9 maggio 2026

Impianto di biometano a Soresina, passa per un voto. Alta tensione. La protesta del Comitato

Con un voto di scarto, via libera del Consiglio comunale di Soresina all'impianto di biometano con l'esproprio dei terreni su cui passerà il metanodotto di servizio all'impianto di via Persicana. In aula lo scontro politico tra la maggioranza del sindaco Tirloni e la minoranza del centrosinistra e del gruppo Pro Soresina. A far sentire la propria voce, in un'aula affollata a testimonianza della sensibilità del tema, è ancora una volta il Comitato BiometaNO Soresina che con un proprio comunicato stigmatizza come "il silenzio di pochi decide per migliaia di soresinesi".

Ecco il testo del comunicato del Comitato BiometaNO Soresina.

"Mercoledì 6 maggio 2026 resterà una data che molti cittadini di Soresina difficilmente dimenticheranno, una giornata che rischia di rappresentare una delle pagine più controverse e buie della nostra storia cittadina.Con il voto favorevole al riconoscimento del metanodotto collegato all'impianto di biometano, il sindaco e sei consiglieri comunali hanno compiuto una scelta politica chiara: consentire di fatto la prosecuzione di un progetto fortemente contestato dalla cittadinanza e che, a parere del Comitato, presenta evidenti criticità e profili controversi evidenziati nel corso di questo ultimo anno.
Una decisione assunta nonostante un anno di mobilitazione popolare fatto di raccolte firme, osservazioni, esposti, diffide e partecipazione pubblica. Una decisione politica che i cittadini ricorderanno anche attraverso i nomi di chi l'ha sostenuta. Una decisione presa davanti a decine di persone presenti dentro e fuori la sala consiliare, che ancora una volta hanno espresso in modo netto, civile e determinato la propria contrarietà all'opera.
Ancora più grave è stato il silenzio politico che ha accompagnato questo voto. Nessuna presa di posizione politica nel dibattito da parte dei sette (solo qualche intervento tecnico del sindaco), nessuna spiegazione pubblica, nessun reale confronto con la cittadinanza, nessuna risposta a chi li osservava dal pubblico. Un silenzio che pesa e che molti soresinesi hanno vissuto come una profonda mancanza di rispetto verso la comunità.
Ribadiamo le forti opposizioni già espresse dal Comitato in merito al procedimento amministrativo e alle modalità con cui è stato affrontato il tema del collegamento del metanodotto, con particolare riferimento agli aspetti procedurali e alla reale utilità pubblica dell'opera.
Per questo motivo chiediamo apertamente ai sei consiglieri comunali che hanno invece votato e dibattuto contro la delibera — dimostrando attenzione verso le preoccupazioni dei cittadini — di proseguire con determinazione nella richiesta di ulteriori verifiche e approfondimenti presso tutte le sedi istituzionali competenti, dalla Prefettura agli organi della magistratura. Non soltanto in merito alla delibera. Durante il dibattito consiliare, infatti, dai banchi del gruppo Pro Soresinasono emersi ulteriori elementi e criticità che meritano approfondimenti, anche rispetto alla gestione amministrativa e politica della vicenda da parte del Sindaco. Tra questi, la mancata istituzione di una commissione di controllo dedicata e i presunti mancati adempimenti relativi agli impegni di trasparenza, controllo e informazione richiamati in una precedente mozione approvata dal Consiglio comunale.
Una cosa è certa: il Comitato non arretra.
Continueremo questa battaglia in modo democratico, trasparente e determinato, portando avanti le nostre ragioni con serietà e senza accettare che il silenzio sostituisca il confronto pubblico.
Dopo quanto accaduto mercoledì, il Comitato sta inoltre valutando ulteriori iniziative e azioni legali a tutela dei cittadini e del territorio".

Nella foto la raccolta firme del Comitato contro l'impianto


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti


Stefano

9 maggio 2026 11:29

La cosa che mi lascia basito è che un’istituzione pubblica dia seguito ad un impianto che non rispetta le regole imposte per la salute pubblica, quando nel loro programma in campagna elettorale c’era l’impegno per la salute pubblica. L’ennesimo politico che promette e non mantiene. Imbarazzanti le sue risposte in consiglio comunale. C’è da domandarsi cosa lo spinge a perseverare.

biagio

9 maggio 2026 11:44

Riflessioni sulla delibera del 6 maggio: verificare è un dovere, non un’accusa
Dopo aver letto la cronaca della seduta consiliare del 6 maggio, credo sia utile proporre alcune riflessioni tecniche che possono aiutare il Comitato BiometaNO Soresina a proseguire la propria azione in modo ordinato e fondato sul diritto.
Non si tratta di mettere in discussione l’operato del Comune: si tratta di svolgere gli atti dovuti per verificare che ogni passaggio amministrativo sia stato compiuto in modo pienamente conforme alla legge. È così che si tutelano i cittadini e si rafforza la trasparenza delle istituzioni.

