6 novembre 2026

Carenza di medici di base nel cremonese: oggi a Diario del Giorno (Rete4) in diretta da Cicognolo. "C'è chi rinuncia a curarsi per la difficoltà di doversi spostare"

Di nuovo le telecamere di Mediaset si accendono sul problema della cronica carenza di medici di base nel cremonese, dove uno dopo l'altro stanno chiudendo un po' tutti gli ambulatori nei paesi, a partire dai comuni meno popolosi. Oggi a Diario del Giorno di Rete4 si è parlato del caso di Cicognolo, dove da mesi manca la figura del medico di famiglia con la cosneguenza che i cittadini ora sono "spalmati" si sei diversi medici in altrettanti comuni limitrofi a distanza di chilometri. 

Lo aveva denunciato con rammarico alla nostra testata pochi giorni fa il sindaco Angelo Bergamaschi (leggi qui), spiegando le difficoltà e le preoccuapazioni sue, come primo cottadino e e come assistito. "Non abbiamo tante speranze per il futuro in effetti - ha commentata Bergamaschi- E pensare che solo 5 anni fa l'amministrazione aveva rimesso a nuovo l'ambulatorio". E oggi quella sala d'aspetto rimane inesorabilmente vuota, con le sedie in fila ai lati e la porta dell'ambulatorio aperta su una scrivania che si intravede nel buio.

"Io sono anziano, ho bisogno un po' di tutto, dall'urologo al cardiologo, per non parlare delle ricette -racconta la sua situazione Gianfranco, a cui viene passato il microfono- è vero che oggi si possono avere anche sul telefonino, ma si sa che gli anziani fanno fatica ad usarlo. E io sono fortunato che guido ancora l'auto". Sono infatti ben 55 i cicognolesi che ad oggi, secondo quanto riferito dal sindaco Bergamaschi dopo aver preso visione dei numeri di Asst, non hanno ancora scelto un medico e di fatto sono "scoperti" dal servizio. "Questo numero significa il 6% della popolazione di Cicognolo. E purtroppo so che qualcuno sta rinunciando a curarsi perchè non ha aiuti in grado di supportarlo, nonostante Auser faccia servizio di trasporto e di prenotazione. Le persone sole, gli anziani che non hanno figli che li aiutino, i malati cronici che hanno bisogno di continuità nelle loro cure, sono i soggetti più esposti".

Insomma, un problema di natura sociale prima che sanitaria, un'ulteriore aggravante alle fragilità e alle solitudini delle persone più anziane e sole. E purtroppo la soluzione non sembra esserci all'orizzonte, dove il numero dei medici di base rimane drammaticamente basso, con i corsi universitari che hanno sempre meno iscritti in questo ambito e che quindi vedrà sempre più ambulatori vuoti, con le case di comunità che diventano grandi poli territoriali della salute. Dove però per assurdo proprio chi ne avrebbe più bisogno, spesso è proprio chi ha maggiori difficoltà o remore ad andare.

Michela Garatti


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