11 febbraio 2026

Strade e verde, quello che manca è la manutenzione

Ho letto con interesse l'editoriale "Le strade dissestate, le colpe di Giove Pluvio e i tir del centro logistico. Aspettando la Dea Flora" di Marco Bragazzi. Condivisibilissimo. Ma Giove Pluvio c'è dalla notte dei tempi. Di più il nastro stradale va manutenuto se possibile bene e costantemente.

Inoltre, il conglomerato bituminoso va collocato alla debita temperatura e in periodi a temperatura esterna elevata. Possibilmente (mi dispiace per le condizioni dei lavoratori addetti) in estate. Il giornale ha pubblicato la precisazione dei tecnici comunali circa l'impiego di conglomerati trattati per un uso "fuori stagione". Una "excusatio non petita...accusatio manifesta", che nasconde un costo maggiore dei materiali ed un dubbio risultato.

Per terminare aggiungo il parere di un amico: "Disamina perfetta. Io ho fatto quel lavoro e solo ed esclusivamente la bitumatura va eseguita nel periodo estivo.

Nel periodo invernale si usa un bitume mescolato con emulsione asciutto e trattabile con badile e non con finitrice. Sono corsi ai ripari eseguendo un lavoro prettamente estivo. Durerà come da Natale a Santo Stefano, forse un po' di più vista l'asportazione del vecchio asfalto."

Anche per le strade come per l'arredo urbano, il verde e molto altro a Cremona non esiste la manutenzione ordinaria. Si rincorrono sempre, in modo spesso raffazzonato, le emergenze. E naturalmente questa sciatteria la pagano sempre e solo i cittadini".

Matteo Tomasoni


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commenti


Michele de Crecchio

12 febbraio 2026 01:57

Osservo, con attenzione e dispiacere, ormai da oltre cinquanta (!) anni, il progressivo degrado che, obiettivamente, sembra caratterizzare sempre di più lo stato manutentivo delle strade e del verde cittadino. A mio personale, ma convintissimo, parere, tale fenomeno trae fondamentalmente origine dalla sciagurata, e mai, temo, adeguatamente ripensata scelta operativa che il Comune di Cremona, ormai da quasi mezzo secolo ad oggi, ha deciso, con una singolare ostinazione, certamente degna di miglior causa, di privarsi progressivamente del personale più direttamente operativo, (giardinieri, cantonieri, muratori, idraulici, falegnami, elettricisti ecc,), sostituendone le relative prestazioni con quelle, apparentemente più economiche, ma in realtà molto meno accurate, puntuali e tempestive, che vengono oggi fornite attraverso molteplici appalti a ditte private. Ho anche più volte sostenuto tale mia radicata convinzione in tutte le circostanze (tre tornate amministrative) nelle quali mi sono trovato a discuterne come componente della Giunta: Comunale. Purtroppo le mie argomentazioni sono state, quasi sempre. poco condivise dai colleghi di giunta e, soprattutto. con una singolare ostinazione degna forse di miglior causa, radicalmente ostacolate da quasi tutti i dirigenti comunali e soprattutto da quelli meno direttamente interessati alla qualità e tempestività degli interventi in questione.

Pasquino

15 febbraio 2026 18:19

Quello che manca è la capacità di amministrare di una giunta disastrata