575 anni fa il santuario di Caruberto diventava parrocchia. Uno straordinario scrigno d'arte
Doppio significativo anniversario per il santuario di Caruberto, dedicato a Santa Maria Nascente, bella e suggestiva “bomboniera” mariana immersa nella campagna cremonese e casalasca. Infatti, 575 anni fa, nel 1451, divenne parrocchia e da quarant’anni esatti è invece inglobato nella parrocchia di San Martino del Lago. Un luogo, il santuario di Caruberto, carico di storia ed impregnato di fede, quella popolare e genuina della gente di campagna. L’edificio è caratterizzato dalla tipica costruzione trecentesca in laterizio e presenta una facciata a capanna con una decorazione ad archetti pensili che corre lungo la cornice superiore. L'interno a navata unica è decorato con circa quaranta affreschi trecenteschi e quattrocenteschi con influenze nordiche che hanno carattere di ex voto commissionati dalle famiglie nobili del Casalasco. Gli affreschi vennero coperti dalla calce durante il periodo delle pestilenze e furono riportati alla luce tra il 1920 e il 1930. La maggior parte di essi è a soggetto mariano ma interessante è anche la raffigurazione di Cristo alla colonna, prova del fatto che la chiesa era frequentata anche dalla Congregazione dei Flagellanti. Tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento vennero ricavate nelle pareti alcune nicchie per collocarvi statue di santi; tali lavori danneggiarono parte degli antichi affreschi. Il soffitto a capriate è nascosto da un controsoffitto in legno dipinto installato nel 1700, per la cui realizzazione si rese cieco il rosone della facciata e venne aperta al suo posto una finestra rettangolare che favorisse l'illuminazione dell'interno.
La volta del presbiterio è decorata con affreschi molto antichi. La sacrestia ha un soffitto a crociera con costoloni. La torre nolare, attualmente in stile neoclassico, è stata modificata nel 1847. Inoltre l'usura del tempo ed i danni provocati dall'umidità del luogo sommati a quelli derivanti dai lavori di restauro del 1930 hanno reso necessari, tra il (2004 ed il 2012 gli interventi conservativi che, anche grazie all'amore per l'arte dell’indimenticato parroco don Arnaldo Peternazzi. Da cinque anni la chiesa custodisce anche cinque opere pittoriche realizzate da alcuni allievi dell’Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia. Si tratta di quattro pale raffiguranti le madri coraggio brasiliane e un tondo che rappresenta don Arnaldo Peternazzi, la tecnica usata è quella dell’olio su tela e sono frutto di un progetto in service learning in collaborazione con l’associazione Amici del Brasile Onlus. Per quanto riguarda i restauri realizzati negli scorsi anni, da evidenziare quello di un quadro raffigurante l’Annunciazione (copia tardo cinquecentesca o d’inizio Seicento dell’originale di Bernardino Campi che si conserva nella Chiesa di Sant’ Omobono a Cremona) restaurato dallo “Studio Mantegna” di Acquanegra sul Chiese. Restauro in occasione del quale è anche stato realizzato un libretto a cura dell’indimenticato monsignor Achille Bonazzi, realizzato con contributo dell’Amministrazione Provinciale di Cremona, che illustra la storia e il restauro dei 37 riquadri presenti nella chiesa, databili tra fine Trecento e inizio Quattrocento. Compiuto con il contributo della Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona e grazie a sponsor locali, l’intervento di restauro è stato realizzato nella prima fase dallo “Studio Mantegna” di Acquanegra sul Chiese (MN) e completato dallo “Studio Blu Restauri” di Castelgoffredo (MN). La chiesa, che appunto da quarant’anni, con decreto del 17 luglio 1986 del vescovo monsignor Enrico Assi fa parte della parrocchia di San Martino del Lago, è anche “custode” di significativi affreschi dedicati ad uno dei santi più popolari della nostra campagna, sant’Antonio Abate. In particolare, sulla parete di destra, ve ne sono due. In uno il santo è raffigurato mentre tiene con la destra un bastone a tau e con la sinistra un libro. L’affresco presenta la Madonna assisa con Gesù Bambino, alla destra un riquadro con i santi evangelisti Giovanni e Matteo, e all’estrema destra un riquadro, più basso dei precedenti, con Sant’ Antonio Abate. Una seconda immagine dello stesso santo si trova , proseguendo verso l’abside, al fianco destro di una Madonna col Bambino sulle ginocchia. Il Santo, barba bianca biforcata e saio scuro, tiene il libro con la mano sinistra e il bastone con la destra. Incerta l’epoca di costruzione della chiesa, ma la presenza al suo interno di un affresco datato 1423 ed il fatto che sia uno dei meno antichi, fanno propendere gli esperti per una datazione collocabile tra la fine del XIV secolo e gli inizi del XV secolo. Divenne parrocchia nel 1451 (575 anni fa) per poi successivamente confluire nella parrocchia di Sant’Agata di San Martino del Lago il 17 luglio 1986 con decreto di monsignor Enrico Assi, vescovo di Cremona.
L’esterno dell’edificio è piuttosto semplice, affiancato a destra dalla torre campanaria aggiunta nel 1847. Per quanto riguarda le raffigurazioni mariane presenti, da evidenziare le mani della Madonna che richiamano molto la caratteristica delle cosiddette mani a forchetta, di sapore bizantineggiante.
Eremita del Po
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