3 febbraio 2022

Un altro treno guasto per Milano che non parte. E Trenord torna nella bufera. Con un comunicato ha attaccato i "sedicenti" Comitati dei viaggiatori

Il treno 2170 oggi non sarà effettuato per un guasto. Il treno in partenza da Mantova per Milano che doveva arrivare a Cremona e ripartire per la stazione centrale non è arrivato. E' stato soppresso alla partenza dalla città virgiliana per problemi tecnici e sostituito da un autobus che ha effettuato tutte le fermate da Mantova fino a Cremona  Castellucchio, Marcaria, Bozzolo, Piadena) prima di arrivare a Cremona da dove un treno (il 10007) avrebbe dovuto portare i viaggiatori a Milano. Al momento in cui scriviamo il treno, è ancora fermo in stazione a Cremona per la necessità di prolungare i controlli tecnici, come si legge sul sito di Trenord. 

Intanto Trenord è sempre più nella bufera dopo la diffusione di un comunicato con il quale ha risposto alle lamentele dei Comitati dei Pendolari  recapitate all'assessore regionale Terzi. Si tratta di una lunga lettera di autodifesa (ma anche di attacco) firmata Trenord (per l'esattezza da Paolo Garavaglia, direttore comunicazione e relazioni esterne) e inviata ai suoi clienti, non solo gli abbonati: basta avere dato l'indirizzo email all'azienda per riceverla. Una lunga lettera per rispondere alle critiche sulla gestione del servizio ferroviario regionale in epoca di pandemia covid. Una missiva dai toni talvolta piuttosto accesi, in cui si parla senza mezzi termini di "disinformazione". Tra l'altro chiama i comitati dei viaggiatori "sedicenti" rappresentanti dei pendolari.

Le risposte non sono tardate ad arrivare. Il sindacato dei ferrovieri Orsa esprime "sconcerto" per la lettera di Trenord inviata ieri a tutti i pendolari della Lombarda. Secondo il segretario regionale Adriano Coscia l'azienda "scarica su altri indicando assenze del personale, gestori della rete e carenze infrastrutturali, le sole responsabilità di un disservizio che è evidente a tutti".  "E' vero che il sistema ferroviario è complesso e che intervengono diverse variabili - afferma - ma non abbiamo letto un minimo accenno di autocritica, ovvero di riconoscimento, delle responsabilità e delle inefficienze di Trenord". "Riconoscere i propri limiti - sottolinea Coscia - è un atto di umiltà che, oltre a garantire un rapporto trasparente con la clientela, serve a correggere i propri errori, ma questa virtù non risiede nella dirigenza aziendale".  In particolare, controbatte il segretario dell'Orsa, "quando si attribuisce la responsabilità dei ritardi esclusivamente alla saturazione della rete utilizzata dal servizio merci internazionale e dall'Alta Velocità e al problema dei nodi, ci si dimentica che sulla Rete gestita da Fnm circolano esclusivamente treni di Trenord, ma la media dei ritardi è altrettanto alta ed in alcuni casi superiore a quella registrata nella rete di Rfi".

A seguito dei tanti e continua disagi subiti, nei giorni scorsi i pendolari si erano rivolti al governatore Fontana. Quest’oggi hanno ricevuto la risposta da parte di Trenord con una lettera intitolata: Duemila treni e -40% di clienti. Ecco i (veri) numeri di Trenord. Trovo del tutto inaccettabile il modo in cui Regione Lombardia, che ricordiamo è l’ente regolatore del servizio, si nasconda dietro il paravento che le viene fornito dall’azienda, che in teoria dovrebbe essere esecutrice”. A dirlo è stato Marco Degli Angeli, consigliere pentastellato di Regione Lombardia il quale ha poi aggiunto: “Utilizzando gli indirizzi mail degli utenti, Trenord si è letteralmente sovrapposta all’assessorato Regionale ai Trasporti, Claudia Maria Terzi e si quindi rivolta direttamente ai pendolari, attraverso un canale privilegiato, con una lettera autoassolutoria, la quale non trova riscontro in una quotidianità fatta di ritardi e cancellazioni”. Specifica il consigiere: “A questo punto, come gruppo consiliare M5s, chiediamo che sia Trenord sia l’Assessore Terzi, vengano immediatamente a riferire all’interno delle Commissioni consiliari competenti, in merito a questo episodio e al susseguirsi di disagi vissuti in questi anni dai pendolari lombardi i quali, soprattutto in questo periodo di pandemia, avrebbero dovuto essere oggetto di maggiori tutele da parte di Regione Lombardia”. Conclude Degli Angeli: “È dal 2018 che sentiamo accampare scuse. Lo scaricabarile deve finire. I nuovi treni in arrivo, da soli, non potranno migliorare la situazione. Serve un cambio di passo, da portare avanti attraverso una programmazione che abbia l’umiltà di mettersi all’ascolto delle esigenze e dei bisogni dei pendolari”.

 

Mentre Trenord risponde all’attacco dei pendolari con un lungo testo in difesa dell’operato della società e la Regione Lombardia tace, il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni, dati e fatti alla mano, presenta l’ennesima interrogazione alla giunta lombarda.
“Torniamo a chiedere, ancora una volta, le ragioni del ripetersi quotidiano di guasti e disservizi che dall’inizio dell’anno caratterizzano le linee ferroviarie Mantova – Cremona – Codogno – Milano e Cremona – Crema – Treviglio, tra le peggiori della nostra regione – fa sapere Piloni – chiediamo, inoltre, quali azioni Regione Lombardia intenda mettere in campo per risolvere le numerose criticità evidenziate, promuovere la regolarità del servizio e, soprattutto, in quali tempi”.
Gli episodi riportati nel documento – spiega il consigliere dem - si inseriscono in una lunga serie di gravi disservizi che si ripetono ormai da tempo su queste linee, rendendo insostenibili le condizioni di viaggio, già critiche, degli utenti del servizio ferroviario e pregiudicando seriamente lo sviluppo della mobilità sostenibile in Regione Lombardia”. 
"Di fronte a questa situazione stride assai la lettera che Trenord ha inviato ai suoi ‘clienti’, citando, tra l’altro, numeri non ‘veri’, in quanto il loro sistema di calcolo ha dei forti limiti – sottolinea Piloni e propone un esempio - il treno soppresso per la linea Cremona-Crema-Treviglio viene conteggiato solo se cancellato per la tratta intera, se invece parte da Cremona e si ferma a Castelleone, non risulta cancellato, anche se per i pendolari di Crema o di Caravaggio rappresenta comunque un grave disservizio, non calcolato da Trenord".
"Definire poi 'sedicenti' i rappresentanti dei pendolari che sono previsti dalla legge – incalza Piloni - è quanto meno una caduta di stile, anche molto imbarazzante".
"Sia piuttosto Regione Lombardia, con i leghisti Fontana e Terzi, a rispondere alle tante richieste di chiarimenti e ai notevoli disservizi che purtroppo continuano a penalizzare i pendolari e il trasporto pubblico della nostra regione" conclude il consigliere dem.


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