19 ottobre 2026

Ancora un premio internazionale per la Compagnia QU.EM. Assegnato a «Gli altri» per la miglior regia, al Festival Internazionale di Khouribga

Ancora una volta il dramma video-teatrale «Gli altri» ha dato lustro a QU.EM. quintelemento - la compagnia che gestisce il Centro Culturale Next di Cremona - e per la seconda volta è successo all’estero. Dopo la Spagna è toccato al Marocco, che in questo caso ha conferito il Premio per la miglior regia e messa in scena, nell’ambito dell’undicesimo “Festival Internazionale Arouad” di Khouribga, organizzato dalla stessa associazione Arouad in stretta collaborazione con il Dipartimento Cultura del Ministero della Gioventù-Cultura-Comunicazione, la Provincia e l’Amministrazione Comunale.

Si tratta, del resto, di un evento che si è conquistato, nel tempo, una posizione di prestigio a fianco della rassegna di cinema della stessa Khouribga, una delle più importanti per le case di produzione africane inserite nel circuito internazionale. Ed infatti la giuria del Festival di teatro era composta da alcune personalità di spicco, che operano sia in ambito teatrale che cinematografico e televisivo. Amin Nassour è soprattutto un regista di teatro, innovativo e sperimentale; Fatima Zahra Qanboua è un’attrice che ha lavorato anche per Netflix; Abu Bakr Al-Sharif, egiziano, è uno scenografo, progettista luci e direttore della fotografia. Ulteriore motivo di vanto per il Festival è stata la presenza di Latifa Ahrar, la direttrice nazionale dell’Istituto Superiore d’Arte Drammatica, un’attrice e regista che si è imposta anche come un importante punto di riferimento per il suo impegno sociale e civile marcatamente progressista, in particolare per i diritti delle donne.

La pièce della compagnia QU.EM. è andata in scena sabato 17 ottobre, nel Complexe Culturel Mohammed VI. E’ stata la serata conclusiva di quattro giornate molto intense e partecipate, nelle quali si sono avvicendati cinque spettacoli teatrali (più altri due per i bambini), laboratori, masterclass e conferenze; il tutto ha coinvolto compagnie, registi, attori, docenti e formatori provenienti da Marocco, Egitto, Oman, Francia e ovviamente Italia.

E’ inutile dire quale sia stata la soddisfazione dei tre componenti della compagnia cremonese, Francesca Rizzi, Danio Belloni e Paolo Ascagni. “La cosa che più ci ha colpito è stato l’apprezzamento, anche da parte di singoli spettatori, per i contenuti sociali ed umani del nostro lavoro. E’ questo il punto focale del nostro modo di intendere e di fare teatro. Non è l’esibizione, non è l’intrattenimento. Lo diciamo sempre, per noi il teatro è soprattutto un fatto etico. Certo, è difficile, non sempre si può essere all’altezza, ma comunque l’obiettivo è chiaro: suscitare domande, far riflettere, esercitare il libero pensiero... noi per primi, naturalmente” .

Ma un’altra cosa ci tengono a sottolineare. A Khouribga l’apprezzamento per la cultura e la lingua italiana è particolarmente forte e sentito, e quindi l’accoglienza verso gli italiani è quasi un dovere. “Tante persone ci tenevano, e chiedevano espressamente, di parlare con loro nella nostra lingua; qualcuno, addirittura, si scusava per non riuscire a parlar bene in italiano! Una cosa imprevista, ovviamente molto bella e anche commovente. Le riflessioni giungono spontanee”...


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