A Cremona nasce MIR: il nuovo registro internazionale per gli strumenti musicali artigianali ad arco e a pizzico. Un tag NFC indicherà le informazioni sullo strumento, Un chip anti contraffazione
Questa mattina preso la Scuola Internazionale di Liuteria si è svolta la presentazione ufficiale di MIR – Musical Instrument Register, il nuovo portale dedicato ai liutai di strumenti artigianali ad arco e a pizzico. L’iniziativa, promossa da Eric Blot, Simeone Morassi e Paolo Moglia, si propone come una piattaforma innovativa pensata per liutai, artigiani e professionisti contemporanei, con l’obiettivo di creare un servizio di tutela per il presente e per il futuro della liuteria.
Ad aprire l’incontro è stato Simeone Morassi, che ha illustrato la filosofia del progetto (la cui ideazione è iniziata anni fa), definendo MIR come uno strumento pensato per sostenere e tutelare l’eccellenza dell’artigianato musicale contemporaneo. «Il nostro obiettivo è creare un servizio di tutela per il presente e per il futuro, fornendo informazioni certe, verificabili e permanenti per identificare in modo chiaro e inequivocabile gli strumenti musicali artigianali di alta qualità», ha spiegato.
Nel suo intervento, Morassi ha sottolineato come oggi manchi spesso un sistema di tracciabilità standardizzato, una situazione che può generare difficoltà nel dimostrare autenticità e provenienza, perdita di informazioni sulle tecniche costruttive, svalutazione del lavoro del liutaio nel tempo e incertezza per musicisti e collezionisti. In questo contesto, MIR si propone come archivio digitale dedicato, nel quale è il costruttore stesso a certificare e registrare la propria opera, creando una vera e propria “carta d’identità” permanente dello strumento.
Durante la presentazione sono state illustrate le principali funzionalità del portale. Il processo prevede l’accreditamento del liutaio, la compilazione di una scheda tecnica dettagliata per ogni strumento e il caricamento di una documentazione fotografica standardizzata. Tutti i dati vengono archiviati in modo sicuro, diventando un riferimento stabile e affidabile nel tempo.
Un aspetto centrale emerso è la dimensione internazionale del progetto. «Stiamo creando un database per gli strumenti nuovi, aperto ai liutai di tutto il mondo, non solo in Italia», ha sottolineato Morassi, ricordando come oggi, con la globalizzazione, sia sempre più difficile riconoscere la scuola o la provenienza di uno strumento. «Questo rende più complesso per musicisti e collezionisti capire da dove viene uno strumento e chi l’ha fatto», ha aggiunto, evidenziando il valore di MIR come strumento di chiarezza e tutela.
È stato inoltre ribadito che solo i liutai professionisti possono inserire direttamente i propri strumenti sulla piattaforma, dopo una verifica dell’identità e dello status professionale. I gestori del portale non valutano artisticamente gli strumenti, ma controllano esclusivamente l’idoneità professionale dei costruttori, lasciando al liutaio la piena responsabilità e proprietà delle informazioni pubblicate.
Tra le novità più rilevanti figura anche la possibilità opzionale di integrare nello strumento un tag NFC, una tecnologia che consente, avvicinando uno smartphone, di accedere direttamente alle informazioni registrate. «È un ulteriore servizio di controllo e di garanzia dell’autenticità dello strumento», ha spiegato Morassi, sottolineando come questo sistema possa rappresentare un valido supporto contro la contraffazione.
Nel concludere l’incontro, è stato ribadito come MIR non sia solo un archivio digitale, ma uno strumento pensato per diventare un patrimonio condiviso della liuteria contemporanea. «Più persone parteciperanno, più il database diventerà completo», ha concluso Morassi, invitando i liutai a prendere parte attivamente al progetto per proteggere e valorizzare nel tempo il frutto della propria arte e professionalità.
Le foto sono di Francesco Sessa Ventura
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