“Almis precibus adiuti”: il 12 novembre in Cattedrale concerto della Cappella musicale San Francesco da Paola con musiche dell’Ufficio di sant’Omobono
Nella serata di giovedì 12 novembre, alla vigilia della festa patronale di sant’Omobono, la Cappella musicale San Francesco da Paola di Reggio Emilia sarà protagonista nella Cattedrale di Cremona del concerto “Almis precibus adiuti”, con musiche gregoriane dell’Ufficio di sant’Omobono. Partiture conservate in un prezioso codice miniato del XV secolo (il Codex XI), un antifonario conservato nell’Archivio storico diocesano e che nel 2025 era stato eccezionalmente esposto al Museo diocesano di Cremona proprio valorizzando la figura del Patrono.
L’appuntamento del 12 novembre è per le ore 20.45 con l’esecuzione che sarà preceduta dall’intervento del rettore della Cattedrale, mons. Gianluca Gaiardi, che introdurrà i presenti all’ascolto.
Seguirà quindi l’interpretazione da parte della Cappella musicale San Francesco da Paola, sotto la direzione dalla musicologa e bibliotecaria Silvia Perucchetti, formatasi in pianoforte e laureatasi all’Università di Pavia-Cremona, specializzata nello studio della polifonia sacra del ‘500 e nella catalogazione libraria di fondi antichi, manoscritti, musicali, cartografici e audiovisivi.
Il coro della Cappella musicale San Francesco da Paola, fondato nel 1995 a Reggio Emilia dall’organista Renato Negri, è composto da musicisti, appassionati e musicologi e si rivolge al Rinascimento; dal 2006 è impegnato in un progetto di trascrizione ed esecuzione di polifonie inedite di autori reggiani ed emiliani del ‘500-’600.
Il concerto, con schola e coro a voci reali (Erika Passini, Greta Daolio, Caterina Ferrari, Francesco Crovetti e Pietro Magnani), accompagnato al liuto da Aurora Manfredi e all’organo Mascioni dall’organista della Cattedrale di Cremona, Fausto Caporali, offrirà l’occasione per dare nuova vita alla musica di un antico codice, che può oggi tornare a essere fruita e meditata.
Il Codex XI è un prezioso Antiphonarium del XV secolo, manoscritto su membrana, contenente antifone e testi liturgici in notazione musicale gotica su tetragramma. Il codice, composto da 175 carte membranacee e alcune aggiunte cartacee, è suddiviso in Commune Sanctorum, Officium Defunctorum e Proprium Sanctorum. Di particolare rilievo le 13 iniziali miniate, impreziosite da scene sacre, che ne fanno un significativo esempio di miniatura lombarda quattrocentesca. Conservato in ottimo stato, il manoscritto presenta interventi di restauro e integrazioni settecentesche, documentate da una nota manoscritta datata 1715. La legatura posteriore in cuoio con cantonali e borchie completa questa straordinaria testimonianza della liturgia e dell’arte libraria del Rinascimento.
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(www.diocesidicremona.it)
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