Nuovo ospedale e prima pietra: quando la politica corre davanti alla legge !
Abbiamo letto con attenzione le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Comunale, Luciano Pizzetti, sulla volontà di posare entro il 2026 la “prima pietra” del nuovo ospedale di Cremona. Da cittadine, più che rassicurate, siamo molto preoccupate.
Quando un’opera pubblica è ancora sottoposta a Conferenza dei Servizi, a valutazioni tecniche, a prescrizioni e a confronti istituzionali, parlare già di “prima pietra” non è un segnale di fiducia nel futuro, ma di fretta politica. E la fretta, nelle grandi opere, è quasi sempre cattiva consigliera.
In questi mesi abbiamo assistito a un atteggiamento sempre più esplicito: le decisioni vengono presentate come irrevocabili, le procedure come meri passaggi formali e le osservazioni dei cittadini come interferenze fastidiose, soprattutto se arrivano da persone considerate “non qualificate” o numericamente irrilevanti.
Ma allora a cosa servono le procedure pubbliche?
A cosa serve la Conferenza dei Servizi, se l’esito è dato per scontato prima ancora che sia conclusa?
E soprattutto: chi ha stabilito che una promessa elettorale possa valere più delle leggi che regolano le opere pubbliche?
Da cittadine non accettiamo l’idea che il voto autorizzi chi governa a correre ignorando regole, confronti e controlli. La democrazia non finisce il giorno delle elezioni: continua proprio nei procedimenti, nelle verifiche e anche nelle contestazioni.
La storia amministrativa italiana è piena di prime pietre posate per ragioni politiche e diventate, poco dopo, il simbolo di opere bloccate o ridimensionate da contenziosi. Chi oggi invoca gesti simbolici dovrebbe ricordare che una prima pietra posata fuori tempo può diventare un peso politico enorme.
Un ospedale non si costruisce a colpi di annunci.
Si costruisce rispettando le regole, accettando il confronto e riconoscendo che anche cittadini comuni, se informati e documentati, hanno il diritto di porre domande scomode e di proporre alternative, come è stato fatto chiedendo di valutare la riqualificazione dell’attuale Ospedale.
Dina Rosa, Maria Luisa Paroni, Laura Passerini
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