Dal Milano Film Fest al territorio, prosegue l'interesse verso il docufilm tratto dal libro "La fede e l'aratro". Il territorio al centro di un progetto di promozione e valorizzazione
Conoscere le proprie "Radici" è fondamentale per capire e valorizzare un territorio: un tema che sembra avere molto appeal sia a livello locale che anche oltre i confini del nostro territorio, come dimostrato dalla partecipazione del corto tratto da "La fede e l'aratro", primo libro della giornalista di "Cremonasera" e scrittrice Michela Garatti, ammesso al Milano Film Fest, eventiOFF che è andato in scena la scorsa settimana, raccogliendo l'interesse anche nel capoluogo.
Anzi, per i milanesi il binomio cicloturismo e cultura sono un'accoppiata di grande successo, un attrattore forte per chi vive tra cemento e palazzi ed è alla ricerca di esperienze lontane dal traffico e immersi nel verde e nella natura della campagna a due passi dal Po, facilmente raggiungibile in treno dove si può caricare anche la bici e partire per un tour fatto di verde e scoperte. "Le "Radici" della bassa sono quell'elemento in grado di ridare valore ad una terra che sembra oggi piatta e anonima, destinata solo all'agricoltura intensiva, ma che invece offre una ricchezza immensa di paesaggi, storia, storie locali e tradizioni, leggende e devozioni che non devono andare perdute ma valorizzate per attrarre visitatori e ciclotursti che non sfuttino le piste ciclabili solo per allenamento, ma le rendano infrastrutture strategiche per un turismo di qualità. Questo è il motivo per il quale ho candidato il cortometraggio realizzato per Auser al Milano Film Fest, per far conoscere su una piazza più ampia il nostro territorio, spesso sottovalutato ma molto ricco di storia e culla della civiltà contadina" spiega Garatti che, di ritorno da Milano, ha presentato a Malagnino il docufilm, registrando il tutto esaurito in sala biblioteca.
Intervistata dai ragazzi del progetto Auser per i giovani, l'autrice ha ripercorso la genesi prima del suo libro, che a Cremona e provincia ha venduto oltre 800 copie, quindi ha raccontato alcuni tratti di storia locale, con un focus sul significato del titolo e dell'importanza di questi luoghi di culto oggi minori ma fino a pochi anni fa centri vitali, con l'auspicio che gli enti preposti ed i Comuni possano sensibilizzarsi sul loro recupero, per restituire alle comunità dei tasselli fondamentali della loro storia e cultura.
Di seguito quindi la proiezione del docufilm, che ha raccolto l'entusiasmo e la curiosità del folto pubblico, che sta già valutando di sfruttare la bella stagione per spolverare la due ruote e partire alla scoperta dei luoghi raccontati.
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