3 novembre 2026

Dal Po spunta una magnifica "situla" in bronzo del primo secolo avanti Cristo. Trovata da Renato Bandera da oggi è esposta al Museo Archeologico di San Lorenzo

Una strordinaria "situla" (secchia, in latino) in bronzo del primo secolo avanti Cristo è stata trovata su uno spiaggione del Po durante la secca di maggio, ed è stata consegnata al Museo Archeologico. Da oggi è in mostra nella vetrina dell'antico vasellame da cucina nell'esposizione dell'ex chiesa di San Lorenzo. 

Il Po continua dunque a riservare sorprese e si rivela sempre di più anche un grande giacimento archeologico. In passato si erano trovati elmi e spade (nella zona di Brancere) dove, per il rituale degli antichi romani, si lanciavano nel fiume al termine delle battaglie cruente vinte. Ma il fiume ha anche restituito vasellame, frammenti di pavimenti o reperti più antichi come femori di mammuth, ossa di rinoceronti preistorici, o la tibia di un leopardo.

A consegnare la "situla" alla conservatrice del Museo Archeologico, Marina Volonté, è stato Renato Bandera, pensionato, appassionato frequentatore in canoa del Po. E proprio durante la grande secca di maggio, ha visto spuntare dalla sabbia quella secchia in bronzo, che ha raccolto per poi consegnarla al museo. Uno studio della Soprintendenza Archeologica ha confermato l'originalità del reperto stabilendone la datazione al I secolo avanti Cristo. 

Renato Bandera non è nuovo a importanti ritrovamenti. Sua, ad esempio, è stata la scoperta nel 2015 su una spiaggia lungo il fiume, tra Cremona e Spinadesco, di un lungo osso di più di 20 centimetri. Bandera pensava fosse un osso umano. Portato al Museo Paleoantropologico di San Daniele Po, dalle analisi ha poi avuto la sorpresa: quell'osso non era umano, apparteneva a un felino, un maschio di leopardo della specie "Pantera cf. pardus", un predatore che viveva nelle foreste lungo il fiume, simile ai leopardi attuali, tra gli 80mila e i 130mila anni fa. Ma Bandera, nelle sue escursioni sul fiume, ha trovato anche il cranio di un orso speleo (un orso delle caverne alto in piedi quasi tre metri, vissuto nel Pleistocene) sullo spiaggione davanti all'isola del Boscone, il cranio del megalocero (un cervo gigante alto quasi due metri anche lui vissuto lungo il fiume nel Pleistocene) sullo spiaggia del Cristo di fronte a Spinadesco e anche una pala d'alce. Tutto il materiale è stato consegnato al Museo di San Daniele Po ed è lì esposto.

Ma da oggi è in una vetrina del Museo Archeologico di San Lorenzo un altro importante reperto, anch'esso ritrovato casualmente e consegnato a Marina Volonté. Si tratta di una statuetta in bronzo raffigurante un genio nume tutelare risalente al III sec dc. E' stata ritrovata nei campi attorno a Grontardo. E' il segno della ricchezza archeologica del nostro territorio ma anche del senso civico di chi trova un reperto e lo consegna al museo facendolo diventare patrimonio pubblico perchè tutti possano ammirarlo. 

Servizio fotografico di Francesco Sessa

Mario Silla


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti