"Adès baasta": sabato 7 novembre dalle 15.00 la manifestazione promossa dai collettivi studenteschi contro il carovita. Anche Cgil Cremona al fianco dei giovani
Un corteo che attraverserà la città nel pomeriggio di sabato 7 a partire da via Mantova e fino in centro; a guidarli lo slogan dal sapore tutto cremonese "adès baasta", grido di esasperazione contro il caro vita, il costo alle stelle della benzina e i soldi spesi invece per il riarmo. Ad organizzare la manifestazione il collettivo studentesco "Corrente Z" col supporto di associazioni come Arci, Circolo Arcipelago, Arci Persichello e i sindacati.
Una manifestazione che si presenta come pacifica e non violenta, che vuole mettere insieme le generazioni per dare un segnale: "Basta con la paura. Non vogliamo una città deserta e blindata. Vogliamo una città che si unisce a studenti, giovani, lavoratori, associazioni. Rispondiamo insieme alla psicosi: manifestare non significa devastare, ma organizzarsi per far sentire la propria voce. Il nostro corteo è parte di un'onda nazionale: 30 ottobre e 20 novembre sono due giornate di sciopero generale, in cui il Paese si fermerà. E nel frattempo, da settimane a Sud gli autotrasportatori e gli agricoltori bloccano strade e raffinerie; a Nord studenti e movimenti spontanei protestano. Dalle grandi città alle province come la nostra: ovunque la gente sta alzando la testa. Contro il carovita, per salari dignitosi, per i soldi spesi per la gente".
Stamattina anche la segreteria della CGIL di Cremona, insieme a tutte le sue Categorie, ha espresso la propria convinta adesione alla manifestazione: "Condividiamo appieno l'allarme dei giovani di fronte al progressivo impoverimento sociale e al taglio drammatico dei servizi pubblici essenziali, a partire dal diritto allo studio e alla salute. Siamo fermamente convinti che ascoltare e valorizzare la voce delle nuove generazioni sia l'unico modo per costruire una società equa".
"Questo arretramento si riflette duramente anche a livello locale: gli ultimi dati della Caritas Cremonese confermano una povertà in crescita allarmante in tutta la provincia L'aumento esponenziale delle richieste d'aiuto per affitti, bollette e spesa alimentare dimostra come il fenomeno dei working poor – chi è povero pur lavorando – sia ormai una realtà strutturale anche nel nostro territorio.
Il caro vita, l'emergenza energetica e la mancanza di investimenti nella scuola denunciati dagli studenti colpiscono le stesse famiglie che rappresentiamo nei luoghi di lavoro. C'è un legame diretto tra la protesta dei giovani e le ragioni dello Sciopero Generale proclamato dalla CGIL per venerdì 20 novembre.
Per il nostro sindacato la priorità assoluta è difendere stipendi e pensioni, rimettendo i soldi in tasca a chi lavora e investendo sulla sanità e sulla scuola pubblica. È inaccettabile tagliare il welfare per finanziare la spesa militare e le armi. Rivendichiamo subito una riforma fiscale equa e progressiva: è ora di tassare seriamente gli extraprofitti accumulati da banche e grandi multinazionali speculando sulla crisi, recuperando le risorse dove ci sono per redistribuirle a favore dei salari, delle famiglie e dei servizi pubblici.
Nel confermare il totale supporto alla mobilitazione studentesca, la CGIL di Cremona invita le lavoratrici, i lavoratori, i pensionati e tutta la cittadinanza a partecipare in massa alla manifestazione del 7 novembre, tappa fondamentale del percorso di lotta che culminerà nello sciopero generale del 20 novembre".
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commenti
Gianluca
3 novembre 2026 12:20
Adès basta, i voster scioperi del tübo.
Luciano
3 novembre 2026 13:20
Ma io mi chiedo tutti i precedenti contratti chi li ha firmati io? Contro il riarmo però la sicurezza la volete?mi ricorda tanto il nessuno muoia per Danzica quando si permise a Hitler tutte le annessioni.
Stefano
3 novembre 2026 14:24
Sabato c'e' gente che lavora anche per il vostro bene nonostante i vostri maledetti scioperi.
Alessandro
3 novembre 2026 16:49
Liberi di scioperare. Sarebbe giusto non concedere eventualmente permesso o ferie retribuita. La CGIL ORAMAI È UN PARTITO POLITICO, NON UN SINDACATO. E FA I PROPRI INTERESSI PUNTO E FINE.