8 giugno 2026

Cremona celebra la memoria dei fratelli Rosselli: donato a Firenze un busto di Mario Coppetti

In occasione dell'89° anniversario del loro assassinio, martedì 9 giugno i fratelli Carlo e Nello Rosselli verranno ricordati alla Fondazione Circolo Fratelli Rosselli di Firenze, la loro città. I due fratelli vennero infatti uccisi il 9 giugno 1937 a Bagnoles de l'Orne dall'organizzazione terroristica di destra francese della Cagoule su mandato dei servizi segreti del governo fascista italiano.

La Fondazione Circolo Rosselli, presieduta dell'ex ministro Valdo Spini, ha infatti organizzato un'iniziativa alle ore 16.30 nella sua sede di via degli Alfani 101R nel corso della quale la figlia dello scultore cremonese Mario Coppetti, Silvia, donerà alla Fondazione un busto in bronzo di Carlo Rosselli, opera del padre, Mario Coppetti (1913-2018) che è stato sostenitore di Giustizia e Libertà e frequentatore di Carlo Rosselli durante l'esilio parigino. 

Alla cerimonia interverrà a nome del Comune di Cremona l'assessore Paolo Carletti che al riguardo dichiara: "E' un onore, anzitutto come socialista, rappresentare il Comune di Cremona al Circolo Rosselli. Quella di Mario Coppetti e dei fratelli Rosselli è una storia di impegno e di dedizione a servizio delle libertà individuali e della giustizia sociale, impegno che di questi tempi sarebbe ancora preziosissimo".

"Siamo grati a Silvia Coppetti per questo dono - dichiara a sua volta Valdo Spini - eall'assessore Paolo Carletti per la sua presenza a nome della sua città. Ricordo che Mario Coppetti aveva forgiato un medaglione dedicato a Carlo Rosselli che gli costò l'assegnazione al domicilio coatto al suo ritorno in Italia".


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commenti


biagio

9 giugno 2026 11:50

La donazione del busto di Carlo Rosselli da parte della figlia di Mario Coppetti alla Fondazione di Firenze non è un semplice atto di memoria istituzionale, ma un potente promemoria storico che ci obbliga a guardare al passato per capire la direzione in cui stiamo andando.

Gli anni Trenta — quelli in cui Carlo e Nello Rosselli operavano e in cui lo stesso Coppetti fu condannato al domicilio coatto — furono anni bui, in cui il pensiero critico veniva sistematicamente soffocato. L’assassinio dei due fratelli nel 1937 non fu un semplice fatto di sangue, ma il tentativo deliberato di eliminare una delle alternative culturali e politiche più lucide al regime. Analizzare a fondo quel periodo significa ricordare come il totalitarismo si sia imposto un passo alla volta: cancellando il dialogo, alimentando la propaganda, costruendo un clima di paura che portò l’Italia alla rovina della guerra, lasciando un morto da piangere in quasi ogni casa.

È proprio tornando a quella storia che oggi si intravedono, purtroppo, analogie preoccupanti. Si ha la dolorosa impressione che la società contemporanea si stia muovendo in una direzione difforme rispetto al sacrificio di chi ci liberò dal nazifascismo; e si torna a respirare un’aria pesante, dove l’odio chiama altro odio e l’intolleranza guadagna terreno.

Magari ci sbagliamo — e ce lo auguriamo — anche perché oggi, a differenza di allora, abbiamo molti più strumenti: media, cultura, e soprattutto tanti giovani sensibili a questi temi, come si è visto anche in occasione del referendum. Se si continua così, prima o poi queste nuove generazioni cominceranno ad alzare le antenne e faranno sentire la propria voce. E, se mi si concede la battuta, speriamo almeno che l’olio di ricino sia biologico. Ma al di là dell’ironia, è fondamentale che non solo i ragazzi, ma anche i media, gli intellettuali e l’intera società civile inizino finalmente a riflettere con serietà su questa deriva.

Ricordare i fratelli Rosselli attraverso l’arte civile di Coppetti significa riaffermare il valore della storia come bussola insostituibile: un monito permanente a vigilare, affinché gli argini della nostra democrazia non cedano di nuovo.

Un saluto,
Biagio