21 marzo 2026

110 studenti in corteo a Torino con il Cpl Cremona per la manifestazione nazionale in ricordo delle vittime di mafia. Presente una delegazione del Comune di Cremona

Oggi, 21 marzo, a Torino si è svolta la XXXI Giornata nazionale della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, organizzata da Libera insieme ad una vasta rete di associazioni, tra cui il Cpl di Cremona ( Scuola Capofila Torriani) che ha portato in piazza 110 studenti. La manifestazione nazionale torna a Torino esattamente venti anni dopo il 21 marzo 2006. La storia anti mafia in Italia è intrecciata anche con le battaglie per la libertà e la giustizia sociale che le scuole dei Cpl intraprendono ogni anno, con gli approfondimenti degli incontri dei 100 passi verso il 21 marzo
La storia del movimento antimafia è anche storia di insegnanti che hanno fatto della scuola pubblica italiana la prima grande palestra di cittadinanza democratica. È la storia di giornalisti che non si sono fermati di fronte alle verità scomode. Storia di un lungo lavoro parlamentare che ha saputo trasformare in legge intuizioni maturate a caro prezzo nel fronte antimafia: dalla Legge "Rognoni- La Torre" del 1982, e poi la Legge 6 del 2018 sulla protezione del Testimone di Giustizia, passando per la Legge 109 del 1996 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati e per la Legge 20 del 2017 (votata all'unanimità) che ha inserito il 21 Marzo nel calendario repubblicano.
Oggi a Torino ci sono delegazioni da Casalmaggiore, da Crema, dalla media Virgilio, dall'Anguissola e dallo Stradivari.

Una delegazione del Comune di Cremona ha partecipato alla XXXI Giornata nazionale della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, promossa da Libera, tenutasi in mattinata a Torino. In rappresentanza del Comune ha infatti preso parte alla manifestazione nazionale l'assessora Roberta Mozzi. Il Comune di Cremona, presente con il proprio Gonfalone, ha infatti aderito a questo importante momento.

Nel primo giorno di primavera, simbolo di rinascita, l'associazione Libera, gli enti locali, le realtà del terzo settore, le scuole e tanti cittadini, assieme alle centinaia di familiari delle vittime, si ritrovano per ricordare, nome per nome, tutti gli innocenti morti per mano delle mafie, creando in tutto il Paese un ideale filo di memoria, quella memoria responsabile che dal ricordo può generare impegno e giustizia nel presente. E così è avvenuto oggi nel capoluogo piemontese dove sono stati scanditi i nomi delle 1.117 vittime innocenti di mafia, trenta anni fa i nomi erano poco più di trecento: semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell'ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali.

"L'Amministrazione comunale - dichiara l'assessora Roberta Mozzi - ha ritenuto fosse importante esserci per testimoniare il valore della legalità e il nostro impegno a difenderla e ricercarla a partire dal nostro impegno per la città. Vogliamo un'Italia libera dalle mafie, dalla corruzione e dell'ingiustizia. È fondamentale custodire la memoria di questi nomi e di questi volti e sentirli nel cuore, perché, come dice don Luigi Ciotti, siano 'un pungolo' per costruire senso di responsabilità in tutti. La cosa più confortante è vedere decine di migliaia di giovani presenti ed è per questo che il Comune ha sempre sostenuto il lavoro delle scuole e la loro partecipazione come CPL (Centro Promozione Legalità) alle iniziative di Libera in occasione del 21 marzo. Solo facendo memoria si getta il seme di una nuova speranza e la nostra presenza a Torino vuol sottolineare proprio il nostro impegno come amministratori a custodire questo seme e farlo crescere per una comunità unità, libera e consapevole. Un grazie per l'organizzazione a Libera, con i coordinatori Francesca Bignelli e Maurizio Mele, e le scuole del CPL presenti: oltre all'Istituto "J. Torriani", capofila della rete, la scuola secondaria di primo grado Virgilio, e il Liceo Anguissola. Un grazie a tutti i cittadini che hanno voluto partecipare".

 


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