6 maggio 2026

A luglio niente treni e stazione chiusa per tre settimane durante i lavori di restauro del cavalcavia per il Cimitero. Bus sostitutivi, i disagi di pendolari e viaggiatori: per ora scarse informazioni

Stop ai treni in luglio a Cremona: questo il contenuto del mesaggio -molto stringato- che i pendolari hanno ricevuto tramite la app di Trenord che annuncia "dal 6 al 26 luglio 2026 interruzione di linea per interventi di manutenzione straordinaria di opere d'arte". La linea interessata è la Codogno-Mantova, ma la stazione resterà chiusa e pure i treni delle tratte Cremona- Castelvetro e Cavatigozzi-Cremona saranno sospesi.

L'intervento alla base di questa pesante chiusura è il restauro del cavalcavia che da via Dante porta al cimitero, che passa appunto sopra le linee ferroviarie che arrivano da est e che passano per la stazione di Cremona, proseguendo in direzione Brescia, Milano, Treviglio e Piacenza. Ergo, tutte le linee stoppate, stazione chiusa e trasporti alternativi da definire. Sì, perchè il nodo di questa fermata forzata è proprio la soluzione che dovrà essere messa in campo per non lasciare a piedi i pendolari che, in luglio, comunque devono muoversi per lavoro.

Ad oggi Trenord non ha ancora comunicato come saranno gestiti gli spostamenti da Cremona verso le stazioni alternativedi partenza; anche l'amminstrazione comunale si sta muovendo per cercare di capire cosa sarà messo a disposiazione dei pendolari, ma per ora da Trenord, oltre al laconico comunicato tramite app, non arrivano indicazioni. Motivo per il quale il consigliere regionale in quota PD, Matteo Piloni, ha presentato oggi una interrogazione all'assessore ai Trasporti:  "Parliamo di tre settimane di stop, previste tra due mesi, che colpiscono il nodo centrale di Cremona e centinaia di pendolari che ogni giorno si spostano per lavoro e studio – spiega Piloni –. Il ricorso ai bus sostitutivi, come spesso accade, rischia di peggiorare tempi e qualità del servizio, creando disagi significativi. Ci sono due mesi di tempo per valutare proposte alternative ai bus, chiediamo che vengano utilizzati nel migliore dei modi".

Piloni, come altri pendolari, aveva avuto sentore per sentito dire, voci che si rincorrevano sui vagoni e tra i binari. Ma niente di ufficiale, fino al messaggio via app, che però non dice molto di più. "Una possibilità concreta – sottolinea Piloni – è quella di attestare i treni nelle stazioni non coinvolte dai lavori, come Olmeneta e Cavatigozzi, per mantenere almeno una parte del servizio ferroviario ed evitare di scaricare tutto sui bus. Il mese di luglio, pur essendo un periodo estivo, non è esente dal traffico pendolare – aggiunge – con lavoratori e studenti che necessitano comunque di spostamenti quotidiani affidabili e puntuali. Garantire un servizio efficiente significa tutelare il diritto alla mobilità, oltre che sostenere il territorio e ridurre l'impatto ambientale".

Il cavalcavia che collega via Dante al Civico Cimitero venne inaugurato nel 1930 insieme alle opere realizzate per esaltare il primo podestà fascista Giovanni Bellini. Il nuovo sovrappasso, superando la ferrovia, permetteva ai cremonesi un accesso sicuro al cimitero. Nel 1910 l'opera era stata prevista all'altezza dell'attuale via dei Platani, poi il traffico sulle strade via Dante e viale Trento e Trieste ne consigliò lo spostamento nella sede attuale che ha anche il vantaggio di portare i pedoni davanti al portone d'ingresso del cimitero. L'opera era stata progettata dall'architetto Aldo Ranzi e dall'ingegner Contuccio Contucci ed è dedicata ai Caduti in guerra e quindi pensato come monumento. Il progetto venne illustrato nel 1926 durante la III Biennale d'arte cremonese e, insieme ai quadri di Arata, Vittori, Busini ecc, venne effettuata una mostra sul “progetto monumentale del cavalcavia del cimitero a cura dell'Ufficio Tecnico comunale". Durante la costruzione fu necessario addirittura incanalare provvisoriamente le acque del Naviglio Civico.

Tornando ai giorni nostri, resta la preoccupazione dei pendolari, in attesa di notizie per il prossimo mese di luglio, che si preannuncia quindi molto caldo sul fronte dei trasporti cremonesi.

 

Michela Garatti


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commenti


Paola

6 maggio 2026 09:47

Cremona città green: o in bici sulla VENTO o a piedi. Chi viaggia rappresenta solo una minima parte della popolazione, quasi una percentuale trascurabile. Il sindaco va a piedi al lavoro. Prendete esempio!

marco

6 maggio 2026 14:53

Come racconta lei le barzellette non le racconta nessuno....quindi sul Sindaco cade anche la colpa del rifacimento del cavalcavia perché è a piedi....per caso se cadesse un meteorite in Pzza Duomo sarebbe ancora colpa sua?
I pendolari sono i martiri moderni di un sistema ferroviario al collasso per il quale il Ministro Salvini ostina a pubblicare dati farlocchi su puntualità e soddisfazione degli utenti.
E stiamo pagando le conseguenze dei governi (tutti) che hanno deliberatamente ignorato il problema perche' non porta ricavi.
Continui a votarli contenta e felice ricordando che prima o poi le strutture si guastano e vanno rifatte con tutti i disagi che ne conseguono.


Paola

6 maggio 2026 17:48

Guardi, mi è bastata la diretta Facebook del sindaco in auto da Castelvetro a Cremona dopo l'apertura di Largo Moreni a fine lavori per dire che non c'erano code e che andava tutto bene.
Se il sindaco in vita sua avesse fatto un po' il pendolare, avrebbe avuto un po' più a cuore i trasporti da e per Cremona. Ma va a piedi... e quindi sono gli "altri" che si devono arrangiare...