5 novembre 2026

4 novembre. Ricordo, commozione e gratitudine nella cerimonia di Rivarolo del Re

Una cerimonia sentita, partecipata ed intensa quella che si è tenuta a Rivarolo del re in occasione della Festa dell’Unità nazionale e delle Forze Armate. Presenti, oltre a non pochi cittadini, le autorità civili, militari e religiose del territorio. “Ricordiamo il sacrificio di generazioni di giovani italiani – ha detto il sindaco Luca Zanichelli - che, oltre un secolo fa, hanno dato la vita affinché noi oggi potessimo vivere in una nazione libera, unita e pacifica. A tutti i Caduti di ieri e a chi oggi serve lo Stato va il nostro deferente e grato omaggio. Desidero ricordare la tragedia dello scorso 29 ottobre che ha visto la perdita di 4 soldati dell’esercito Italiano durante l’operazione di pace in Bosnia. Tuttavia, celebrare la memoria senza legarla al presente rischia di renderla un esercizio retorico. E il tempo che stiamo vivendo non ci permette retorica. Guardiamo al mondo che ci circonda in questo 2026. Un panorama globale segnato da instabilità, da conflitti alle porte dell'Europa e nel Medio Oriente, da tensioni internazionali che mettono a dura prova l'equilibrio della convivenza civile internazionale. Oltre alle molteplici situazioni di protesta generale Nazionali che poi si trasformano in disordine, violenza, guerriglia”. Per Zamichelli “La pace, la democrazia e la sicurezza nazionale — che per decenni abbiamo considerato conquiste scontate — rivelano oggi tutta la loro fragilità. In questo scenario, il significato del 4 Novembre si rinnova profondo: La Pace non è assenza di sforzo, ma presidio quotidiano. Le nostre Forze Armate non sono strumento di offesa, ma baluardo di difesa della nostra libertà, della legalità e garanti di sicurezza sia nelle missioni di pace internazionali, sia sul territorio nazionale con un lavoro capillare quotidianamente. L’Unità Nazionale come coesione sociale – ha aggiunto - parlare di Unità oggi non significa solo ricordare i confini geografici, ma difendere i confini sociali della nostra comunità: il contrasto alle disuguaglianze, la tenuta della democrazia, il rispetto delle istituzioni e il senso di appartenenza a una Patria comune. La capacità di saper coniugare lo sviluppo economico con una indifferibile giustizia ed equità sociale. Il ruolo dei Comuni e dei Cittadini. L’Unità d’Italia si costruisce ogni giorno nei territori, nella capacità di fare comunità, di accogliere, di cooperare nei momenti di difficoltà. Nessun Paese può dirsi forte all'esterno se al suo interno perde la coesione e il dialogo. Sono convinto che non può esistere libertà senza una effettiva liberazione dell’uomo dalle numerose schiavitù – l’ignoranza, lo sfruttamento, l’emarginazione, la non adeguata gratificazione economica lavorativa, l’impossibilità di realizzarsi– che lo opprimono e che ne mortificano la dignità e l’immagine divina. Non può esistere liberazione sociale se questa non riesce a tradursi in una effettiva e piena cittadinanza dell’uomo, di ogni uomo, all’interno di solide istituzioni democratiche che regolano l’intera società fra le quali la più importante: la famiglia. I giovani – ha sottolineato il sindaco - devono capire che La libertà di cui godiamo oggi è stata pagata a caro prezzo e la sua tutela è affidata alle loro mani.  Essere cittadini consapevoli significa ripudiare la violenza, scegliere il dialogo, prendersi cura del bene comune e rifiutare l'indifferenza. E’ necessaria, senza alcun dubbio, una risposta credibile, seria e solida alla superficialità e al pressa pochismo della politica contemporanea. Anche perché, proprio di fronte al deserto che caratterizza lo scenario politico, riscoprire le culture politiche, democratiche, riformiste e costituzionali diventa non solo utile ed indispensabile ma, forse, è anche un dovere morale per chi vuole contribuire a lavorare per il” bene comune”. Infine il sindaco ha tenuto a ringraziare  il Maggiore Giuseppe Fiore Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Casalmaggiore;  il Maresciallo Stefano Rossolini Comandante della Stazione dei Carabinieri di Rivarolo del Re e il Brigadiere Denis Bidini della Stazione di Rivarolo del Re ma anche le rappresentanze degli Alpini, delle Crocerossine, della Croce Rossa, dell’associazione dei Carabinieri in Congedo, della Protezione Civile Le Aquile e di tutte le Associazioni di Volontariato; don Luigi e don Guglielmo e tutti i partecipanti.  “In questo 4 Novembre 2026 – ha concluso - rinnoviamo il nostro impegno: custodiamo la memoria, difendiamo la pace con azioni concrete di rispetto quotidiano e continuiamo a costruire, insieme, il futuro della nostra comunità e dell'Italia intera”.

Eremita del Po

Paolo Panni


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti