Verso il referendum. Il Psi per il sì, Fare Nuova Cremona Attiva per il no
Si avvicina la data del Referendum sulla Giustizia e iniziano le prese di posizione delle forze politiche cremonesi. Ecco quella del segretario del Psi di Cremona (sezione Mario Coppetti), Diego Rufo per il sì e della lista civica Fare Nuova Cremona Attiva che ha aderito al Comitato per il NO per il referendum sulla giustizia.
Psi: la scelta del sì perchè il garantismo è un dovere socialista
Nel vivace dibattito sulla separazione delle carriere assistiamo spesso a una polarizzazione che rischia di offuscare i princìpi fondamentali del diritto. Per chi affonda le radici nella tradizione del socialismo riformista e garantista, questo tema non è una bandiera di circostanza, ma l'eredità diretta di una battaglia civile nata tra le macerie dello Stato liberale e rinvigorita dai grandi calvari giudiziari della Repubblica.
Dobbiamo ritrovare il coraggio di guardare ai nostri "padri nobili" per comprendere la genesi di queste istanze. Penso al sacrificio del socialista cremonese Attilio Boldori, martire dell’antifascismo, la cui memoria ci ricorda quanto sia fragile la libertà del cittadino se non protetta da una magistratura realmente terza. La tragica farsa giudiziaria che seguì il suo omicidio nel 1921 — in un sistema in cui la funzione inquirente e quella giudicante stavano già perdendo la loro distinzione strutturale — fu l'anticamera tecnica di ciò che il Codice Rocco avrebbe poi cristallizzato nel 1930: la fine della neutralità del giudice e la trasformazione del PM in un terminale dell’Esecutivo.
Questa esigenza di coscienza civile trova oggi il suo naturale compimento nel ricordo di Enzo Tortora, vittima di una delle più dolorose derive del nostro sistema. È significativo che proprio il Comune di Cremona abbia scelto di intitolare una via a Enzo Tortora, riconoscendo nel suo calvario il simbolo di un cittadino stritolato da un’accusa fattasi giudizio prima del tempo.
Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo attivo dei socialisti nell'Assemblea Costituente. Furono giganti come Pietro Nenni, che voleva il giudice come "difensore della libertà del povero contro ogni arbitrio del Governo", e Lelio Basso, che ammoniva come l'indipendenza del magistrato fosse nulla se legata "anche solo psicologicamente all’apparato dell’accusa", a gettare i semi del garantismo. Più tardi, fu il contributo di un altro grande socialista, Giuliano Vassalli — partigiano e ispiratore del codice accusatorio — a insegnarci che senza la separazione delle carriere il suo codice restava una "opera incompiuta".
Il cuore del problema risiede nella piena attuazione del "giusto processo" (Art. 111 Cost.), che esige un giudice strutturalmente "terzo". Sostenere oggi questa riforma è una necessità democratica per lo Stato di Diritto. È la scelta di chi, tra il banco di Boldori e la via dedicata a Tortora, preferisce la precisione della bilancia alla forza della spada. La cultura delle garanzie è nel DNA dei socialisti: scegliere la separazione delle carriere significa permettere all'Italia di allinearsi alle grandi democrazie europee, rafforzando la nostra tenuta democratica e i diritti di ogni cittadino.
PSI Cremona , sez. Mario Coppetti
Segretario cittadino
Diego Rufo
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L’associazione Fare Nuova Cremona Attiva aderisce al Comitato per il No al referendum sulla giustizia.
La decisione di aderire al Comitato per il NO è stata presa, coerentemente all’approccio partecipativo dell’Associazione, dopo avere interrogato l’assemblea dei soci, riunita sabato 21 Febbraio per il rinnovo del Direttivo.
La sceltà è stata chiara e condivisa dalla quasi totalità dei soci presenti.
Come lista civica impegnata sul territorio, sentiamo la responsabilità di difendere i principi di equilibrio istituzionale e tutela della Costituzione Italiana, che incidono anche sulla vita delle comunità locali.
Le motivazioni che ci hanno portato a questa scelta sono principalmente le seguenti:
- la modifica di ben 7 articoli della Costituzione porterebbe ad un indebolimento del principio di separazione e bilanciamento dei poteri, che rappresenta uno dei cardini fondamentali della nostra democrazia costituzionale, a vantaggio del potere esecutivo, quale che sia il governo in carica;
- le modifiche decise sono il frutto di una scelta precisa della sola attuale maggioranza di governo, anzichè di un confronto e un accordo con tutte le forze parlamentari, come sarebbe auspicabile per una riforma della Costituzione;
- la convinzione che la giustizia necessiti certamente di riforme, ma di riforme capaci di migliorare l’efficienza ed i tempi dell’azione giudiziari, non interventi che rischiano di comprometterne l’autonomia;
- la perplessità circa un mancato rafforzamento delle risorse umane e tecnologiche, con il rischio che la riforma produca anche un aumento della spesa per la governance del sistema, senza incidere in modo significativo sui tempi dei procedimenti e sulla qualità del servizio reso ai cittadini.
Riteniamo che il voto referendario non sia una valutazione su un governo o su una parte politica, ma una scelta che riguarda l’assetto democratico del nostro Paese e le garanzie che vogliamo preservare per il futuro.
Per queste ragioni abbiamo deciso di aderire al Comitato per il No, convinti che partecipazione e confronto siano strumenti essenziali di democrazia.
Il Direttivo di Fare Nuova Cremona Attiva
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