"Stati generali delle infrastrutture in provincia di Cremona", mattinata di focus su viabilità, ciclabili, reti ferroviarie tra nuovi progetti e vecchi problemi. Il forum in Cattolica
Infrastrutture e vie di comunicazione come snodi indispensabili per lo sviluppo del territorio in tutti i suoi ambiti, dall’economia all’industria, dal turismo all’università: se ne è parlato stamattina in occasione degli Stati Generali delle Infrastrutture in provincia di Cremona, che si sono tenuti nell’aula magna del Campus Santa Monica dell’Università Cattolica. Una mattinata in cui l’attenzione si è focalizzata sulle infrastrutture della nostra provincia, partendo dallo stato dell’arte e valutando i progetti già in cantiere, quelli in divenire e quelli che su cui si sta ancora valutando.
Numerosi i relatori intervenuti per questo forum, in primis il governatore di Regione Lombardia Attilio Fontana, in collegamento video, che ha sottolineato come gli stati generali siano un “momento fondamentale di confronto e ascolto tra Regione e territori, per fare un punto su quelle che sono non solo opere, ma condizioni ed opportunità di crescita. Regione Lombardia ha investito già oltre 100mila euro per opere e infrastrutture”.
Fontana ha poi sottolineato la peculiarità di Cremona, ossia il suo rapporto con i fiumi: “Risorsa che si traduce in opportunità economiche e logistiche con le ZLS e col porto di Cremona, nodo strategico per il trasporto in intermodalità. Anche la ciclovia VenTo è un’infrastruttura che valorizza il territorio e lo inserisce nei grandi itinerari”.
La parola è poi passata a Claudia Maria Terzi (Assessore alle Infrastrutture o opere pubbliche di Regione Lombardia): “Serve connessione con il mondo per dare vita ai territori, ma serve anche unire gli enti che sono interessati, quindi oltre a Regione, parliamo anche di Rfi, Anas, Aipo, Province e Comuni”. Terzi ha sottolineato gli snodi fondamentali per la crescita dei territori: “ porti sono elementi fondamentali per lo sviluppo economico ed industriale, per questo anche Cremona e Mantova sono inserite nella ZLS. Non dimentichiamo poi le ciclovie, infrastrutture fondamentali per lo sviluppo del turismo lento anche in funzione del diffondersi della mobilità sostenibile”.
Nel suo intervento, il presidente delle Provincia di Cremona, Roberto Mariani ha toccato diversi temi: “La nostra provincia sta attraversando una fase decisiva della storia infrastrutturale, che riguarda la qualità delle connessioni, la sicurezza dei ponti, la viabilità e l’attrattività del porto di Cremona sono elementi che incidono sulla qualità della vita quotidiana, sull’economia e sulla vitalità del territorio. Servono scelte coraggiose, investimenti adeguati, per nodo strategico della mobilità lombarda”
Tra le opere messe in cantiere, “un passo in avanti importante è stato fatto con la tangenziale di Casalmaggiore, opera attesa e non procrastinabile così come l’intervento atteso della rotatoria sull’asolana, all’intersezione con San Giovanni in Croce. Strategico anche il raddoppio della rete ferroviaria Mantova-Cremona-Milano, strategica e che merita superamento conflitti e campanilismi e freni locali; altra infrastruttura importante che stiamo attenzionando è la tratta Parma- Brescia”.
Di certo uno degli aspetti maggiormente impattanti in ambito di infrastrutture viabilistiche sono i costi della manutenzione, che per la Provincia di Cremona ammontano a 55milioni di euro, a fronte di una disponibilità di 4.5 milioni di euro. Tra gli altri temi toccati da Mariani, la questione dei ponti, ciclovia Vento, valorizzazione turistica, autodromo San Martino del Lago, ma anche l’autostrada Cremona-Mantova, opera strategica per la quale è stato fatto un passo in avanti negli ultimi mesi con l’offerta non vincolante e si è sviluppata una rete di momenti di incontro e valutazione.