La prima scelta, imprescindibile, è affidarsi a un avvocato amministrativista di comprovata esperienza. Solo un professionista può valutare quali strumenti attivare e quali elementi possono essere utili per raggiungere l’obiettivo del Comitato.

1. Verifica della legittimità procedurale
Una delibera che comporta espropri e impatti ambientali richiede un iter impeccabile.
Un legale potrà verificare:

Risposte alle osservazioni
Se il Comitato ha presentato osservazioni formali, occorre accertare che la delibera contenga controdeduzioni puntuali. In caso contrario, potrebbero emergere vizi di istruttoria o di motivazione (L. 241/1990).

Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA)
È necessario chiarire se impianto e metanodotto siano stati valutati come un unico progetto o se siano stati separati. La normativa europea è molto severa contro il frazionamento artificioso (slicing) degli interventi.

2. Conflitti di interesse (da verificare come atto dovuto)
Con una votazione decisa da un solo voto (7 a 6), la verifica dell’assenza di conflitti di interesse non è un atto politico, ma un obbligo di legge.
Il Testo Unico degli Enti Locali stabilisce che il consigliere che si trova in una situazione di conflitto – anche solo potenziale – deve astenersi dal voto.
Se ciò non avviene, la delibera può essere dichiarata nulla.

Un avvocato potrà verificare, per sommi capi:

Rapporti economici o professionali con società o soggetti coinvolti.

Legami familiari con proprietari dei terreni o con chi ha rapporti economici con l’azienda proponente.

Proprietà o interessi sui terreni oggetto di esproprio o confinanti.

Interessi patrimoniali indiretti, come partecipazioni societarie o possibili benefici futuri.

Ruoli o incarichi in enti o associazioni coinvolte.

Questa verifica non è un’accusa: è un controllo previsto dalla legge per garantire la piena legittimità dell’atto.
E soprattutto: se anche un solo voto risulta viziato, la delibera può essere annullata.

3. Esproprio e Pubblica Utilità
L’esproprio è uno strumento eccezionale, utilizzabile solo quando esiste una pubblica utilità reale, concreta e prevalente rispetto a qualsiasi interesse privato.
Per questo è necessario verificare che la dichiarazione di pubblica utilità sia adeguatamente motivata e supportata da elementi tecnici.

Se da questa verifica dovesse emergere che la pubblica utilità non è stata dimostrata in modo sufficiente, oppure che l’opera risponde in misura prevalente a un interesse privato, la conseguenza prevista dal diritto amministrativo è l’annullabilità dell’atto.
In altre parole: senza una pubblica utilità pienamente fondata, l’esproprio non può procedere e l’intero procedimento può decadere.

Anche questa è una valutazione tecnica, non politica.

4. Trasparenza e Commissione di Controllo
Se esiste una mozione già approvata che prevedeva l’istituzione di una Commissione di Controllo, è necessario accertare se tale impegno sia stato rispettato.
La mancata attuazione potrebbe incidere sulla regolarità del percorso amministrativo.

Strumenti a disposizione del Comitato
Tutti gli strumenti elencati sono previsti dalla legge e servono a garantire la piena legittimità degli atti pubblici.

1. Ricorso al TAR Lombardia (Brescia)
Termine: 60 giorni

Oggetto: vizi procedurali, motivazione, conflitti di interesse

Richiede: avvocato amministrativista

È lo strumento più incisivo

2. Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica
Termine: 120 giorni

Alternativo al TAR

Percorso più documentale e meno contenzioso

3. Segnalazione alla Prefettura
Per verificare eventuali irregolarità nella procedura o nella partecipazione al voto.

4. Esposto alla Procura della Repubblica
Solo se emergono elementi concreti su possibili violazioni penali.
Da usare con prudenza e su base documentale.

5. Accesso agli atti (FOIA)
Risposta del Comune: 30 giorni

Serve per ottenere pareri, controdeduzioni, documenti VIA, atti sulla pubblica utilità, dichiarazioni di assenza di conflitto di interesse

È il primo passo prima di qualsiasi ricorso

Conclusione
Questi passaggi non sono contestazioni politiche: sono verifiche previste dalla legge per garantire che ogni decisione pubblica sia pienamente legittima, trasparente e motivata.
Ricorrere al diritto, quando una questione è così rilevante per un territorio, non è solo legittimo: è naturale.

Un saluto da Biagio.