Cremona, cresce il numero di imprese nel terzo trimestre 2026. Meno aziende nel commercio, agricoltura e manifattura. Crescono nell'edilizia, ristorazione e alloggio, immobiliare e servizi
I dati relativi alla movimentazione delle imprese nelle tre province di Cremona, Mantova e Pavia, relativi al terzo trimestre del 2026, elaborati dal Servizio Promozione e Informazione Economica della Camera di Commercio, mostrano una leggera ripresa, con una differenza tra iscrizioni e cessazioni di segno più per i 3 territori di Cremona, Mantova e Pavia. Complessivamente, la consistenza del Registro Imprese della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia ammonta a 108.040 aziende registrate al 30 settembre 2026. Il tasso di crescita dei tre territori risulta pari al +0,23%, un dato leggermente inferiore rispetto a quello della Lombardia (+0,41%) e dell’Italia (+0,32%). Nel panorama lombardo tutte le province si collocano in territorio positivo per quanto riguarda il tasso di crescita; ai vertici della classifica troviamo Milano, Lecco e Brescia, mentre, in fondo, si collocano Cremona, Pavia e Mantova.
Considerando le sole imprese attive, ovvero al netto delle posizioni che non hanno ancora avviato l’attività o l’hanno sospesa, oppure risultano sottoposte a procedure concorsuali, lo stock risulta pari a 96.934 imprese, in ripresa del +0,2% su base annua. Per la Lombardia si registra un +0,3%, mentre per l’Italia vediamo una variazione su base annua negativa, pari al -0,8%.
Nel terzo trimestre del 2026, l'artigianato - che costituisce circa un terzo delle imprese iscritte al Registro Imprese - evidenzia un tasso di crescita del +0,15%, omogeneo nei tre territori di competenza. L'andamento si inserisce in un quadro di generale espansione, superando il dato nazionale (+0,11%) e posizionandosi in scia alla media regionale (+0,18%). A livello lombardo, la quasi totalità delle province riporta saldi demografici positivi: le dinamiche più vivaci si osservano a Sondrio, Milano e Lecco, seguite da Pavia. Sul versante opposto, Monza e Brianza e Mantova chiudono la classifica delle aree in crescita, precedendo Varese, unica provincia a registrare una contrazione (-0,1%).
“I dati del terzo trimestre ci confermano un quadro incoraggiante, caratterizzato da una leggera ripresa e da un saldo positivo tra iscrizioni e cessazioni aziendali per i territori di Cremona, Mantova e Pavia” – sottolinea il Presidente Gian Domenico Auricchio – “Pur inserendoci in un panorama lombardo che ci vede ancora in fondo alla classifica per tasso di crescita generale, il nostro tessuto produttivo sta ancora dimostrando un certo grado di resilienza. Lo testimonia la tenuta delle imprese attive, che registrano un incremento dello 0,2% su base annua, in netta controtendenza rispetto alla flessione nazionale dello 0,8%. Un segnale rassicurante arriva inoltre dall’artigianato: questo comparto, che da solo costituisce circa un terzo delle nostre imprese e resta un pilastro fondamentale dell'economia locale, evidenzia un tasso di crescita superiore al dato nazionale, inserendosi positivamente nella scia della media regionale. Tuttavia, affinché questi segnali si trasformino in una crescita solida e duratura, occorre mantenere un livello di attenzione elevato. Resta fondamentale rafforzare e rendere sempre più accessibili le iniziative di supporto alle imprese: dalla promozione della digitalizzazione e dell’innovazione tecnologica, agli strumenti per l’accesso al credito, fino ai percorsi di formazione e accompagnamento. Le aziende stanno dimostrando la vitalità necessaria per affrontare le trasformazioni in atto investendo in competenze e sostenibilità, ma le istituzioni hanno il compito di affiancarle. Solo attraverso uno sforzo congiunto e sinergico sarà possibile colmare il divario che ancora ci separa dalle province lombarde di vertice, accrescere la nostra competitività e sostenere il ruolo centrale delle imprese nello sviluppo economico dei territori”.
Analizzando il tessuto imprenditoriale della provincia di Cremona, il bilancio del terzo trimestre 2026 mostra una ripresa generale. Il tasso di crescita si attesta, infatti, al +0,26%, con un saldo positivo di 72 unità che porta il totale delle imprese registrate a 27.685 alla fine di settembre. Guardando esclusivamente alle imprese attive, emerge una conferma della capacità di tenuta del territorio: in questo caso lo stock si attesta a 24.915 unità, segnando una piccola ma significativa ripresa del +0,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Dal punto di vista delle forme giuridiche, si nota una progressiva evoluzione verso assetti societari più strutturati. Nel terzo trimestre dell'anno crescono le società di capitali (+0,5%) e le imprese individuali (+0,3%), mentre perdono terreno le società di persone (-0,2%) e le forme cooperative o consortili (-0,6%).
Spostando l’attenzione sull'evoluzione settoriale del tessuto produttivo provinciale, concentriamo l’osservazione sulla variazione tendenziale delle imprese attive per settore tra il terzo trimestre 2026 e lo stesso periodo dell'anno precedente. Tale scelta metodologica permette di superare il limite dovuto all'elevata quota di nuove iscrizioni con attività non ancora definita (30%). Inoltre, il confronto su base annua, reso possibile dall'omogeneità della classificazione ATECO 2025 tra i due periodi, consente di neutralizzare gli effetti della stagionalità. La variazione tendenziale evidenzia una flessione per alcuni dei comparti storicamente trainanti dell'economia provinciale. Nello specifico, registrano una contrazione il commercio (-1,5%, settore che rappresenta il 20% delle imprese attive), l'agricoltura (-2,3%, pari al 13,2% del totale) e le attività manifatturiere (-0,1%, con un'incidenza del 10,6%). A mitigare tale dinamica intervengono le performance positive di altri comparti: le costruzioni (+0,4%, pari al 15,6% della base imprenditoriale), i servizi di alloggio e ristorazione (+1,7%, con una quota del 6,9%), le attività immobiliari (+1,4%, pari al 6,3%) e le altre attività di servizi (+0,6%, che pesano per il 7,9%).
Uno sguardo specifico merita il comparto artigiano, che chiude il terzo trimestre del 2026 anch’esso con una ripresa. Con un tasso di crescita del +0,1% e un saldo positivo di 6 unità tra iscrizioni e cessazioni, le imprese artigiane attive al 30 settembre risultano 7.914. Il periodo in esame evidenzia una contrazione per le attività manifatturiere (-0,8%, pari al 22% delle imprese attive), per il trasporto e magazzinaggio (-21,6%, con una quota del 5%) e per le attività amministrative e di servizi di supporto (-2,8%, che pesano per il 4,5%). Risultano in ripresa, al contrario, le costruzioni (+14,3%, settore trainante che rappresenta il 39,8% della base imprenditoriale) e le altre attività di servizi (+5,5%, pari al 21% del totale). Si mantengono stabili, infine, i servizi di alloggio e ristorazione, che costituiscono il 2,9% delle imprese artigiane attive nel tessuto economico cremonese.
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