10 gennaio 2026

Nel 2015 c’era chi aveva previsto l’attuale isolamento di Santa Maria della Croce, causa sottopasso. E Agazzi, politico di razza, rispolvera il retroscena

Sottopasso Viale Santa Maria? (da "Il Nuovo Torrazzo di Giovedì 31 Dicembre 2015) - di Romano Bolzoni
Egregio Direttore,
Le scrivo per sollecitare la Sua attenzione al progetto che intende realizzare l'attuale Giunta per risolvere il problema del passaggio a livello del Viale di Santa Maria che, così come lo conosciamo, rischia di scomparire. Il progetto "Crema 2020", di cui si parla, prevede un sottopasso carrabile e uno pedonale e ciclabile. Per capire cosa succederà, una volta realizzato, Le chiedo di fare uno sforzo di immaginazione. Mettiamoci davanti alle sbarre dell'attuale passaggio a livello, con le spalle rivolte alla città. Chiudiamo gli occhi e arretriamo di 10 passi, riapriamo gli occhi e notiamo che le sbarre sono scomparse e al loro posto c'è una classica barriera di calcestruzzo, utilizzata normalmente dalle FS, che sbarra completamente la strada, da e verso il Viale. Il Viale di Santa Maria non è più parte della città di Crema, è dall'altra parte, quasi irraggiungibile ai nostri occhi, a chi appartiene ora? Dal lato Santuario...è diventata una strada chiusa. La invito a riflettere su questo GRAVISSIMO aspetto, che sarà IRREVERSIBILE. Allego la descrizione di un progetto che, con l'impiego di meno soldi, oltre ad altri vantaggi, eviterà sicuramente questo grave danno alla nostra città e al nostro Santuario. (Romano Bolzoni)”.
Nota di Agazzi: “Ricordo di aver letto questa lettera in Consiglio Comunale a Crema: l’Amministrazione Comunale, tuttavia, non ci ha ascoltati e ha proceduto con l’attuazione del progetto che ha portato alla prevista chiusura del Viale di Santa Maria della Croce”…

Così scriveva, il signor Romano Bolzoni, nel 2015, al settimanale locale Il Nuovo Torrazzo. E Antonio Agazzi, politico di razza, (manca un sacco il “Mastino dell’Opposizione” alla politica cremasca), nei giorni scorsi, via social ha rispolverato il retroscena. Davvero in nove anni, considerando che il sottopasso è stato inaugurato nel 2014, non si è potuto fare nulla, per ovviare alla nascita del “quartiere che non c’è”, perché oggi è isolato, di Santa Maria della Croce? E non si può far nulla, per garantire funzionalità e sicurezza, al sottopassaggio pedonale della stazione ferroviaria, rendendolo così, magari, utilizzabile per 24 ore al giorno e per 365 giorni all’anno, in tutta tranquillità e potenzialità., aspettando una svolta illuminante, nella malinconia questione? Mah!


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