Quindi è intervenuto il sindaco di Cremona Andrea Virgilio: “Il tema delle infrastrutture incrocia tanti ambiti a partire dalla competitività delle nostre imprese, che oltre a vedere i progetti, hanno bisogno di capire i tempi di realizzazione. In questo ambito è fondamentale la sinergia tra gli enti coinvolti. Intermodalità è la parola chiave: serve mettere insieme gomma, ferro e acqua: parliamo del tema dell’autostrada Cremona-Mantova, ma anche dei raddoppi ferroviari. Le ZLS devono essere accompagnate da condizioni infrastrutturali adeguate. Senza dimenticare il nodo del trasporto pubblico, perchè dove funziona crescono le opportunità, dove non funziona aumentano le distanze. Il Sud Lombardia deve essere parte piena di una strategia regionale”
Pier Sandro Cocconcelli, Preside di facoltà della Cattolica ha posto l’accento sul mondo accademico: “Anche questo Campus si intende come infrastruttura, sulla quale si crea il reale sviluppo di un territorio. Cremona è diventata una città universitaria in crescita. Abbiamo studenti locali che ci raggiungono con mezzi pubblici, auto, pochi in bici; ci sono poi gli studenti stranieri, che soffrono in parte il problema logistico ma si spostano poche volte in un anno; i più penalizzati sono gli studenti fuori sede, che si muovono regolarmente ma fanno fatica a raggiungere Cremona”.
La mattina è proseguita con il primo panel “Infrastrutture viarie e ciclabili”, che hanno visto gli interventi di Marco Gruppi (direttore tecnico di Autovia Padana), Matteo Castiglioni (responsabile territoriale di ANAS), Andrea Manfredini (Provincia di Cremona) e Gaetano la Montagna (dirigente Lombardia Orientale AIPo). Sono stati presentati i dati riferiti al trasporto di gomma, che nella tratta di Autovia Padana ha visto una percorrenza totale calcolata di 1 miliardo di chilometri lo scorso anno, con il traffico pesante che vale il 50%; la rete di ANAS in provincia conta invece un totale di 60 chilometri divisi tra le tratte dell’Asolana, della Padana Inferiore e della ss 358 di Castenuovo, a cui si aggiunge la gestione di una 50ina di ponti. L’ente procede regolarmente ad un monitoraggio dinamico delle infrastrutture. “Il nuovo ponte su Po di Casalmaggiore è già inserito nel contratto di programma, entro l’anno contiamo di avviare le VIA e quindi la conferenza di servizi per arrivare presto al cantiere. Il ponte avrà 3 campate e la spesa prevista è di 312 milioni di euro” ha spiegato Castiglioni.
Per la Provincia invece il progetto cardine è il raddoppio della paullese “il progetto è alla fase definitiva, abbiamo l’ok corte conti e del comitato interministeriale. – ha riferito Manfredini- Si tratta di un progetto complesso, per il quale procederemo col bando entro l’anno, e una volta partiti serviranno tre anni per completare i lavori, orizzonte ancora lontano ma ben inquadrato”. Restano poi i progetti delle tangenziali di Dovera, Corte de Frati e Soresina, mentre il nuovo ponte sull’Oglio ad Isola Dovarese (progetto da 12 milioni) che deve essere ratificato, per poi procedere alla demolizione di quello esistente e alla realizzazione del nuovo. Bene anche il cantiere della rotatoria Pieve S. Giacomo, arrivato al 50% e che sarà ultimato entro l’anno. Per la mobilità ciclistica, realizzati e completati i collegamenti a Malagnino, Gussola, Casalmorano-Soresina, Madignano e Crema, altri che andranno in gara
E a proposito di Ciclabili, non poteva mancare il riferimento al crollo della passerella sul ponte di Maccastorna, parte del tratto di VenTo in fase di collaudo e di competenza AIPo. Circostanza che porterà ad un ritardo di almeno un anno nella consegna del lavoro, mentre proprio oggi sono in corso i collaudi delle tratte cremonesi della VenTo da parte del Ministero delle Infrastrutture, per poi arrivare al collaudo definitivo dell’opera e del passaggio al gestore (Provincia).
Infine, Michele Rabino e Giovanni Tamburo, rispettivamente Responsabile sviluppo infrastrutture area Nord Ovest di RFI e responsabile dei progetti Milano B e direzione investimenti RFI hanno parlato dei progetti e dello stato dell’arte delle infrastrutture ferroviarie, a partire dal raddoppio della tratta Piadena Mantova che per Cremona interessa una distanza di 9 chilometri da Piadena a Tornata. Quindi, per completare il quadro dell’intermodalità, Giorgio Rodighiero, Responsabile del servizio porto e navigazione della Provincia di Cremona, ha fatto un ampio excursus sul porto di Cremona, sulla sua storia e sul suo sviluppo negli ultimi 25 anni, passando da una realtà marginale e poco sviluppata ad un hub attrattivo per grandi imprese ed aziende che possono sfruttare il fiume per spostare le merci fino al mare.
A concludere i lavori, i ringraziamenti dell'assessore Terzi.
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