Di nuovo in campo per ripulire il Naviglio civico e la piazzetta del Boschetto: prosegue la saga di Ernesto Martinelli, la sentinella del decoro naturale e urbano
La suoneria del telefono squilla. La notifica proviene da un utente, che ha scelto un sognante Che Guevara come immagine profilo per WhatsApp. Ha inviato una foto, l’ennesima, di rifiuti, abbandonati con un insopportabile mix di disinvoltura e d’inciviltà, alla consueta sbarra d’accesso al Naviglio civico di Cremona, verso Ossalengo. Non serve leggere il nome del mittente per comprendere al volo che si tratta di Ernesto Martinelli - la sentinella di quel luogo - la cui saga, dunque, continua. Il nuovo microsfregio ecologico è avvenuto al solito posto, ideale, specialmente quand’è buio, per accostare in macchina, depositare la qualunque senza il rischio d’essere colti in flagrante e dileguarsi. Stavolta, però, c’è, per così dire, un’aggravante d’altra natura, sebbene, probabilmente, involontaria. Il tutto è stato infatti gettato a poche decine di metri dal tronco, nella cui cavità, nel periodo della ricorrenza della Madonna di Lourdes, qualche devoto ha inserito con cura una statuina della Vergine. Il gesto spiace quindi doppiamente. Ernesto s’è accorto del danno durante il sopralluogo di ieri mattina, allorché ha trovato la sponda ingombra da materiale per il giardinaggio, grosse mensole di legno e dalla struttura metallica di un mobiletto. L’arzillo settantunenne, che ormai ha fatto il callo a simili sorprese, ha subito provveduto a sgomberare l’area, prendendosi la briga di portare almeno la plastica alla discarica. Sugli autori, il Martinelli sbotta lapidario: “Menefreghisti e maleducati! Sono pronto a scommetterci: succederà ancora. Oggi, per esempio, ho raccolto un mucchio di lattine”. La nostra chiacchierata si svolge nella piazzetta di via Boschetto, dove Ernesto ci indica sconsolato un cestone in cemento colmo d’immondizia e di sacchettini colorati annodati, contenenti gli escrementi dei cani del circondario. È posizionato di fianco alla pensilina per l’attesa del bus ed è facile immaginarne gli effluvi mefitici. Il Martinelli ci scherza: “Eau de toilette! – esclama sorridendo - Il ritiro viene effettuato con regolarità, ma non basta e, spesso, ci penso io. Non è roba profumata e non è certo un bel vedere”. Già, il decoro urbano, questo illustre sconosciuto...
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