Procedura di crisi di Centropadane Engineering avviata “ di nascosto”. Il Centrodestra chiede chiarezza immediata
Nuovo capitolo nella travagliata storia della partecipata provinciale Centropadane Engineering, entrata in crisi nel 2024. Il gruppo consiliare Centrodestra per Cremona ha presentato un’interrogazione al Presidente Mariani per fare piena luce sulla situazione della società a seguito della scoperta - da parte dei consiglieri di Lega e Forza Italia - dell’avvio di una procedura di regolazione della crisi presso il Tribunale di Cremona.
«Abbiamo appreso con sorpresa e fuori dai canali ufficiali della Provincia – dichiarano i consiglieri – che la società ha depositato ricorso ai sensi degli articoli 40 e 44 del Codice della Crisi d’Impresa e che, con decreto del 19 gennaio 2026, il Tribunale ha ammesso Centropadane Engineering alla procedura, nominando un Commissario Giudiziale e concedendo 60 giorni per la predisposizione di una proposta di concordato preventivo con piano di risanamento».
Una notizia di assoluta rilevanza, soprattutto alla luce del fatto che il Consiglio provinciale era stato chiamato ad approvare una variazione di bilancio volta alla ricapitalizzazione della società a fine novembre 2025. Operazione che si renderà necessaria per la continuità aziendale alla chiusura del prossimo bilancio, qualora dovesse confermarsi in perdita.
«Riteniamo questo aspetto particolarmente grave – sottolinea il Centrodestra – perché al Consiglio Provinciale è affidato un compito di controllo sulle società partecipate e sempre ad esso compete la decisione di interventi straordinari come la ricapitalizzazione. Non è accettabile che non ci venga comunicato per via ufficiale un fatto di simile rilevanza e che siamo noi consiglieri a dover investigare con i nostri mezzi».
Secondo i consiglieri, l’iscrizione della procedura presso il Tribunale lascia presumere una situazione economico-finanziaria decisamente critica, unitamente al deterioramento dei rapporti con i creditori, con il rischio concreto che, in assenza di una ristrutturazione efficace del debito, si possa arrivare alla liquidazione della società, con conseguenze patrimoniali per i soci pubblici e soprattutto il licenziamento di tutti i lavoratori.
Con l’interrogazione presentata, il gruppo chiede al Presidente della Provincia di Cremona una risposta scritta e dettagliata su alcuni punti essenziali:
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le ragioni percui l’accordo con i creditori, annunciato in sede d ipresentazione dei “pianidi rilancio”, non si sia concretizzato;
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il risultato del pre-consuntivo dell’esercizio 2025;
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le decisioni assunte dal Comitato di Indirizzo e Controllo e dall’Amministratore unico per superare la fase di crisi;
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l’attuale assetto del personale e la sorte delle procedure di licenziamento di quattro lavoratori.
«Il nostro interesse per le sorti della società e delle persone, nonché la lucidità della nostra analisi è dimostrata dai numerosi atti e interventi che abbiamo prodotto in merito alla vicenda e dai successivi sviluppi che ci hanno dato ragione. Pertanto ribadiamo la nostra richiesta di maggiore trasparenza, rispetto del ruolo del Consiglio Provinciale, maggiore presenza e prontezza dell’amministrazione provinciale e soprattutto un generale principio di attenzione per i lavoratori».
Filippo Raglio, Valeria Patelli, Gianni Rossoni
leggi l'interrogazione presentata dal centrodestra
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