Rivolta d’Adda avrà un nuovo asilo nido: un bene confiscato alla mafia diventerà un servizio per le famiglie
A Rivolta d'Adda ci sarà un nuovo asilo nido comunale: nei giorni scorsi infatti il Comune ha ottenuto in via Modigliani 9 una villetta confiscata alla criminalità organizzata che, dopo i necessari lavori di ristrutturazione, l’immobile sarà destinato a un nuovo asilo nido. Un impegno assunto in campagna elettorale che l’Amministrazione Calvi ha iniziato a concretizzare a pochi mesi dal suo insediamento.
L’Amministrazione guidata dal sindaco Fabio Maria Calvi ha dunque potuto annunciare con soddisfazione che Rivolta d’Adda potrà presto contare su un nuovo asilo nido, uno degli impegni assunti durante la campagna elettorale e che fin dai primi giorni successivi all’insediamento, il primo cittadino, il vicesindaco Franco Carera e l'amministrazione, si sono attivati per raggiungere questo obiettivo. Proprio in quella fase è emersa la possibilità per il Comune di acquisire un immobile confiscato alla criminalità organizzata e presente sul territorio rivoltano. Si tratta di una villetta disposta su tre piani, con giardino, situata in via Modigliani.
L’Amministrazione comunale, insieme agli uffici, ha quindi lavorato alla predisposizione del progetto e degli atti necessari per ottenerne l'assegnazione. Il percorso si è concretizzato il 1° ottobre 2026, quando il direttore dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ha emanato un apposito decreto con il quale ha trasferito l’immobile nella disponibilità del “patrimonio indisponibile dell’ente Comune di Rivolta d’Adda per il perseguimento delle finalità sociali consistenti nella realizzazione di progetti dedicati all’erogazione di servizi a sostegno dell’infanzia”. Nei giorni scorsi sono state consegnate anche le chiavi, consentendo al Comune di entrare ufficialmente nella disponibilità dell’immobile.
Il prossimo passaggio sarà la ristrutturazione dell’edificio e il suo adeguamento agli standard e alle esigenze di un servizio educativo per la prima infanzia. L’Amministrazione si sta già attivando per individuare le possibili fonti di finanziamento necessarie a sostenere l’intervento. La realizzazione di un nuovo asilo nido risponde a un’esigenza concreta delle famiglie rivoltane. L’offerta attualmente presente sul territorio, costituita da due strutture, non è infatti sufficiente a soddisfare la domanda. Per questo motivo, ogni anno il Comune deve sottoscrivere numerose convenzioni con diversi asili nido dei Comuni limitrofi, ai quali molte famiglie devono rivolgersi per trovare un posto per i propri figli.
Una volta completati i lavori, l’intenzione è quella di affidare la gestione del nuovo servizio attraverso una procedura di gara, stipulando successivamente una convenzione con il soggetto gestore individuato. Le convenzioni con le strutture dei Comuni limitrofi resteranno attive fino a quando sarà necessario, mentre quelle con gli asili nido già operanti a Rivoltad’Adda saranno mantenute.
"Il sostegno alla natalità e alle famiglie rappresenta una priorità per Rivoltiamo Pagina. Continueremo a lavorare per ampliare i servizi a disposizione dei genitori e dei bambini, nella convinzione che l’asilo nido non sia soltanto una risposta alle esigenze organizzative delle famiglie, ma anche un'importante opportunità educativa e di crescita, alla quale tutti i bambini dovrebbero poter accedere" commentano gli amminstratori.
C’è, infine, un aspetto di questa vicenda che merita particolare attenzione: la storia dell’immobile che diventerà il nuovo asilo nido.
Nel dicembre 2022, un’operazione della Squadra mobile di Milano, coordinata dalla Procura della Repubblica – Direzione distrettuale antimafia, aveva portato all’arresto di diverse persone sospettate di essere legate alla cosiddetta “locale di Pioltello”, riconducibile al clan Maiolo. Tra le persone coinvolte vi erano anche alcuni residenti a Rivolta d’Adda. Le successive vicende giudiziarie hanno portato alla confisca, tra gli altri, dell’immobile di via Modigliani.
"Questa storia ci ricorda che nessun territorio può considerarsi immune dalla presenza della criminalità organizzata. Per questo è fondamentale mantenere alta l’attenzione, diffondere la cultura della legalità e costruire, giorno dopo giorno, gli anticorpi necessari a contrastare ogni forma di infiltrazione mafiosa. Restituire questo immobile alla collettività, trasformandolo in un luogo dedicato all’infanzia e alle famiglie, assume quindi un significato che va oltre la realizzazione di un nuovo servizio. Significa affermare concretamente che i beni sottratti alla criminalità organizzata possono e devono tornare a essere una risorsa per il territorio e per i suoi cittadini. Da un bene confiscato alla mafia nascerà un luogo di crescita, educazione e sostegno alle famiglie. È anche così che si costruisce una cultura della legalità".
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