17 agosto 2026

Colonie Padane, se il parco è ben tenuto, le piscine e le altre strutture soffrono di mancata manutenzione. Eppure questo è uno dei cuori verdi di Cremona

"Per Ferragosto ho fatto un giro al parco delle Colonie Padane per passare il tempo e sedermi al bar a bere qualcosa di fresco. Purtroppo il bar era tutto chiuso e il resto del parco era desolatamente vuoto e -devo dire- anche piuttosto mal tenuto. Un peccato perchè il posto sarebbe molto interessante, col verde e gli alberi". Così ci racconta una signora cremonese che nei giorni scorsi è tornata in vai del Sale e, dopo aver fatto un giro all'interno del parco, ne è uscita piuttosto amareggiata.

Andiamo allora a farci un giro anche noi. 

Alle 9.00 il cancello è già aperto e ci sono già persone che entrano, chi perfare footing, chi porta a spasso il cane, ma anche famiglie con i bambini piccoli che escono a prendere aria nelle ore più fresche. Il parco si presenta ben tenuto nella parte anteriore, l'erba tagliata di fresco e gli alberi che accolgono le funi e le scale per i percorsi. Cerchiamo il bar per bere un caffè, all'interno dell'edificio centrale, ma non è ancora aperto, forse siamo arrivati troppo presto. Tavoli e sedie sono in ordine, i frigoriferi sono accesi e tutto comunque sembra pronto per l'apertura che, confermano i gestori della Cooperativa Gamma, è assicurata ogni giorno dalle 9.00 alle 19.00 (ad esclusione della chiusura di Ferragosto, motivo per il quale la signora che ci ha contattati non aveva trovato nessuno).

Quello che invece offre uno spettacolo un po' meno piacevole è sul retro della struttura, dove si trovano la piscina, la grande sabbiera e la pista delle bocce. Qui decisamente regna una certa incuria verso le strutture: l'area della piscina è circondata da un telo ormai malmesso mentre l'acqua nella vasca ricorda più uno stagno che un luogo di relax. Il colore è verdastro, sul fondo si vedono abbondanti le alghe ed in alcuni punti addirittura sta crescendo della vegetazione; le foglie cadute restano ad imputridire nell'acqua e lo spettacolo tutto insieme non rende degna dignità alla bellezza della struttura. 

Accanto la grande vasca di sabbia non sta molto meglio, anche qui erbacce e foglie non mancano intorno all'altalena; poco più in là invece il campo da bocce versa nel più totale abbandono. La pista è ormai irriconoscibile ed ha persino perso colore sotto lo strato di foglie e muschio, in molti tratti il rivestimento si è staccato dai bordi; all'interno di uno dei due campi si trova un grosso disco di pietra spezzato, a terra tra le foglie e ormai neppure il cancelletto rimasto aperto invoglia ad usarla.

Insomma, un vero peccato perchè nell'insieme il parco è un'area invitatnte e piacevole, un cuore verde a due passi dal Po e immerso in una zona piacevole, con alberi frondosi di cui godere l'ombra e, per quanto possibile, il refrigerio. Certo, quelle strutture non curate invece sono uno sfregio in questo contesto dove i cremonesi ed anche i turisti (siamo a due passi dall'area camping) si recano volentieri e che potrebbe essere una bella cartolina cremonese, un biglietto da visita che, però, necessità di qualche sforzo in più nella cura.


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commenti


Marzio

17 agosto 2026 17:11

Non è sicuramente una novità il fatto che le Colonie Padane siano ultimamente lasciate all'incuria.
Però abbiamo un Sindaco che si incazza se rubano due fiori in piazza Roma...che strane contraddizioni.....classiche di chi è rosso vestito.....vergogna.

Michele de Crecchio

17 agosto 2026 17:34

Sono vecchio a sufficienza per ricordare, del complesso delle ex Colonie Padane, con una certa nostalgia, la originale recinzione, realizzata con una semplice siepe in sempreverde e disposta in curva verso la via del Sale (per evitare che le piene del Po vi depositassero contro rifiuti di ogni genere). Analogamente rimpiango le divertenti garittine (a misura di bambini) che presidiavano i due ingressi e, ormai dimenticata il loro tragicomico intento "premilitare", agevolavano i giochi dei ragazzi nati nel democratico e pacifista dopoguerra. Con altrettanta nostalgia rimpiango la vecchia locomotiva, il monumentino al Piccio morto suicida in Po e, soprattutto la bella statua di "sirenetta" che, recuperata da un oscuro deposito del civico Museo dal tandem Puerari-Zanoni, faceva graziosa mostra di sé al centro del laghetto a forma di fagiolo che occupava il cortiletto retrostante l'edificio che, simulando un piroscafo navigante contro corrente, viene, credo a ragione, ritenuto da non pochi una delle migliori realizzazioni che, nel ventennio fascista, furono realizzate a Cremona.
Mi chiedo spesso per quale misteriosa ragione al succedersi della varie amministrazioni debba, quasi sempre, corrispondere la distruzione di quasi tutto ciò che, spesso non più compreso nel suo originale valore e positivo intendimento, le precedenti giunte avevano creduto opportuno fare!

Tommaso

17 agosto 2026 18:04

Cremona è abituata così: se il cavaliere paga le cose si fanno, se non paga le cose deperiscono. Questo è uno dei tanti esempi di incuria comunale seguita ad un restauro finanziato dal privato. Per fortuna le marche dei palloni gonfiati sono Nike, Adidas, Puma, Kipsta e non Virgilio perchè sarebbe da prendere a calci!

Valter

18 agosto 2026 08:00

I comuni nelle regioni ordinarie non hanno abbastanza risorse per la manutenzione di certi impianti,è così ovunque,Gl unici che se la possono permettere sono le ragioni a statuto speciale che fanno una cosa semplicissima si tengono I LORO soldi.Questa è l Italia

Anna

18 agosto 2026 12:38

Balle! A Cremona continuano a spendere milioni di euro per rifare piazze con lavori inutili e costosissimi (piazza Roma, piazza Castello, piazza Lodi, Cavo Cerca-non Trova ecc.) anzichè investirli in manutenzioni ordinarie! A buttare via i soldi queste ultime 3 amministrazioni sono state campionesse.
Chi spreca risorse per cose inutili poi non ne ha per le cose utili e per la manutenzione. Facile piangere... fossi il cavaliere, il 28 agosto qualche soddisfazione me la toglierei... a 89 anni si può anche dire ad un Sindaco che è un incapace!