25 marzo 2026

Aviaria, primo caso umano di virus registrato in Lombardia. Il paziente, con altre patologie pregresse, ricoverato a Monza. Il Ministero della Salute rassicura: “Situazione sotto controllo”

La conferma è arrivata dal Ministero della Salute: il primo caso in Europa di infezione da virus influenzale A(H9N2) di origine animale è stato identificato in Lombardia, in un paziente fragile da poco rientrato da un paese extraeuropeo e che è ora ricoverato in isolamento all'ospedale San Gerardo di Monza. Il virus, che è stato definito a bassa patogenicità e senza evidenze di trasmissione interumana, viene costantemente monitorato.

Il paziente, una persona fragile con patologie concomitanti, ha contratto l’infezione in un paese extraeuropeo ed è attualmente ricoverato al nosocomio di Monza; immediatamente sono state attivate tutte le procedure del caso, come ha assicurato l'assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso: "Oltre al trattamento per l’infezione virale, l’equipe medica sta gestendo altre patologie concomitanti di cui il soggetto soffre. L’indagine epidemiologica è stata condotta tempestivamente da ATS Brianza, mentre le analisi molecolari che hanno permesso l’esatta individuazione del virus sono state eseguite dall’Università Statale di Milano e confermate dal Centro Regionale Malattie Infettive (composto dalla DG Welfare – UO Prevenzione di Regione Lombardia, ASST Fatebenefratelli-Sacco e San Matteo di Pavia) e dall’ISS”.

Nel caso in oggetto, il primo registrato in Europa, il virus, sottolinea il Ministero della Salute, sarebbe a bassa patogenicità, inoltre, sulla base delle evidenze scientifiche attualmente disponibili, il contagio avverrebbe  esclusivamente tramite un'esposizione diretta al pollame infetto o ad ambienti e materiali contaminati mentre non vi sarebbe nessuna evidenza di trasmissione da persona a persona. In ogni caso, tutti i contatti del paziente sono stati prontamente individuati al fine di mettere in campo tutte le azioni di prevenzione e monitoraggio; attualmente, secondo quanto riferisce il Ministero "non si rilevano criticità e la situazione è costantemente monitorata". Parole che trovano riscontro da quanto dichiarato ancora da Bertolaso, che ha spiegato come “L’individuazione del primo caso europeo di influenza H9 in Lombardia non deve essere motivo di allarme per la popolazione, ma è la prova tangibile che la nostra macchina della prevenzione funziona con estrema precisione. Abbiamo agito con grande tempestività”.

Il virus H9N2 tecnicamente è un sottotipo del virus influenzale A, isolato per anni da anatre e polli e presente in uccelli, suini e altri animali in Europa e Asia. Le infezioni nell’uomo sono rare e, quando si verificano, appaiono caratterizzate da malattia di grado lieve. Questo ceppo virale venne isolato per la prima volta nel 1999 ad Hong Kong e da allora si sono registrati solo rari casi umani, quasi tutti nella zona asiatica; secondo i recenti studi scientifici, è stato dimostrato che solo poche mutazioni potrebbero renderlo in grado di trasmettersi più facilmente tra le persone. Rimane comunque un ceppo da monitorare, nonostante il rischio per l'uomo sia attualmente ritenuto basso, mantenendo alta l’attenzione sulla sua evoluzione, in particolare per la sua capacità di riassortimento genetico.

Il Ministero della Salute assicura che il sistema di sorveglianza nazionale resta attivo e che tutte le misure di prevenzione sono state tempestivamente avviate.


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