7 agosto 2026

Capitozzando e svuotando bottiglie (plurale) con Francesco Guccini cun nà fèta dè salàm che accompagni il vino nel suo breve viaggio verso sud, affinché non avvenga in tanta e desolante solitudine

Mi chiedono se ho conosciuto Guccini? Sì, ja, oui, da, yes.
Perché? Perché conoscendo Mariangela Signorini (e non solo Angela) da una vita è stato logico.
Mariangela Signorini? Un ruolo da nulla, nella sua vita, se interessandosi di maieutica, con i procedimenti consoni, hanno fatto una figlia. Teresa.
Se poi la bottega di suo padre era difronte alla mia, in C.so Matteotti a Cremona (e Guccini era in città) era un attimo che attraversasse la strada tutto vestito a nuovo dal Centro Moda (la bottega di Bruno Signorini, babbo di Mariangela, nonno di Teresa, detto da me Br1, detto Tripòon per via dell'epa* che gli permetteva d'arrivare in anticipo agli appuntamenti).
 
*epa: scrivesi epa, pronunciasi pancia, infatti aveva la pancia pronunciata.
 
A ciò si aggiunga che la casa di Mariangela distava 50 m dalla primigenia sede dell'Umbrelèer a Cicognolo, dove io da stanziale similcircamenoquasilmente residente e tirocinante di tiro al bicchiere, cintura nera di pinot nero, campione olimpionico di sollevamento calici da brindisi*, frequentavo il maestrone, incallito fumatore**, briscolista professionista, tiratardi da competizione, petroniano, ghirlandinesco e appenninicotoscoemilianissimo Francesco Guccini, allorquando calato in pianura, causa morosa, abbisognava di quel conforto autoprescrivibile e non mutuabile che si asconde, ben ascosto, in fiale vitree con opercolo sugherato, di cui Diego de l'Umbrelèer dè Sigugnòl era portatore sano.
 
*Brindisi: città piena di salute! Ma anche di cin cin, prosit et similia
**fumatore: individuo dalle grandi aspirazioni. Dicono che a smettere di fumare, ci si senta meglio. Balle: quando Giovanna d'Arco smise di fumare non si sentì affatto meglio. 
E lo dico io che, da fotografo, di messa a fuoco, ne so qualcosa.
 
Quando Guccini era all'osteria il posacenere era la vasca da bagno e bisognava vuotarla a metà serata (dato che finiva verso le 4/5, fate vobis nello stabilirne la metà; per me la metà serata è presto fatta: ser/ata) le bottiglie, rassegnate alla loro fine, erano in fila per 3 col resto di 2 e le carte da briscola giravano più in fretta delle lancette dell'orologio.
Terminata la trilogia tabagisticabacchicaludica, v'era l'asciolvere al quale ero addetto. Ricordo un risotto alla pilota coronato da successo ed altro rigorosamente colesterolizzante, ma parecchio, tipo èl sàlàm, molto apprezzato. L'affettato veniva portato con affetto. E diamocene un taglio per far rima con salame all'aglio.
 
A Guccini evitare qualsiasi cosa che pur lontanamente ricordi la castagna: anni di appennino e di monocibarie fagaceae han prodotto questo risultato.
Parlava, con me, del nonno mugnaio di cui portava il nome, di come nella dimora avita, il mulino di Pavana, si preoccupasse che le castagne da molire fossero ben asciutte, altrimenti avrebbero patinato le macine, caramellizzando la polpa che non si sarebbe sfarinata e con questo giubilando i bimbi che si trovavano a gratis una cialda caramellata da mangiare, mentre il nonno skankerava nel riscalpellare le macine per farle tornare in auge.
 
Durante la bisboccia (vedi foto con me tanti chili fa, c'è anche Diego e anche Guccini) era facile che si cantasse, non canzoni sue, ma quelle da osteria, spassosissime, goliardiche, da sganasciarsi: canzoni vietate ai minori e agli astemi. 
Tra queste La Flèvia, canzone pertinente una bulugnèisa doc, anch'ella, devota a S. Petronio e alle prerogative dell'urbe e come Diego, dalle grandi aspirazioni, ma queste finalizzate al prossimo e non disgiunte dalla giusta mercede. 
 
