Bressan liquida il generale: “Auguri per il suo percorso”. Filipponi e il Berga rompono col “Vannaccismo”: “Della Lega non ci si serve”. Salta l'incontro a Crema.
“Sono sempre stato favorevole a una Lega plurale, capace di tenere insieme sensibilità diverse dentro uno stesso progetto politico.
Allo stesso tempo, voglio essere chiaro: la mia posizione, come è noto, non è mai stata sovrapponibile a quella di Roberto Vannacci.
Con Vannacci abbiamo condiviso alcuni valori e denominatori comuni, come l’attenzione all’identità, il tema della sicurezza e il rispetto per chi serve lo Stato.
Li abbiamo però sempre interpretati da prospettive politiche differenti.
La mia è, ed è sempre stata, una posizione di leghista liberale, anche quando — a livello territoriale — si è trovata talvolta in minoranza rispetto alle posizioni dominanti. Una posizione fondata sullo Stato di diritto, sulle libertà individuali e su un’idea di politica fatta di responsabilità e lavoro concreto.
La pluralità ha senso se resta dentro un progetto comune e se si traduce in confronto leale.
Quando invece le differenze portano a scelte diverse, è giusto prenderne atto senza polemiche.
L’uscita di Vannacci dalla Lega è una sua decisione personale.
Io, invece, resto nella Lega, che è la mia casa politica. Ci resto con coerenza, senza ambiguità e senza inseguire scorciatoie.
Continuo a fare ciò che ho sempre fatto:
lavorare con serietà e concretezza per il mio Paese e per il mio territorio, con uno stile amministrativo pragmatico e responsabile.
A Roberto Vannacci va un saluto e un augurio sincero per il suo percorso futuro.
Le strade si dividono, ma il rispetto resta”.
Così postò via social Daniel Bressan, leghista del fare e vicesindaco di Offanengo. Già, ma ora che il generale Roberto Vannacci ha lasciato la Lega (“la mia strada è un’altra", ha detto a Salvini), che faranno i leghisti, ehm … i “Vannaccisti” cremaschi, vale a dire gli ex compagni di partito dell’astuto politico italiano, coloro i quali, appunto nel nome della sezione leghista nostrana hanno, o meglio, avevano invitato a Crema, nella giornata di mercoledì 25 febbraio, il fu vice del leader massimo Matteo Salvini? Insomma, facciamola, breve, Vannacci nella capitale del Granducato del Tortello, verrà o no? Il “Vannacci Day” è saltato, se mai ci sarà un’altra giornata, non avrà la benedizione della Lega. L’attivista leghista Tiziano Filipponi, per la serie “c’eravamo tanto amati”, rompe col “Vannaccismo”, col seguente post: “La Lega si serve. Della Lega non ci si serve”. Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere comunale leghista Andrea Bergamaschini.
Ecco il comunicato con il quale vienne annullata la serata prevista con l'ex generale Vannacci a Crema:
"L'incontro pubblico con Roberto Vannacci, previsto nelle prossime settimane sul territorio, viene annullato. L'iniziativa era stata programmata in un contesto politico completamente diverso, con l'obiettivo di favorire un confronto interno all'area della Lega. Il quadro politico attuale, determinato da scelte personali che hanno interrotto quel percorso, rende oggi doveroso non procedere, per rispetto della comunità politica della Lega e per evitare qualsiasi strumentalizzazione.
La Lega ha dimostrato, anche in questo caso, apertura, fiducia e disponibilità. Ma far parte di un partito non significa solo ricevere visibilità, incarichi o opportunità: significa soprattutto condivisione di un progetto, lavoro quotidiano, lealtà e rispetto delle regole comuni. Quando questi presupposti vengono meno, è inevitabile che si determinino conseguenze politiche chiare.
La Lega non è un contenitore personale né uno strumento da utilizzare a seconda delle convenienze del momento. È una comunità politica fondata su valori, identità e impegno collettivo. Chi sceglie di percorrere altre strade compie una decisione legittima, ma se ne assume fino in fondo la responsabilità, senza ambiguità e senza trascinare il partito in dinamiche che non gli appartengono.
La Lega è da sempre una forza plurale, capace di accogliere sensibilità diverse. Tuttavia, il pluralismo ha senso solo se resta dentro un progetto condiviso e si traduce in confronto leale. Quando invece le differenze diventano rottura, polemica continua o costruzione di percorsi alternativi, è corretto e necessario prenderne atto con chiarezza.
La forza della Lega non è mai dipesa dai singoli, ma dalla sua comunità: dai militanti, dagli amministratori locali, dai dirigenti e da chi, lontano dai riflettori, lavora ogni giorno per il territorio. Le persone passano, le idee restano. Ed è su queste che la Lega continua il proprio cammino.
L'attenzione della Lega a Crema e in tutta la provincia resta concentrata esclusivamente sui temi concreti e sulle priorità dei cittadini: sicurezza, lavoro, sanità, servizi e sostegno alle famiglie. Nei prossimi mesi saranno promossi momenti di confronto pubblico coerenti con questi obiettivi e con l'identità del nostro movimento.
Andrea Bergamaschini
Commissario Lega – Sezione di Crema
Tiziano Filipponi
Segretario provinciale Lega – Provinciale di Crema
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