10 maggio 1981, 45 anni fa esordiva Vialli in prima squadra con la maglia grigiorossa a Parma
Parma, 10 maggio 1981, stadio Tardini: per la trentesima giornata del campionato di Serie C1, girone A, sono in campo Parma e Cremonese. All’ottantesimo del match, “Guidone” Vincenzi, allenatore grigiorosso, manda in campo un ragazzino di sedici anni di cui tutti dicono un gran bene, Luca Vialli. Così Luca ricordava in una intervista alla "Cronaca" trent'anni dopo quell'esordio. “Sì, è vero ed è un momento che ho ancora ben vivo nella mente: giocavo ancora negli ‘Allievi’ di Mondonico, ma mi aggregavo e mi allenavo con la prima squadra quando una delle tre punte era indisponibile. Credo che in quella occasione mancasse proprio il mio amico Tiziano Ascagni e giocavano Nicolini e Bresolin: a venti minuti dalla fine ho iniziato il riscaldamento e a dieci dal termine sono entrato. Ricordo perfettamente di aver ricevuto un pallone, di aver fatto un’azione sulla destra e di aver subito un fallo in area: era un rigore evidentissimo, ma l’arbitro non fischiò. Ho poi tentato un’altra incursione, sinché si avvicinò un giocatore del Parma, di cui non ricordo il nome, ma so che aveva giocato nelle giovanili dell’Inter, a dirmi di stare tranquillo altrimenti mi avrebbe dato una scarpata in faccia. Io non riuscivo a capire il perché di quella cattiveria. Era il calcio dei grandi, un calcio che non conoscevo: allora un compagno di squadra mi fece presente che, mancando pochi minuti alla fine, il pareggio stava bene ad entrambe le squadre e non era il caso di farsi del male. E’ stato il mio battesimo nel calcio dei professionisti: non era esattamente quello che mi aspettavo, ma ho capito subito come funzionavano certe cose...”.
Questo il tabellino di quell'esordio.
IL TABELLINO
Parma, Stadio Tardini, 10 maggio 1981
PARMA 0 CREMONESE 0
Parma: Orsi, Matteoni, Leali, Biagini, Marlia, Zuccheri, D’Agostino, Borelli (80’ Alessandrelli), Piacenti, Aselli (72’ Bertolini), Cesati. All.: Sereni.
Cremonese: Reali, Marini, Garzilli, Galvani, Montani, Paolinelli, Bresolin (80’ Vialli), Larini, Nicolini, Mugianesi (61’ Medaglia), Finardi. All.: Vincenzi.
Arbitro: Giaffreda di Roma. Note: Spettatori 5.000 ca.
Nella stessa intervista, così Gianluca Vialli raccontava ad Angelo Galimberti il suo arrivo nel mondo del calcio."“Ero l’ultimo di cinque figli. Ho capito subito che giocare a pallone era quello che avrei voluto fare da grande, perché mi permetteva di divertirmi, di sognare e di competere. Ho giocato tanto da solo, all’oratorio di Cristo Re, in cortile. Prima per il piacere di farlo poi, entrato in una squadretta, ho imparato valori che poi sono diventati importanti una volta entrato nel mondo professionistico. Dall’oratorio sono passato al Pizzighettone dove il mio allenatore era il maestro Franco Cistriani e da lì, a quattordici anni, sono arrivato alla Cremonese di cui ero un grande tifoso sin da bambino. Mi ritengo molto fortunato, anche perché questi passaggi si sono svolti senza stress, molto serenamente e, comunque, con grande serietà”.
Le tue prime esperienze significative in grigiorosso sono state con la squadra ‘Allievi’ con Frittoli, Trainini e Galbagini, allenata da “Mondo”: “La Cremonese aveva un settore giovanile straordinario: un vero serbatoio per la prima squadra. Investiva molto in termini economici ma anche in risorse umane. C’erano dirigenti bravi e preparati oltre ad allenatori capaci di insegnare ai ragazzi la professionalità e i valori basilari per ottenere risultati importanti. Eravamo veramente un grande grup- po, e i dirigenti della prima squadra ci tenevano d’occhio perché sapevano che, prima o poi, qualcuno di noi avrebbe fatto molto comodo. In molti avrebbero meritato di arrivare, ma nel calcio ci vuole anche fortuna e qualcuno si è perso per strada”. Dopo l’esordio a Parma, sei sceso in campo anche la domenica successiva, nella partita che doveva sancire il ritorno in B: “Con la Reggiana entrai alla fine ma fummo sconfitti, poi perdemmo anche a Treviso. Con il Fano, invece, ero in tribuna: ricordo l’asticella cadere sulla traversa e sfiorare il portiere, la sceneggiata di Santucci e la paura di veder sfumare ingiustamente la promozione”. Hai poi disputato tre campionati in B, diversi tra loro, ma tutti da ricordare: “La prima stagione fu piuttosto complicata sino a quando la Società non decise di cambiare Vincenzi con Mondonico, che io conoscevo perfettamente. Nelle ultime sette partite diventai titolare e, con una grand rimonta, riuscimmo a salvarci. Avevo davanti due grandi giocatori come Nicolini e Sauro Frutti: fu un’esperienza che mi permise di dare un contributo più importante alla squadra”.
La stagione successiva, quella degli spareggi, a detta di molti è stata la migliore della storia grigiorossa del dopoguerra, sia sotto l’aspetto tecnico che dell’entusia- smo. “Fu un anno molto bello: non partivamo con i favori del pronostico ma avevamo una squadra che viaggiava in grande sintonia e anche molto equilibrata dal punto di vista tecnico e tattico, anche se giocavamo contro realtà ben più importanti di Cremona. Il solo rimpianto, al di là dell’andamento degli spareggi in cui terminammo comunque imbattuti, è stato il comportamento sin troppo battagliero del Varese nell’ultima partita, per loro priva di traguardi: io ebbi una ghiotta occa- sione proprio alla fine, ma andò male... Fu comunque un anno importante, perché ci regalò la consapevolezza di essere una squadra comunque forte e in grado di giocarcela anche l’anno successivo”. Infatti, siamo stati promossi davvero, malgrado la festa sia stata un po’ rovinata dal dopo partita con il Palermo, nel giorno della matematica promozione: “In effetti, quello che successe quella domenica lasciò un po’ d’amaro in bocca a tutti, ma soprattutto a noi, che eravamo stati i protagonisti principali dei quella splendida cavalcata. Io penso sia accettabile che due squadre cui fa comodo un punto a testa, finiscano per pareggiare. Quel giorno la reazione del pubblico e la risposta di Mondonico, avevano rovinato qualcosa, ma abbiamo festeggiato comunque, soprattutto con quella partita di notte allo Zini, in cui ho visto cose che mai mi sarei aspettato potessero succedere su un campo di calcio. Molto divertente anche il pellegrinaggio in bicicletta di qualche giorno dopo. A fine stagione, poi, firmai per la Samp e l’anno successivo giocai la mia prima partita in serie A proprio contro la Cremonese”.
E lì iniziò la sua avventura nel calcio di prima fila.
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