Il commercio in oggetto di cui la canzone tratta, afferisce al mercimonio di un grazioso bivalve dal sorriso verticale ed assevera che il latino non è una lingua morta allorquando lo si usa in postura eretta. 
Latino che è ancora sulla bocca di tutti e a Bologna -questa la nomea- di tutte. 
Bologna la dotta, ateneo di studenti da mezzo mondo che sanno capirsi pur con lingue diverse, del resto il bacio è fondamentale per la conoscenza delle lingue.
 
Non me la cavo con questi sesti gradi dialettici a riportare l'eloquio di Guccini nel rispondere a domande sui colleghi canterini che abilmente glissava, celiando sui loro gusti orizzontali con una sagacia tale -apertis verbis et ore rotundo- da non permettermi di riportarne alcunché.
Fatevi un paio di risate sulla fiducia. 
 
Non era il Guccini cantante, ma il compagno di bisbocce che divertiva divertendosi, si beava del gozzoviglio, del trovarsi inter pocula, era un affabulatore che faceva un tot di racconti al litro, un tiratardi cronico (sarebbe una battuta) di quelli che non andrebbero mai a letto ma non si alzerebbero mai dal letto.
 
Per questo era spatentato, ma sapeva ripagare il suo scarrozzatore con monete più preziose delle palanche. Teneva talmente in considerazione i suoi musici, che abitualmente il guiderdone spettantegli dell'ultima tappa (femminile, al maschile, l'ultimo era sempre il prossimo) dei suoi tour, lo lasciava ai suoi suonatori suonati.
 
Un anno si esibì alla palestra Spettacolo della Postumia road ed il tour proseguì dapprima al Bissone e dappoi alla Taverna, osterie gloriose, soprattutto la seconda da non confondersi con la Seconda nella quale capeggiava l'epigrafe "I ustéer i sà mai sà fàa, se schisàa l'üa o fàa èl véen"
Approfittava sempre, esagerando oltremodo, ma cosa dico oltremodo, olquattromodo, per combattere l'arsura e spegnerla, vino rosso in dosi da autobotti. Chi gli avrebbe mai ritirato la patente di guida?
Al massimo, col giusto ritardo, quella di vita.
Lilluccio Bartoli


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commenti


Lilluccio

7 agosto 2026 14:16

Daghè n'uciàada a questo video, vedi il Bartolink qui in fondo e immaginalo raccontato da Guccini in avanti coi litri. Tratta di un fattaccio di cronaca tramandato oralmente, avverbio assai in uso tra i felsinei e soprattutto le felsinee.

"La Flevia" https://share.google/OAWN7EtqsIs3yqrs9

Qui ti viene spiegato qualcosa, io da attempato neonato ne ho capito qualcosa.

LA FLÈVIA (copio& incollo)

Al fatâz di Żardén Margarétta, noto anche come La Flèvia, è una celebre e goliardica zirudèla (poesia satirica e popolare) in dialetto bolognese. Scritto a metà degli anni '20 e attribuito al giornalista Cesare Pezzoli, il componimento ha un contenuto fortemente licenzioso e satirico.Origine e StoriaIl fatto reale: Il testo trae spunto da un episodio di cronaca nera e scandalistica realmente avvenuto a Bologna nel luglio del 1924, riguardante una denuncia per atti osceni e un presunto tentato abuso ai Giardini Margherita ai danni di una donna di nome Flavia Saguatti.La diffusione clandestina: Considerato un classico della comicità impudica bolognese, il testo non fu mai firmato ufficialmente dall'autore in vita. Circolò per decenni in modo semiclandestino su fogli di carta velina o copiati con la carta carbone, tramandato oralmente di generazione in generazione nelle osterie della città.Reperibilità del TestoA causa del linguaggio esplicito e fortemente osceno, il testo integrale originale non viene comunemente pubblicato sulle piattaforme online aperte.È stato tuttavia raccolto in pubblicazioni a stampa locali e curate, come l'edizione illustrata con CD audio curata dagli Anonimi Petroniani del terzo millennio (Al fatâz di Żardén Margarétta (La Flèvia), edito storicamente anche con la cura di Francesco Guccini e Gianni Menarini).Viene periodicamente proposto in serate di lettura e recitazione teatrale dialettal (spesso vietate ai minori) da cultori della tradizione bolognese come Roberto Serra o attori locali.

