Caldo e afa non mollano ma arrivano i primi temporali. Temperature sopra la media fino a Ferragosto. Ma per combattere il caldo serve ripensare gli spazi cittadini e fermare la cementificazione
Città rovente, temperature che sfiorano e sforano i 40°, notti tropicali e afa che non molla: non è una novità, ma la cronaca delle ultime due settimane, caratterizzate da un caldo che non da tregua nè di giorno nè di notte, soprattutto nelle aree urbane, dove il cemento e l'asfalto di giorno assorbono e riflettono il calore e di notte lo rilasciano mantenendo l'aria calda oltre misura. Condizione che fa salire il numero degli accessi al Pronto Soccorso cittadino, che registrano numeri che vanno da una media di 150 a picchi di 200 pazienti, soprattutto anziani e fragili, in linea con i dati registrati durante le ondate di calore (in periodi meno "caldi" la media si assesta sui 100-120 accessi).
I dati parlano chiaro, anche ieri a Spinadesco la colonnina alle 17.00 ha toccato i 41° mentre l'altra centralina Arpa di rilevamento a Gerre Borghi si è fermata a "soli" 37° nell'ora più calda del giorno, alle 14.40. E di notte non è andata meglio, visto che le temperature minime non sono mai scese sotto i 26 gradi. E per i prossimi giorni, salvo la possibilità di temporali anche intensi sulle aree del nord e della Pianura Padana, le temperature resteranno elevate, almeno fino a Ferragosto, secondo quanto riportato da tempoitalia.it.
Questa ondata di calore dunque, la quarta di questa estate, perdurerà ancora per qualche giorno e impone anche una riflessione profonda sulle nostre città e aree urbane dove solitamente il caldo diventa ancora più insopportabile e la percezione della temperatura sale a livelli intollerabili. Ne ha recentemente parlato in un'intervista al Corriere della Sera anche l'architetto Mario Cucinella, che a Cremona è legato per il progetto del nuovo ospedale e che all'inizio degli anni 2000 ha realizzato la ristrutturazione della Casa di Bianco in piazza Stradivari.
Cucinella ha valutato le possibili cause di queste isole di calore cittadine, imputabili alla massiccia cementificazione delle aree, con l'asfalto che assorbe il calore durante il giorno e di notte lo rilascia in maniera nettamente superiore a quanto avviene sulle aree verdi ma anche sui mattoni in cotto; inoltre la fitta presenza di condizionatori accesi h24 di fatto rilascia aria calda all'esterno per scambiare calore e raffrescare gli interni. E quando si parla di impianti di condizionamento e refrigerazione, non vanno dimenticati gli impianti industriali, dei centri commerciali. Poi ci sono auto e bus che fanno la loro parte in questo processo di riscaldamento.
Insomma, le città andrebbero ripensate, a partire dalla base, intendendo per base proprio la pavimentazione: la parola d'ordine è depavimentare, ossia rimuovere l'asfalto scuro e non drenante, che assorbe calore e sostituirlo con pavimentazioni più chiare e drenanti. O per lo meno, fermare la cementificazione di ampie aree e preferire boschi urbani, in grado di mantenere le temperature più basse ed allo stesso tempo assorbire parte della CO2 in eccesso.
Guardando all'estero, alla Spagna e alla Francia, le soluzioni arrivano da tende di copertura sopra le strade più assolate per ridurre l'irraggiamento e mantenere la temperatura più accettabile. Insomma, mentre si continua a guardare la colonnina che sale inesorabile, le soluzioni per mitigare le temperature e l'impatto dell'afa e del caldo ci sono, ma prevedono un ripensamento delle città a cui siamo abituati e che sempre di più, in estate, somigliano ad un forno da cui si cerca di scappare prima possibile.
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commenti
stefano ETN
7 agosto 2026 12:56
Cinque anni fa si è liberata l'area ex-SNUM in via Giordano, una zona, mi sembra, gravata di non poche situazioni problematiche. Anzichè approfittarne per realizzare un parco (con alberi, erba, giochi per bambini, niente asfalto, spazi ampi, niente condizionatori di centri commerciali, ecc.) si è costruito l'ennesimo supermercato con relativo parcheggio. Che senso ha prospettare soluzioni megagalattiche quando non si vede mai realizzare il 'facile'...il 'sensato'...il 'normale'?
Marzio
7 agosto 2026 13:38
....mi permetto di aggiungere due righe a quanto detto dal signor Stefano con il quale sono d'accordo in toto....
A parte via del Giordano dove quel gigantesco cubo di cemento armato ci sta come le verze a merenda, parliamo dell'ultimo miope progetto lanciato dai nostri eccellenti preposti che hanno previsto la nascita dell'ulteriore supermercato che sicuramente alzerà l'asticella della loro boria. Aggiungerei anche il problema della piantumazione (con tanti bei soldini che arriveranno) che rilanceranno il nostro centro con orde di turisti che si accalcheranno per guardare la meraviglia del creato. Domanda: ma le piante che ad ogni temporale cadono come foglie siamo sicuri che siano sempre state curate, sfrondate come si deve? Credo proprio di no.
Giancarlo
7 agosto 2026 14:38
Concordo, ci vogliono più parchi, naturalmente devono essere curati e ben tenuti, affinché tutti i cittadini e le famiglie con bambini possano godere il fresco in tranquillità.
Purtroppo i parchi cittadini sono spesso "occupati " da male intenzionati ed oggetto di frequenti risse.