1962, la censura blocca "Universo di notte" sulla vita notturna delle città: nel film anche Cremona (con Mina che canta) insieme a Las Vegas, Bangkok, Parigi...
Cosa mette insieme Hong Kong, Parigi, Las Vegas, Bangkok, Manila, Madrid, New York e Cremona? Ovviamente la esaltante vita notturna, con tutti gli annessi e connessi. Il paragone ci sta tutto di certo, del resto le luccicanti e invitanti insegne lungo le strade di quelle enormi città sono perfettamente paragonabili con i lampioni spenti o non funzionanti tipici di Cremona, che in pratica sono una sorta di garanzia per gli amanti delle ore piccole. Pensandoci bene non sono – solo - quelle che fanno la vita notturna di una città, come viene raccontato nel film del 1962, diretto da Alessandro Jacovini, “Universo di notte”, un film che può avere tanti perché, cercandoli molto bene. Perché tirare in ballo un film, praticamente sconosciuto, per raccontare la brillante vita notturna cremonese e di mezzo mondo? Sinceramente non lo so, ma leggendo la storia, travagliata per non dire impossibile, della pellicola e guardando la pellicola stessa i miei dubbi non si sono chiariti anzi, si sono acutizzati.
Il film “Universo di notte” è una sorta di documentario che spazia alla ricerca della vita notturna di varie metropoli in giro per il mondo, dalle castissime spogliarelliste del Lido di Parigi agli incontri clandestini di boxe thailandese di Bangkok, dai ritmi forsennati di flamenco a Madrid ai combattimenti tra galli a Manila la pellicola racconta di come viene vissuta la notte in diversi angoli del mondo. Un racconto che porta pezzi di vita quotidiana molto diversi tra di loro e che lo rende anche interessante e, osservandolo bene, verosimilmente un po' attuale nonostante siano passati quasi 65 anni dalle riprese. Il film – e questa è la cosa che mi ha colpito di più – viene dato in pasto alla censura cinematografica prima della sua uscita - come usanza per quei tempi dove ogni prodotto doveva superare commissioni di valutazioni mediamente ferocissime - per poi ritrovarsi subito in mezzo alla strada, ma letteralmente in mezzo alla strada. Additato in pochi istanti come un prodotto “Dall’elevato contenuto erotico” la commissione censura del 1962 spedisce le bobine a prendere la polvere in qualche magazzino dimenticato tra Cinecittà o altri parti d’Italia, luogo dove rimarrà per alcuni decenni prima di venire proposto in televisione ad orari verosimilmente impossibili. La ghigliottina della censura televisiva e cinematografica, ai tempi, era più affilata e utilizzata di quella del periodo del Terrore rivoluzionario durante lo strapotere di Roberspierre per cui la visione del film di Jacovini viene bloccata subito sia sul piccolo che sul grande schermo. Con il blocco della visione viene a perdersi, almeno per buona parte del pubblico italiano, anche la possibilità di sentire la voce narrante che introduce la vita notturna di Cremona teoricamente fatta di locali e scorci cittadini poco illuminati ma, in realtà, la Cremona di quell’universo notturno è rappresentata da Mina che canta sul set del film uno dei tanti cavalli di battaglia, il brano “Un tale”. Abito sobrio ed elegante, scenografia minimalista, luci e inquadrature che danno il giusto valore alla voce e al portamento della cantante sono le componenti della parte dedicata a Cremona all’interno della pellicola, qualche minuto dedicato ad una interprete eccezionale fanno finire Cremona al pari delle sfavillanti luci di Las Vegas e l’intero lavoro nel mirino della commissione censura. La regia del film è di Alessandro Jacovoni ma c'è la co-regia di Giuliano Montaldo ("Sacco e Vanzetti", "l'Agnese va a morire", il "Marco Polo" televisivo)
Passando i decenni e cambiano le esigenze, il film diventa di dominio pubblico ma sembra quasi fuori tempo, dato che ormai la vita notturna di quelle metropoli ha sempre meno segreti da raccontare, almeno in teoria. Spuntano anche un paio di istantanee fatte a Mina sul set, immagini che rendono ancora più chiara l’eleganza della parte recitata dalla cantante. L’Universo di notte cremonese ricorda più lo sketch in dialetto cremonese tra Mina e Ugo Tognazzi a Studio Uno quando, più che luci notturne, i due grandi artisti discutevano su quanti semafori ci fossero a Cremona nel 1965. Due o tre? Ma almeno quelli funzionavano come l’illuminazione pubblica.
1962 - Mina prove del film "Universo di notte" .Foto by Tazio Secchiaroli .
Nel video l'avvio del film con l'annuncio delle città con una vita notturna importante...e c'è Cremona con Mina che canta nel film "Un tale"
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