Tra due giorni chiude la libreria Giunti che aveva aperto solo 3 anni fa. Diventano otto le vetrine spente in corso Campi. Un disastro nel cuore di Cremona
Da domenica vetrine spente alla Libreria Giunti di corso Campi. Dopo soli tre anni (l'apertura era avvenuta il 12 gennaio 2023), la catena ha deciso di dare addio al cuore di Cremona ma di rimanere nei due centri commerciali vicini: al CremonaPo e al Cremona2 di Gadesco. La ragione pare sia per l'affitto troppo oneroso ma anche per un afflusso di clienti minore rispetto alle previsioni. Prima che arrivasse Giunti, lo spazio era occupato dalla catena "Doppelgänger" (nei locali dal 2016 all'ottobre 2022) e prima ancora da "Bata" calzature.
Purtroppo è l'ottava vetrina che si spegne in corso Campi, quello che un tempo veniva definito "la via dello shopping di Cremona" oppure "la rambla di Cremona" quando il settembre del 1989, una folla di cremonesi assisteva al taglio del nastro di inaugurazione della nuova isola pedonale di Corso Campi. 37 anni fa, ma sembra un'eternità: l'idea dell'epoca era quella di rendere la via cittadina la "rambla di Cremona", ispirandosi a Barcellona. Pensate, così lo descriveva Gianfranco Taglietti, nel suo libro "Le strade di Cremona" del 1997: "E' il corso per eccellenza, su cui si affacciano i negozi più eleganti, con molte insegne di ditte prestigiose in campo nazionale e, addirittura, mondiale; è la strada più frequentata della città, meta del passeggio serale dei giovani e dei meno giovani".
A maggio di due anni fa anche Tezenis aveva lasciato il corso Campi e le vetrine sono ancora desolatamente vuote come tante altre sul nostro corso principale. Le otto vetrine spente sul corso da quelle nella prima parte di fronte alla Galleria, a quelle centrali (l'ex Tezenis e ora Giunti) e a quelle sulla curva verso corso Garibaldi, fanno riflettere: forse andrebbe ripensato lo sviluppo portato avanti da anni in città che ha portato al cosiddetto "effetto ciambella", torta sui bordi e buco al centro: centri commerciali e traffico all'esterno e un cuore che fatica a pulsare e che muore, secondo quanto ripeteva anni fa Antonio Bergonzi, commerciante storico, innamorato di Cremona. Purtroppo nessuno lo ha ascoltato.
Le fotografie sono di Francesco Sessa Ventura
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commenti
Federico
15 gennaio 2026 10:46
Giunti al Punto... di chiudere.
Ora c'è posto per un altro bar o un Döner Kebab. L'effetto ciambella non è quello della torta sui bordi con vuoto al centro: il buco è quello che non si vede... lo sbocco secondario verso l'esterno dell'apparato digerente che sta proprio al centro delle politiche comunali! (Ricordiamolo: "spazi riqualificati a disposizione dei giovani, delle famiglie e dei cittadini, rigenerazione urbana, tenere insieme uno sguardo alto una visione di città del futuro con le esigenze del quotidiano, una macchina amminitrativa che consenta di affrontare questi temi con il necessario approccio multidisciplinare e intersettoriale").
I risultati fin ora sono eccellenti!
Alla prossima... chiusura.
marco
15 gennaio 2026 12:36
Il futuro non è governabile e prevedibile.
Si prova a farlo ma si cade sempre in errore.
Le città cambiano e la vita cambia come le persone complice anche il progresso.v
Quello che non cambia è il declino dei salari e delle pensioni.
I pochi fortunati che hanno tanto e vorrebbero condizionare la vita per chi ha poco dimenticano una variabile; i cambiamenti spesso si ritorcono contro chi vola alto nei pensieri e poi si scontra con una realtà dove tassazioni esasperate,disoccupazione, stipendi sempre più mortificanti crisi internazionali,migrazioni di massa rompono gli equilibri dei sistemi.
