley Whatford, il colonnello inglese che perse la vita lungo la via Mantova mentre tornava a Fiume, un anno dopo la firma dell'armistizio di Villa Giusti. Ecco la sua storia

Di guerra e di pace. Tante sono le storie di militari che vissero e morirono nelle nostre terre. Ecco quella del colonnello inglese Stuart Lumley Whatford.

Sono le 15.00 del 4 novembre del 1918, la guerra è ufficialmente finita con l’entrata in vigore dell’armistizio di Villa Giusti; Amando Diaz emana il bollettino 1268, che passerà alla storia come il “Bollettino della Vittoria”, dopo 3 anni di conflitto e un milione e duecentomila morti tra civili e militari, oltre un milione di feriti e circa 460mila mutilati e invalidi.

Ma i militari non smisero di morire con quell’armistizio: ancora dopo un anno, si registrano morti di uomini in divisa. Uno di loro, il colonnello inglese Stuart Lumley Whatford, muore nel cremonese il 30 settembre del 1919, quasi un anno dopo la firma dell’armistizio.

Questa la sua storia

Stuart nasce il 23 luglio del 1879 a Eastbourne, Sussex, nel Regno Unito, figlio di Jack Henry Whatford e Emily Rose Whatford, terzo di 7 fratelli 3 ( maschi e 4 femmine). Riceve la sua prima nomina a ufficiale il 15 gennaio 1902 e presta servizio nella guerra boera con il 3° battaglione di fanteria a cavallo. Nel 1911 lo troviamo nella caserma britannica di Khartoum, Sudan.  quindi sarà operativo con il grado di Capitano del Reggimento Monmouthshire e successivamente come Tenente Colonnello nel Reggimento York e Lancaster.

Il maggiore Whatford combatte in Francia e in Italia con il battaglione e viene anche assegnato per un periodo al 22° battaglione mitraglieri. Promosso tenente colonnello nel gennaio del 1919, torna poi al comando degli York and Lancaster nel febbraio del 1919.

In Italia

Le truppe britanniche giungono in massa sul fronte italiano dopo la disfatta di Caporetto (novembre 1917). Per supportare i soldati in prima linea e gestire la British Salonika Force (attraverso le linee di comunicazione Taranto-Torino), gli inglesi aprono diverse basi nelle retrovie del Nord. Cremona diviene un centro nevralgico, ospitando in città i grandi ospedali militari del 29th e 30th Stationary Hospitals, tra cui i locali della scuola "Realdo Colombo", dove vengono ricoverati i soldati del Commonwealth feriti in battaglia o colpiti da tubercolosi, tifo o spagnola.

E così arriviamo all’armistizio di Villa Giusti e alla fine formale della guerra sul Fronte italiano: le truppe britanniche iniziano così a lasciare l'Italia, ma la firma dell'armistizio non significa la fine delle vittime. Il 23 novembre del 1918, gli Yorks & Lancaster vengono inviati a Fiume, dove rimangono fino al settembre 1919 come forza di occupazione.  Stuart Lumley è al comando dell'8° battaglione del Reggimento York e Lancaster dal febbraio 1919.

30 settembre 1919

Whatford è su un mezzo militare che da Cremona deve fare ritorno a Fiume; da poco sono partiti dalla città e hanno percorso poche decine di chilometri quando arrivano a Montanara, in territorio di Vescovato. Qui, lungo la via Mantova, la camionetta su cui viaggia rimane coinvolta in un incidente stradale.

Stuart Lumley Whatford non sopravvive: ha solo 40 anni, non si è mai sposato e da quasi 20 la sua vita parla il gergo militare. Quel giorno tutto per lui finisce su quel tratto di asfalto, ucciso a migliaia di chilometri da casa in una qualsiasi giornata di inizio autunno. “Sulla strada provinciale nei pressi di Montanara in seguito di incidente automobilistico” si legge sull’atto di morte registrato dal Comune di Vescovato.

Un suo commilitone del Reggimento Yorkshire scriverà di lui: "La sua personalità affascinante e la sua influenza ispiratrice rimarranno per sempre un punto di riferimento negli annali dello Yorkshire e ognuno di noi è stato migliore per averlo conosciuto".

Menzionato sei volte nei dispacci, gli furono conferite la Distinguished Service Order (DSO) con barretta, la Croce di Guerra francese e la Croce di Guerra italiana.

Dopo l’incidente il corpo di Stuart Lumley è stato sepolto nel Campo dei Militari Britannici all'interno del Cimitero Comunale di Arquata Scrivia, nel Memoriale CWGC (Commonwealth War Graves Commission).

La guerra era finita da quasi un anno ormai, ma la sua ombra in un modo o nell’altro continuava ancora a mietere vittime.

Michela Garatti


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