Jim Graziano Maglia

7 agosto 2026 15:56

Dalle belle foto oggi in Cremona sera e articolo annesso, forse ho...capito a distanza di anni e solo ora seppur in questa particolare e triste situazione, perché Guccini frequentava Cicognolo...Non tanto per la nota morosa locale ma perché il fotografo dalla nascita Lilluccio Bartoli, ma ancora più cuoco rinomato che garantiva(con altri amici),al cantautore emiliano,ottima cucina cremonese (per lo piu')ed altrettanto vino tra canti e musica all' insegna della coinvolgente convivialità e reciproca stima, che tra l'altro ha da sempre contraddistinto la locale conosciuta nonché apprezzata (ormai da decenni), Ustéria dell' Umbrélèèr.....Ecco pertanto che con il tuo tipico 'cipiglio bartoliano' ,hai ricordatopasso al tuo..,) i bei tempi del bravo Guccini(..e tanto altro) a Cicognolo, le serate interminabili,con l'alba già arrivata,tra sigarette e vino a "rúút"..e pure canzoni Grazie sempre illustre Lilluccio e grazie Cremonasera sempre , presente nel narrare e raccontare la nostra bella Città in situazioni,fatti e cronache, sempre uniche ed originali.🥂🥂🎼✌️🎸

Lilluccio

8 agosto 2026 20:26

Mi sono arrivati questi commenti, li copio, li incollo, li infliggo...
*Geniale
Come guccini
Potevi scrivergli i testi anche tu
*Mi hai fatto sorridere e anche ridere😆👍
*Giochi di parole e allusioni: anche tu, come Guccini, sei il 'maestrone'. Alle Lillusioni, quando espliciti il latino dell'oral et labora, per un maggior comprendonio, puoi espuntare questo concetto e ricollocarlo nel pezzo... Trattasi di una sorta di prelievo, per il quale oltre al P.I.N. serve digitare un codice di tre lettere davanti.
*Quando la fantasia va al potere fa emergere tutta una dimensione di raffinata ilarità e in sostanza la salute dello spirito che viene sostenuta dalla fantasia, dalla competenza e da una raffinata mentalità. E anche durante la bisboccia il lirismo culturale anziché essere danneggiato aiuta la creatività e la fantasia.
Guccini rimarrà sempre nel ricordo di coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo direttamente! Bravo!!!👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏
*Ho conosciuto anch'io la moglie di Guccini una sera mentre passeggiava con amici sulla strada che costeggia il Po quando gestivo l'Acquario di Motta. Ho un ottimo ricordo di quel momento.
*Da Tripoon...ho comprato un paltò...con mia nonna Ester...Guccini aveva il suo modo molto spontaneo di comunicare...era passato qualche volte dal mio bar....ma non ricordo se aveva bevuto il Manech...indubbiamente un bel poeta!!!
*Bella.... più successo di sentirlo, da allora?...
*Letto ! Certo che quelli del giornale sono bravi a lasciarti pubblicare le tue storie “eccentriche” 🤣🤣. Un bel ricordo …dispiace che se ne sia andato 😘😘
*Commento… ti invidio per aver conosciuto personalmente il mio mito musicale (e non solo). Conosco tutte le sue canzoni e ho letto tutti i suoi libri
*Articolo bellissimo!!! Grazie infinite
*Ben vengano le tue fesserie...Sono bei ricordi...grazie! Sei bravissimo!!
*Bravo. Come sempre hai fatto rivivere alla grande ricordi ed emozioni
*Grande bellissima
*grazie del post si Guccini..chissà se Mariangela gradirà
*Ho letto tt..me lo ricordo nel tuo negozio..seduto di fronte alla tua reception "...devo mandare un pensiero a Mariangela
*L'ho apprezzato. Eppure sono astemio.
*Bartoli con i baffi?
*Guccini è un uomo che ho amato, prima di considerarlo un grande musicista. Resistenza e resilienza per quelli che restano o restiamo!
*Ma che bello!😍
*Penso che sarebbe felice del tuo bel ricordo, anzi lo avrà già letto dall'alto di una nuvoletta vagante tra i tanti bei aneddoti👏
Non cambiare mai Bart.
*Direi una descrizione vera, senza quel senso di patinato che si usa per descrivere i personaggi famosi come se fossero santini da appendere al cruscotto.
Ma nella fantasia ho un’immagine sua i cantautori son tutti giovani e belli