Il bello del calcio italiano sono anche i piccoli e sani club tipo la Polisportiva Castelnuovo di Crema. Perché non ripartire da lì?
"In questo periodo si sente parlare tanto alla televisione e sui giornali del male del calcio italiano, di cosa debba fare il calcio italiano per riuscire a tornare ai livelli di un tempo per sconfiggere le altre Nazioni: quando vedremo veramente un articolo come questo, forse vorrà dire che qualcosa sta cambiando.
Come la Polisportiva Castelnuovo in Italia ci sono 1.000 società dilettantistiche che cercano - con le 0 risorse erogate dei vari comitati calcistici - di far crescere, dalla Scuola Calcio alla Prima Squadra, i propri talenti.
Lo fanno con l'impegno e la dedizione di poche persone che, gratuitamente o per pochi spicci, si prodigano di giorno in giorno per far trovare tutto pronto ai propri talenti.
Vogliamo fare risorgere il calcio italiano? Cerchiamo di creare un sistema calcio che aiuti tutte le realtà esistenti in Italia per fare crescere i nostri talenti invece che sperperare - come si è soliti in Italia - i tanti denari del mondo del calcio in iniziative effimere e senza una vera finalità precise di crescita.
Forse sono solo un vecchio sognatore, ma quando vedrò un articolo così forse qualcosa starà veramente cambiando.
Buon calcio a tutti".
Così postò via social Ugo Marazzi, direttore generale del Castelnuovo Calcio. Già, ripartire dagli oratori e dal sano calcio di provincia, forse sarebbe... sul serio, un primo, costruttivo passo, verso la ripartenza del football italiano, no?
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