9 maggio 2026

Università Cattolica, è Festa di Laurea a Cremona. La tradizionale Festa di Laurea celebra 109 laureati e laureate che hanno festeggiato il raggiungimento di questo importante traguardo a Santa Monica

Ben 109 tocchi colorano di nero e di azzurro il cielo di Cremona. Sono i copricapi scagliati in aria con gioia dai laureati triennali e magistrali nell’ultimo anno accademico nel campus di Santa Monica, 44 dei quali residenti in città o nella Provincia cremonese. Una felicità immensa per il traguardo raggiunto, ma anche un segnale importante per Cremona come città universitaria. «Nel portare il saluto della professoressa Elena Beccalli, rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, sentiamo la responsabilità di essere un attore importante della dimensione universitaria di Cremona e ci prendiamo questa responsabilità» ha spiegato Anna Maria Fellegara, pro-rettore vicario dell’Università Cattolica. «Questa è una festa, e la festa si celebra insieme. Abbiamo sognato e realizzato questa edizione grazie alla partecipazione dei nostri studenti. E la celebriamo nella Giornata dell’Europa. Mai come in questo periodo abbiamo bisogno di persone capaci di abitare l’Europa».

La Festa di Laurea, aggiunge Fellegara, è «un momento centrale nel quale si unisce la storia personale delle ragazze e dei ragazzi, e delle loro famiglie che hanno investito in loro e hanno creduto che l’Università Cattolica fosse il luogo idoneo per coltivare i talenti dei loro figli. Allo stesso tempo, dentro questa festa c’è una storia, quella della comunità universitaria di Cremona, di una città che ha investito molto sulle università e di una dimensione europea che in questo campus si sperimenta attraverso il sistema profondo di relazioni internazionali sia nel campo della formazione e della didattica sia in quello della ricerca».

La festa, iniziata nelle prime ore del pomeriggio con la consegna delle toghe e dei tocchi agli studenti, è proseguita con la liturgia della parola presieduta da mons. Antonio Napolioni, vescovo di Cremona. «Le sabbie mobili, in una società più che liquida, ci impauriscono, ma siamo fatti per superare le tempeste» ha detto mons. Napolioni. «La sabbia può diventare roccia, la fragilità può essere più importate di ogni forza. Gesù sceglie di farsi fragile. Beati voi, neolaureati, non solo perché avete concluso un percorso ma perché vi state mettendo in gioco. Il nuovo piano strategico dell’ateneo ha individuato cinque pilastri, ma i pilastri dell’Università Cattolica del futuro siete innanzitutto voi».

«Ci sentiamo parte di questo luogo e delle relazioni che in esso si costruiscono» ha commentato Andrea Virgilio, sindaco di Cremona. «Nel farvi le congratulazioni non c’è solo la dimensione formale ma la consapevolezza della bellezza che avete costruito. Una laurea non è una conquista solitaria, e per questo vorrei ringraziare le vostre famiglie per essersi fidate e avere scelto Cremona. Un ringraziamento va anche ai docenti, che vi aiutano a desiderare conoscenza. Per questo motivo, la Festa di Laurea non celebra soltanto un risultato ma una trasformazione. In un mondo complesso, non bisogna fermarsi alla prima risposta. Santa Monica, dedicata alla madre di Sant’Agostino, è una presenza che accompagna».

Nel suo intervento, Marco Allena, preside della Facoltà di Economia e Giurisprudenza, ha sottolineato che «essere in un luogo così bello ci porta continuamente alla ricerca del bello. Il mondo che ci circonda e i tempi che viviamo non vi fanno mancare nulla. Spesso sentiamo dire che l’Università Cattolica abbia formato la classe dirigente del Paese, ed è vero. Ma oggi voi avete altri confini, e per questo motivo l’internazionalizzazione è uno dei pilastri del nuovo piano strategico. Al di là delle materie che avete studiato, vi siete formati come uomini e donne del futuro. Mi auguro che nel ricordo di questa giornata vi resti di provenire davvero da una famiglia, quella dell’Università Cattolica».

«Oggi siete al giro di boa» ha detto agli studenti Pier Sandro Cocconcelli, preside della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali. «Da oggi avete un ruolo attivo nella società, e per un giovane che vuole entrare in questo mondo è fondamentale avere una preparazione. È quello che noi speriamo di aver costruito con voi, e come laureati di questo ateneo il pensiero centrale non può che essere il bene comune. Santa Monica può essere davvero il campus pilota per mettere a punto il nuovo piano strategico».

«È la prima volta che prendo la parola in questa bella festa perché celebriamo finalmente le prime tre laureate del nostro corso di laurea magistrale» ha aggiunto Alessandro Antonietti, preside della Facoltà di Psicologia. «Il nostro ateneo ha avuto la forza di scommettere su una potenzialità che aveva visto. Molte volte i giovani vendono descritti come seduti. Qui, invece, abbiamo l’esempio di tanti giovani che si sono messi in gioco. Che affrontano il futuro, spesso rappresentato a tinte fosche, non con ingenuità ma con una mente positiva e con entusiasmo».

Prima dell’aperitivo davanti al Magazzino Carri, la bella festa si è conclusa con il momento più atteso. Il lancio dei tocchi - azzurri per le lauree triennali, neri per quelle magistrali – che hanno riempito lo spicchio di cielo chiuso tra il corpo aule e la grande parete in laterizi del chiostro di Santa Monica. «Cremona è una città molto carina, è bello abitare qui perché tutto è dietro l’angolo» ha raccontato Simona Rafeli, di Catanzaro, laureata in Consumer behaviour: psychology applied to food, health and environment. «Sono molto contenta della scelta che ho fatto, anche perché ho trovato subito lavoro». C’è anche chi ha scelto di proseguire gli studi, come Emma Gerevini, originaria del Lodigiano, che si è laureata in Economia aziendale. «Questa triennale mi ha dato la possibilità di imparare tantissimo. Adesso sto frequentando un corso magistrale sempre qui, a Cremona, in Cattolica» aggiunge Gerevini. «Sono contento di aver avuto la possibilità di studiare a Cremona, nella Food Valley, ma anche vicino a casa» ha chiosato Michele Venturelli, di Crema, laureato in Food processing: innovation and tradition. «Oggi lavoro a Crema nell’ambito del controllo qualità e della ricerca e sviluppo di un’azienda alimentare, e sono molto felice».


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