Le celebrazioni del 4 novembre nei paesi lungo il Po: Stagno Lombardo, Pieve d'Olmi, Spinadesco, Motta Baluffi
Tutto pronto in terra di Po per la celebrazione della Giornata delle Forze Armate e la Festa dell’Unità nazionale in occasione del 108esimo anniversario della fine della Grande Guerra. A Stagno Lombardo l’appuntamento è per mercoledì 4 novembre, su iniziativa del Comune insieme all’associazione Bersaglieri sezione M.d.B.V.M. Ten Giovanni Poli sez. Pieve San Giacomo. Nel pomeriggio, alle 14, ritrovo con le scolaresche in piazza Roma e partenza del corteo alle 14.15 fino ai guardini pubblici dove alle 14.30 si terranno l’Alzabandiera ed onori con il canto degli italiani. Quindi, la deposizione e la benedizione della corona al monumento ai caduti; letture degli alunni delle scuole e delle associazioni e interventi ufficiali delle autorità. La giornata terminerà quindi al cimitero con la deposizione della corona al monumento dedicato al maggiore Giacomo Pagliari al quale sarà reso onore. Sarà, ancora una volta, questo momento finale della giornata, l’occasione per ripercorrere la storia e le sua pagine, quelle che riguardano appunto il maggiore Pagliari, medaglia d’oro al valor militare, caduto a Porta Pia il 20 settembre 1870 nell’assalto che fece di Roma la capitale d’Italia. La presa di Porta Pia fu, di fatto, il giorno più lungo di tutto il Risorgimento. Con un esercito di 60 mila uomini, il generale Cadorna si preparava a sferrare l'attacco decisivo allo Stato Pontificio. Roma apparteneva agli italiani e il generale lo sapeva bene: la spedizione doveva addirittura farne la capitale del regno d'Italia. Il piano di Cadorna era quello di fare i maggiori danni possibili alle porte della città e trarre in inganno i difensori, una sorta di legione straniera al servizio del Papa. Per la liberazione di Roma, tanti erano stati i discorsi di preti e vescovi, tante le giovinezze pronte al sacrificio: il binomio tra Patria e Fede non era mai stato armonico come adesso e Cadorna lo sapeva bene. Alle 10,05, le truppe italiane sfondarono la resistenza pontificia a Porta Pia e irruppero in città; i difensori, anziché fuggire intimoriti, organizzarono una stoica resistenza. Il primo italiano a varcare la breccia, secondo uno studio del colonnello Attilio Vigevano, fu il tenente dei bersaglieri Federico Cocito, seguito proprio dal maggiore Giacomo Pagliari. Il bersagliere cremonese fu il primo ufficiale a cadere: fu abbattuto da una fucilata in pieno petto mentre entrava per la Porta con la spada in pugno e suonava la carica al suo 34° battaglione. Pagliari venne soccorso all'istante dal sergente Enrico Merlini, ma il tentativo di salvare l'ufficiale fu vano. Il grande sogno dei patrioti, costato tanto sangue, si avverò quel giorno: oltre a Pagliari, varcarono la breccia i cremonesi Guido Acerbi, Giuseppe Falcone, Stanislao Gattinoni e Ghiggi Maurilio, questa volta però vincendo la resistenza. La salma del maggiore cremonese, decorato con la medaglia d'Oro al valor militare, venne trasportata il 6 novembre a Stagno Lombardo, solamente dopo il plebiscito che sanciva l'annessione all'Italia (avvenuto il 2 ottobre). Il governo si trasferì a Roma solo dal 30 giugno 1871. Giacomo Pagliari riposa tuttora nel cimitero di Stagno Lombardo, il paese dove aveva vissuto la sua fanciullezza. Nato a Persichello il 15 gennaio del 1822 (esiste ancora la sua casa natale e all'ingresso del paese vi é ancora una lapide), dopo pochi anni andò a vivere a Stagno, ma il richiamo delle armi si fece sentire molto presto. Venne arruolato nell'esercito austriaco, frequentando la celeberrima accademia militare di Wiener Neustadt dove si formò con la dura disciplina dell'esercito austrungarico. Nei primi mesi del 1848, con lo scoppio dei moti insurrezionali, disertò l'esercito austriaco per passare a quello piemontese, dove diventò luogotenente del corpo dei bersaglieri. Partecipò nel '55 alla guerra di Crimea, meritandosi la menzione onorevole nella famosa battaglia della Cernaia, fece parte alla battaglia di san Martino nel '59 e a quella di Custoza 1866. Nel frattempo si era guadagnato un'altra medaglia al valor militare, la medaglia d'argento nella lotta contro i briganti. La motivazione della medaglia d'Oro decretata alla memoria di Giacomo Pagliari dice: "Per avere con intelligenza ed ammirevole slancio condotto il primo battaglione all'assalto della breccia di Porta Pia, rimanendo a pochi passi da essa mortalmente ferito. Roma, 20 settembre 1870" Un vero eroe, nato, vissuto e morto al servizio della Patria. Il maggiore cremonese Giacomo Pagliari fu un soldato ineccepibile, sempre ligio al suo dovere, ma anche un patriota di primo plano che, nell'ennesima sua spedizione, perse la vita. E i bersaglieri cremonesi decisero che la "ricompensa" adeguata fosse dedicargli l'intera Sezione di Cremona. A Spinadesco la cerimonia è prevista per il pomeriggio di mercoledì 4 novembre a partire dalle 16,30 col ritrovo al monumento ai caduti di via Roma dove si terranno l’alzabandiera, la benedizione e la deposizione della corona d’alloro. Quindi, alle 17, la messa in suffragio dei caduti di tutte le guerre celebrata, in chiesa parrocchiale, da don Fabio Sozzi. A Motta Baluffi, invece, in piazza Gaboardi, alle 10, commemorazione dei caduti e posa della corona d’alloro. A Pieve d’Olmi la cerimonia è in programma invece giovedì 5 novembre; si inizierà alle 10 con la celebrazione della messa in suffragio dei caduti nella chiesa parrocchiale e si proseguirà con un momento di raccoglimento e la deposizione della corona d’alloro al monumento ai caduti dove si terrà anche il discorso del sindaco. Quindi una corona d’alloro sarà posizionata anche davanti alla lapide commemorativa dei caduti al cimitero comunale.
Eremita del Po
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