Aumento del 15% della Tari a San Daniele Po. Il Comune: problemi dalle passate gestioni
Importante comunicazione alla cittadinanza, da parte dell’Amministrazione comunale di San Daniele Po, nel campo della pressione tributaria e, nello specifico, a riguardo del sensibile aumento della Tari. “Relativamente alla gestione della Tari – fa sapere il Comune - il ritardo nell’emissione degli avvisi di pagamento (da luglio a ottobre) è stato causato da una necessaria revisione generale, per l’anno 2026, delle uscite e delle entrate relative alle tariffe, che l’Amministrazione Comunale ha dovuto operare in quanto da anni non conformemente eseguite nelle precedenti gestioni. Questo ha comportato, purtroppo, la presa d’atto di un effettivo determinarsi di un aumento delle tariffe di circa il 15% per le utenze domestiche e di circa del 30% per le utenze non domestiche. La normativa vigente dispone, come obbligo, che il Comune debba coprire, con il gettito della Tari, il 100% delle spese del servizio raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti. Questo erroneamente non avveniva negli anni scorsi. Infatti, prendendo come riferimento l’ultimo biennio di gestione, a fronte di una spesa da finanziare di 176.476,00 € per l’anno 2024, il totale degli avvisi emessi era di circa 160.150,00 € e per l’anno 2025 a fronte di una spesa di 180.055,00 €, il totale degli avvisi emessi ammontava a circa 163.000,00 €. Tali scostamenti hanno comportato una ulteriore minore entrata per il Comune di circa 16000,00/17000,00 annuali. Per gli anni dal 2020 al 2023 – prosegue l’amministrazione - le tariffe sono rimaste pressoché inalterate senza applicare nessun aumento, nonostante gli obblighi di legge connessi ed i costi fossero aumentati. L’aumento “obbligato” che l’Amministrazione Comunale ha dovuto applicare per l’anno 2026, pertanto, sconta dei mancati aumenti degli anni passati. Si precisa altresì come il contratto del Servizio di Igiene urbana in essere da diversi anni, con la Ditta che effettua il servizio, comporta il pagamento di un costo fisso per il Comune, indipendentemente dalle quantità di rifiuti raccolti, a cui si aggiungono anche gli adeguamenti Istat. Il lavoro di controllo effettuato in questi mesi, che è consistito nell’inserire le nuove tariffe direttamente nel software che gestisce la Tari prima di elaborare definitivamente gli avvisi di pagamento, ha palesato degli errori di calcolo, non ancora del tutto risolti, tanto che abbiamo in essere dei confronti costanti con il fornitore esterno del software, incaricato nella precedente gestione amministrativa, al fine di determinare la correttezza operativa dello stesso e le eventuali carenze e conseguenti responsabilità. A titolo, puramente informativo a fronte di diverse simulazioni di calcolo si è passati da un gettito Tari annuale stimato in 150.000,00 € circa, ad un gettito di circa 180.000,00 €, che si avvicina alla spesa da coprire per l’anno 2026. Per tale motivo abbiamo dovuto rettificare le tariffe Tari 2026 già approvate e riportarle in Consiglio Comunale per una successiva approvazione. Sarà necessario – annuncia l’amministrazione - approfondire ulteriormente la gestione della Tari effettuando ulteriori controlli interni congiuntamente ad una ditta esterna, di cui è in corso di attuazione la procedura di affidamento del suddetto servizio di verifica gestionale. L’Amministrazione Comunale, preso atto delle suddette condizioni contrattuali ereditate – conclude la comunicazione - parallelamente sta operando al fine di poter giungere ad un nuovo affidamento del servizio di Igiene Urbana, compatibilmente con i vincoli procedurali e finanziari derivanti dal ben noto dissesto economico”.
Eremita del Po
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