3 gennaio 2026

Firmiamo il referendum contro la riforma Nordio. Costituiamo il Comitato Cremasco per il no

Come primo atto politico di questo nuovo anno ho deciso di sottoscrivere la proposta presentata da un comitato di giuristi perché si tenga un referendum per cancellare la legge di modifica costituzionale in tema di giustizia varata dal governo Meloni e invito tutte le cittadine e i cittadini a sottoscrivere il quesito depositato. 
Si può firmare solo sulla piattaforma on line del Ministero, si fa tranquillamente da casa, e questo il link: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5400034
 
È importante raccogliere 500.000 firme entro e non oltre il 30 gennaio 2026; ed è importante che il Referendum venga indetto anche dai cittadini, con le loro firme e che venga così riconosciuto un Comitato promotore, che godrà delle prerogative e degli spazi necessari per la propaganda, inclusa quella televisiva.
E' significativo che questa iniziativa abbia già imposto un freno al Governo, che intendeva forzare le procedure per l'indizione del Referendum.
 
Il mio invito è a mobilitarsi, a schierarsi per il NO con la nostra visione garantista di una giustizia orientata dai principi della Costituzione democratica e antifascista.
 
La cosiddetta "riforma costituzionale Nordio" ha assunto sempre più un carattere politico che non possiamo sottovalutare. 
Di fatto, non si voterà semplicemente sulla separazione delle carriere come racconta la propaganda governativa, perché la questione è già stata affrontata e risolta dalla legislazione precedente. 
E' chiaro l'obiettivo di questa riforma: intimorire la Magistratura, indebolendo la sua indipendenza, così come appena avvenuto con le modifiche imposte al ruolo della Corte dei Conti, la magistratura chiamata a vigilare sull'utilizzo delle finanze pubbliche. 
Passo dopo passo, a mio avviso, le forze al governo intendono portare avanti un progetto chiaro: realizzare un presidenzialismo di fatto, che possa godere di mani libere nella gestione della "cosa pubblica".
E l'attacco frontale di Fratelli d'Italia al Quirinale, di poche settimane fa, è stato il primo colpo di cannone di una battaglia che crescerà nei prossimi mesi, che passerà per il referendum sulla giustizia, per la legge elettorale e le politiche pensate come un plebiscito.
 
In uno scenario di questo tipo, dove a tutti i democratici e progressisti corre l'obbligo di essere lucidi e uniti, ritengo che sia anche necessario ed urgente costituire il Comitato cremasco per il NO al referendum. Nell'auspicio che ciò possa avvenire subito dopo le Festività, personalmente mi metto a disposizione, con tutte le forze democratiche, associazioni e singoli cittadini disponibili, per dare il mio contributo, a livello locale, per questa battaglia politica. 
Franco Bordo


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