12 maggio 2026

Orchestra stabile, Portesani: "La maggioranza ha bocciato la possibilità di studiare il futuro musicale di Cremona"

Durante il Consiglio comunale, la maggioranza ha respinto con 19 astensioni l’ordine del giorno presentato da Novità a Cremona - Portesani Sindaco per avviare un percorso di valutazione sull’istituzione di un’Orchestra della Città di Cremona.

A favore hanno votato 8 consiglieri di minoranza. Nessun voto contrario. Ma l’astensione compatta della maggioranza ha impedito l’approvazione dell’atto.

“È un esito politicamente molto chiaro - dichiara Alessandro Portesani -. La maggioranza non ha bocciato un’orchestra già pronta, non ha bocciato una spesa, non ha bocciato una nuova struttura. Ha bocciato la possibilità di studiare se Cremona possa dotarsi, in futuro, di una propria compagine musicale”.

L’ordine del giorno non prevedeva infatti l’istituzione immediata di un’orchestra, ma chiedeva l’avvio di un tavolo istituzionale e la redazione di uno studio di fattibilità tecnico-economico, coinvolgendo le principali realtà musicali, culturali e formative della città: Museo del Violino, Fondazione Stauffer, Conservatorio, Dipartimento di Musicologia, Teatro Ponchielli e sistema economico locale.

“Il paradosso del dibattito - prosegue Portesani - è che la maggioranza ha usato le domande a cui lo studio avrebbe dovuto rispondere come motivo per non fare lo studio. Hanno parlato di costi, sostenibilità, governance, raccolta di fondi privati, modello artistico. Ma erano esattamente i temi che chiedevamo di approfondire”.

Secondo Portesani, il confronto si è concentrato in modo eccessivo sul termine “stabile”, anziché sul merito della proposta.

Se il problema era una parola, bastava proporre un emendamento. Se il problema erano le tempistiche, bastava correggerle. Se il problema era il modello, bastava proporre una formulazione diversa. Invece si è scelta l’astensione: una posizione formalmente prudente, ma politicamente poco ambiziosa”.

Per Novità a Cremona, la decisione è ancora più incomprensibile perché arriva in una città che fonda la propria identità internazionale sulla liuteria e sulla musica.

Cremona è la città di Stradivari, Amati e Guarneri. È la città del Museo del Violino, della Fondazione Stauffer, del Conservatorio, del Teatro Ponchielli, del Dipartimento di Musicologia, della Scuola Internazionale di Liuteria e del Monteverdi Festival. Proprio per questo avrebbe senso chiedersi se tutto questo patrimonio possa, un giorno, tradursi anche in una infrastruttura musicale stabile, residente o comunque riconoscibile come espressione della città”.

Portesani respinge anche l’argomento secondo cui la proposta non sarebbe coerente con il percorso verso Cremona Capitale Italiana della Cultura.

“È vero il contrario. Una candidatura culturale non si costruisce solo con eventi e dossier. Si costruisce anche chiedendosi quali strumenti resteranno alla città dopo il 2029. Noi proponevamo una riflessione seria su questo. La maggioranza ha scelto di non aprirla”.

“Non sarebbe stato un voto per noi - conclude Portesani. Sarebbe stato un voto per Cremona. Per una città che costruisce alcuni dei migliori strumenti del mondo, ma che ieri non ha avuto il coraggio nemmeno di studiare se quei violini possano un giorno avere un’orchestra che porti il nome della città nel mondo”.

Nella foto la buca dell'orchestra del teatro Ponchielli

 


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commenti


Anna

12 maggio 2026 13:09

Occasione persa. Una delle tante. Cremona sempre più specchio dell'Italia

marco

12 maggio 2026 19:24

Lo stesso Direttore Artistico e Musicale Coro Lirico “Ponchielli-Vertova” che ha sollevato la necessità di istituire a Cremona un'Orchestra Sinfonica in pianta stabile " con tutti i sacri crismi che le conferiscano credibilità e prestigio sul territorio nazionale ed internazionale" afferma che deve avere necessariamente un progetto di fattibilità solido.
Ciclicamente questa necessità viene proposta e poi cade nel dimenticatoio perché proprio la sua sostenibilità in termini di costi annuali spaventa e non poco, figuriamoci in questo periodo incertezza economica prolungato con aumenti della spesa sociale per aiuti a famiglie, fragilità, immigrazione,minori non accompagnati,perdita occupazione,pensioni sempre più inadeguate ecc ecc.che impegnano non poco le risorse di Comuni e Regioni.
Banalmente un'Orchestra Sinfonica in pianta stabile con tutti i crismi può arrivare a costare dai anche 20/30 milioni di euro all'anno oppure 15 se un po' meno dotata.
Le risorse che il botteghino oppure i privati già impegnati in aiuti al mondo dell'arte coprirebbero marginalmente i costi e quindi da dove potrebbero provenire le risorse mancanti?.
Lo specchio a cui fa' riferimento è quello di un'Italia che ha problemi più gravi da risolvere, in primis sicurezza,immigrazione e lavoro.
Poi la cautela economica e' una virtù non un demerito.
Vedremo chi nel futuro vorrà impegnare la città in un progetto così economicamente impegnativo magari a discapito di altri già non essere....ma la vedo dura .

Lucio

12 maggio 2026 14:39

Hanno già speso 100.000 euro per Tanta Robba Festival e una tre giorni al Po tra djset e rutto libero con birra e hamburger. Per l'orchestra - che per inciso è roba da vecchi e non fa vendere neanche un aperitivo - non ci sono risorse. Okkkk ragasssiiii? Balliamoooooo!!!

marco

12 maggio 2026 18:27

Non si può ignorare che si è evidenziato che un'orchestra sinfonica di almeno 80 elementi ha costi annuali che possono raggiungere i 15 milioni di euro che i ricavi derivanti dagli spettacoli oppure da sponsor non riescitebbero a coprire.
Uno studio di fattibilità di un progetto per un' Orchestra Sinfonica in pianta stabile potrebbe essere ancora più completo se prevedesse una partecipazione del mondo dei liutai che potrebbero vedere un ritorno economico sulle loro attività e che potrebbero dare importanti contributi.