Alla Cattolica "Il falso nell'arte". Il tema del falso in liuteria
Si è tenuta nell’Aula Magna dell’Università Cattolica la Tavola rotonda “Il falso in arte” in collaborazione con la Facoltà di Economia e Giurisprudenza dell’Ateneo, l’Ordine degli Avvocati di Cremona e l’Academia Cremonensis.
Tema centrale è stato il diritto sul falso in arte che in Italia regola la creazione, la commercializzazione e l’attribuzione non veritiera di opere d’arte o di beni di interesse storico e archeologico, teso a proteggere sia la fede pubblica sia il mercato.
Tra i relatori l’avv. Alessio Romanelli, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Cremona, il prof. Ivan Demuro (Università Cattolica del Sacro Cuore) il prof. Roberto Calvo (Università della Valle d’Aosta), la prof.ssa Dominique Feola e il prof. Geo Magri (Università degli studi dell’Insubria), l’avv. Alessia Panella (Foro di Rovigo), il prof. Fabio Perrone (Academia Cremonensis) e l’avv. Maria Paola Pinna (Foro di Bologna). Sono stati approfonditi sia il quadro normativo Penale con l’art. 518-quaterdecies (contraffazione, alterazione e riproduzione di un’opera d’arte con dolo specifico, ovvero per fine di profitto), sia il Codice dei beni culturali (artt. 178 e 179) con particolare attenzione alla falsificazione e al commercio illecito di opere d’arte, con esenzioni specifiche per le opere dichiarate espressamente non autentiche all’atto della vendita, sia aspetti Civili e di tutela dell’Identità richiamando anche recenti sentenze come la n. 15821/2026 della Cassazione che ha chiarito che la tutela dal falso non serve solo a difendere l’acquirente dalla frode, ma serve anche a proteggere l’identità artistica e la reputazione sociale del maestro che ha realizzato l’opera, impedendo che il suo nome sia associato a lavori estranei alla sua produzione. È stato altresì richiamato il fatto che nella compravendita d’arte, l’attestazione di un gallerista o di un mercante ha un valore contrattuale ma che, in caso di controversia sull’autenticità dell’opera, l’ultima parola spetta al giudice, il quale stabilisce la verità processuale dell’opera.
Sono stati toccati anche i temi legati al valore dell’originale e alla netta separazione esistente tra la copia a scopo di studio o didattico (lecita e storicamente diffusa nelle botteghe) e il falso ideato per truffare e ritrarre maggior profitto dalla vendita. Nella disamina è rientrata anche la liuteria cremonese ove il fenomeno del falso è stato analizzato attraverso casi storici: dalla richiesta di risarcimento avanzata dal violinista Tomaso-Antonio Vitali che nel 1685 scoprì che il violino vendutogli non era un autentico Nicolò Amati pagato 12 doppi (moneta d’oro estense) ma un violino di minor valore di Francesco Ruggieri valutato in 3 doppi, alle falsificazioni e manomissioni dei cartigli di numerosi strumenti musicali operate dai figli di Antonio Stradivari Francesco (1671-1743), Omobono (1679-1742) e Paolo (1708-1775) e proseguite nel tempo anche da Giovanni Battista Guadagnini (1711-1786) per una più remunerativa commercializzazione dei beni. Inevitabile un ricordo dell’azione di Giovanni Iviglia (1899–1975), studioso di liuteria antica e Segretario Generale della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera a Zurigo che istituì un Ufficio camerale di Consulenza Liutistica per tutelare il patrimonio e la reputazione della liuteria italiana dall’intenso traffico dei “falsi”, ovvero violini di scarso valore che venivano “italianizzati” tramite la sostituzione di etichette e l’invecchiamento artificiale per essere venduti a prezzi astronomici come pezzi autentici di Antonio Stradivari o di Giuseppe Guarneri del Gesù.
La falsificazione in liuteria, anche alla luce di recenti sentenze, oggi tocca non solo il settore mercantile e produttivo ma anche la materia dell’antiriciclaggio: da parte dell’Agenzia delle Entrate sono stati recentemente accertati casi in cui alcuni violini “falsi” dichiarati di pregio sono stati utilizzati per giustificare transazioni “opache” con trasferimento di rilevanti somme di denaro accreditate dall’estero su conti correnti bancari italiani. Sono stati esposti durante i lavori della Tavola rotonda anche alcuni falsi d’autore realizzati con perizia e passione dall’avv. Antonio Maestrini di Cremona, tutti accompagnati da una chiara ed esplicita dichiarazione di non autenticità.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
commenti