Vi siete mai chiesti quanto prende un commesso?
Quanto pagano in affitto i negozi se non sono di proprietà?
La volontà dei marchi di puntare a guadagni sempre più alti?
Sarebbe accaduto in ogni caso e chi è stato previdente ha preso in locazione i negozi nei centri commerciali.
Poi chi può andare in gastronomia, fruttivendoli oppure boutique fa' bene fin che può.
In tantissimi non riescono.
Giusy
15 gennaio 2026 13:10
Difficile ammettere che le politiche folli del PD&co. degli ultimi 3 mandati hanno distrutto il centro città? Fare nuova la città... si vede...
Lara
15 gennaio 2026 17:23
Rispondo al sign marco : ma lei conosce le spese e gli affitti che i centri commerciali impongono ? Lei ha visitato il centro di altre città dove le politiche hanno reso attrattivo il centro tipo Crema Piacenza Parma mantova Brescia e tantissimi comuni dove la crisi c’è ma non il disastro di cremona ? Lo sa che i piccoli negozi nei centri commerciali devono sottostare a qualsiasi cosa e vedrebbero l’ora di venir via lei lo sa che da cremona se ne è andata perfino Zara che è presente nel centro di tutte le città …? Secondo lei uno dei più grandi gruppi mondiali non sarebbe stato previdente abbastanza da andare in un centro commerciale…? E potrei continuare per molto…
Pierpa
15 gennaio 2026 12:31
Mi piacerebbe leggere un articolo/inchiesta sulle quotazioni medie dei canoni di locazione commerciale nel centro storico. Non satà certo l'unica spiegazione, ma potrebbe aiutare a capire. Certo,c'è il "mercato" con le proprie regole (profitti), ma teniamone conto, altrimenti si continua a menarsela con i parcheggi (certo, non piace ad alcuno pagare il parcheggio qualche euro... dopo che hai spesi mille per lo smartphone), e con l'assenza di adeguate politiche dell'ente locale.
marco
15 gennaio 2026 13:47
Uno può comperare quello che vuole, problema e soldi suoi.
Troppo parcheggi a pagamento o riservati ai residenti con intere vie off-limits.
A Mantova per esempio parcheggiare è più facile grazie ai multipiano in pieno centro cittadino oppure ai parcheggi a corona.
Quello che si fatica a capire è che fare due passi non uccide nessuno ma si insiste a volere parcheggiare quasi sotto Duomo.
Vedi il fallimento del parcheggio Massarotti giudicato dai più troppi distante.
Con conseguente smog alle stelle per le auto ferme con il motore acceso.
Cosa intendi per adeguate politiche dell'ente(quale?).
Il Comune le ha provate tutte ma certamente non può anche pagare gli affitti dei negozi.
Pierpa
15 gennaio 2026 15:43
Intendevo citare le solite motivazioni addotte per spiegare i problemi delle attività commerciali in centro: parcheggi e politiche dell'ente locale (refrain: "cosa fa il Comune per...?)
Giampietro
15 gennaio 2026 13:04
Come l'ente pubblico può decidere di far pagare 2 euro/ora il parcheggio in centro, può decidere di mantenere o maggiorare il pagamento dell’Imposta Municipale Propria in presenza di locali commerciali sfitti. Sarà più conveniente affittarli che lasciarli vuoti...
Dopo la genuflessione alla GD degli anni scorsi (ricordiamo l'ex Sindaco all'inaugurazione dei nuovi Centri Commerciali) Cremona fa pagare ai cittadini la desertificazione e l'imbarbarimento del suo ex centro storico.
2029 Cremona, città della cultura slums.
Chicca
15 gennaio 2026 14:40
i negozi non chiudono solo per gli affitti alti ,ma per le tasse troppo alte sia quelle comunali che quelle statali , paga luce,gas,commessi,di conseguenza i prezzi della loro merce sono piu alti! io personalmente vivo di pensione e non mi posso permettere di comperare nei negozi in centro!
marco
15 gennaio 2026 16:51
Brava!!!! Credo che la "desertificazione " del centro cittadino sia data anche dalla scarsa attrattiva che esso puo' dare in termini di vivibilità e risparmio.
Quante volte la Domenica ci troviamo a camminare tra i negozi chiusi e le macchine parcheggiate mentre i Centri commerciali sono strapieni come quelli fuori Provincia?( Io personalmente preferisco andare lungo il Po).
E meno male che le iniziative in Piazza Stradivari sono numerose e se anche venissero spostate in Corso Campi oppure Garibaldi ,come è già capitato , i negozi rimarrebbero ugualmente chiusi perche dicono che non convenga in termini di guadagno .
Rimangono aperti i negozi gestiti dalle varie etnie H24 e con prezzi bassissimi frutto di benefici fiscali.
Il centro di Cremona non ha neppure un cinema e c'è da augurarsi che il Progetto Giovani voluto dal Sindaco Virgiglio sia una parte della risposta che tutti aspettano.
Giancarlo
15 gennaio 2026 18:39
Una volta che non hai più le bestie per cosa la costruisci a fare la stalla?
Il Progetto Giovani voluto dal Sindaco Virgilio servirà solo a risanare qualche edificio pericolante, non a riportare giovani e famiglie in centro.
Una politica miope, fatta da chi figli non ne ha e capisce poco delle esigenze familiari, gatti esclusi.
Il Sindaco e il suo sodale è abituato a parlare di cose che non ha mai vissuto (come l'Università) e pensa e progetta una Cremona che non esiste più. Un centro sempre meno attrattivo porterà ancora più negozi a chiudere (è il flusso e la disponibilità a spendere che fanno la differenza), e ad un contestuale aumento di negozi a basso interesse economico e di qualità. Ecco perchè ci stiamo riempiendo di tagliacapelli, cibo spazzatura, cianfrusaglie e roba da 99 centesimi. Quale attività di richiamo può investire in un contesto così degradato? Corso Campi non è via Montenapoleone e presto sarà molto simile a via Padova, basta guardare cosa è diventata la zona stazione!
I cremonesi che possono comprano a Piacenza, Parma, Mantova o Milano dove passeggiare in centro ha ancora un senso estetico. Qui stanno rimanendo solo i detriti di scelte sbagliate, poco lungimiranti per il benessere della città e fatte solo per ingrossare pochi portafogli privati con le concessioni date a pioggia alla grande distribuzione. Ora le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. E il problema "sicurezza" non è altro che una di queste eredità della politica di desertificazione del centro degli ultimi 15 anni!
Siete felici ora?
Nicola
15 gennaio 2026 18:51
Mi viene da ridere a pensare alla Rambla di Cremona: da un punto morto come la Stazione (senza edicola, senza ristorazione, senza nulla fuorché spacciatori e urinatori h24) ad un altro punto morto come via Palestro, corso Campi fino al Museo del Violino senza un bar/ristorante con una piazza Marconi di una tristezza infinita.
Ma qualcuno è mai stato a vedere il percorso che collega Plaça de Catalunya a Port Vell? Se non siete mai andati, fate un viaggio. Merita. Poi ne riparliamo.
Il nostro Sindaco è cresciuto tra via Aporti, l’oratorio di S. Imerio e le “panche” di via Manini. Ora la sua "visione" va da Largo Moreni a piazza del Comune. E volete progettare la Cremona del futuro? Mi stupisco che vi stupiate di così tante chiusure...
Stupitevi, invece, di chi ancora resta aperto, nonostante tutto!
Valerio
15 gennaio 2026 19:05
Tasse troppo alte!!! affitti da fuori di testa!!! Se così non fosse come fanno i nostri cari politici sottinteso tutti uguali a farsi lo stipendio da nababbo e finanziare guerre assurde!! Che schifo. Provino loro ad aprire una attività poi ne parliamo
Stefano
15 gennaio 2026 23:06
Triste vedere chiudere una bella libreria dove però non c é mai dinamismo. Le commesse si fanno i loro e dei libri non si curano. Esattamente come la Giunta Virgilio che al punto gira intorno, ma licenze regalate a chiunque non sia italiano, salassi per il plateatico a chi le tasse le paga... Virgilio non avanza, circondato dalla claque autoplaudente e sempre più patetica. Intanto la città e la stazione sono in balia dei maranza. Magari facessero casino sotto le finestre di casa Virgilio...chissà potrebbe svegliarsi e capire che dimettendosi farebbe un regalo a Cremona.
Biagio
15 gennaio 2026 22:02
Il problema dei negozi in centro non è il parcheggio: basta vedere i giorni di mercato, quando il centro è pieno anche se arrivarci è più complicato. Il punto è che il commercio è cambiato: i negozi familiari sono quasi spariti, i costi sono saliti e l’online ha cambiato le abitudini di tutti.
Prima di cercare colpevoli, dovremmo guardarci allo specchio: compriamo su internet, facciamo la spesa dove costa meno e nel weekend andiamo a passeggiare o a comprare fuori città. Se le nostre scelte vanno altrove, è normale che il centro si svuoti.
E non è solo un tema di Cremona: succede anche a Piacenza e in tante altre città. I Comuni, con risorse limitate, possono solo provare a rendere il centro più vivo, mentre Stato e Regioni potrebbero aiutare con bonus e incentivi mirati.
Oggi funziona solo un centro che offre socialità, cultura, eventi. Lo dimostrano i giovani che riempiono le piazze nel fine settimana per stare insieme, non per comprare. E molti commercianti lo hanno capito, purtroppo a loro spese: il modello di una volta non regge più. Saluti biagio
daniro
16 gennaio 2026 15:24
Forse un errore di valurazione sul numero dei possibili acquirenti? A Cremona le librerie non mancano ma quello che, forse, manca e' la promozione di cultura letteraria nei suoi vari intrecci quindi cinema d'autore, arte e grafica, incontri con gli autori, ecc insomma rendere vitale un'attivita' commerciale interconnessa con il mondo culturale. A Firenze Giunti utilizza il prestigioso cinema Odeon per azioni multimediali ed e' sicuro che se si entra, anche solo per vedere il vecchio cinema, non si esce senza aver acquistato un libro, un gadget, un ricordo ecc e ci si puo' femare per un film d'autore. Penso al nostro ex cinema Tognazzi gia' Roxi (a proposito quante sale di questo tipo anche prestigiose e tutte in centro sono state demolite o trasformate in parcheggi o in stravaganti residenze?) che finira' non si sa bene come e a un Giunti che avrebbe forse potuto ripetere l'operazione Odeon di Firenze creando ovviamente nell'interesse commerciale un vivace centro culturale. Poi purtroppo dobbiamo fare i conti con una realta' non solo locale che vede invecchiamento della popolazione, stipendi fermi da vent'anni, giovani che vanno all'estero, una diminuita voglia di socializzazione, un ambiente urbano non sempre ospitale e di scarsa attrattiva e purtroppo in lento ma inesorabile declino.
Tiziano
16 gennaio 2026 19:40
Tutto vero. Ma se ti capita di andare a Parma, Piacenza, Mantova, Brescia, Bergamo, Pavia ecc. non trovi la depressione che trovi a Cremona. E il regolatore è la politica (cose fatte e non fatte...). Pensare che le città vadano avanti da sole indipendentemente dai buoni amministratori è utopia. E con bravi amministratori si intendono professionisti (in qualche settore, per avere una vaga idea di come funziona il mondo) capaci di pensare, organizzare e realizzare processi ed eventi che portino lustro ed economia alla comunità.
A prendersi 10k al mese per sorridere con la fascia tricolore e basta son buoni tutti. E i disastri si vedono. A Cremona più che altrove. Chissà come mai...
Basta vedere come è stato organizzato il passaggio della Fiamma Olimpica a Cremona e a Crema. Un abisso!