Ecomafie e reati contro l'ambiente: il rapporto di Legambiente e Osservatorio Ambiente e Legalità martedì 19 a Spazio Comune
Le ecomafie e i reati contro l'ambiente sono una vera e propria piaga. Se ne parlerà martedì 19 maggio, alle ore 21, presso Spazio Comune in piazza Stradivari a Cremona: il circolo Legambiente Vedo Verde e il coordinamento di Libera contro le Mafie di Cremona presenteranno il Rapporto Ecomafia 2025. Ospite della serata sarà Enrico Fontana, giornalista, dirigente nazionale di Legambiente e responsabile dell’Osservatorio Ambiente e Legalità. Coordina l’incontro la giornalista Francesca Morandi.
Il Rapporto Ecomafia di Legambiente, realizzato ogni anno in collaborazione con le forze dell’ordine e le Capitanerie di porto, restituisce il quadro più aggiornato e approfondito della criminalità ambientale in Italia, evidenziandone l’evoluzione e le nuove dinamiche.
L’edizione 2025 conferma un trend in forte crescita. Nel 2024 i reati contro l’ambiente hanno superato la soglia dei 40 mila casi (+14,4% rispetto al 2023): sono 40.590 gli illeciti accertati, con una media di 111 reati al giorno, pari a 4,6 ogni ora. Il fatturato dell’ecomafia continua a espandersi, raggiungendo i 9,3 miliardi di euro. Aumentano anche i delitti ambientali previsti dal Codice penale: 971 quelli contestati nel 2024 (+61,3%), con l’inquinamento ambientale in cima alla lista. Dal giugno 2015, anno di entrata in vigore della legge 68 sugli ecoreati, al dicembre 2024 sono stati accertati 6.979 delitti, con 12.510 persone denunciate, 556 arresti e 1.996 sequestri, per un valore complessivo di 1,155 miliardi di euro.
La Campania si conferma anche nel 2024 la regione con il maggior numero di reati ambientali (6.104), seguita da Puglia (4.146), Sicilia (3.816) e Calabria (3.215). In queste quattro regioni, tradizionalmente segnate dalla presenza mafiosa, si concentra quasi il 43% degli illeciti. Il ciclo del cemento resta il settore più colpito, con 13.621 reati (33,6% del totale), seguito dal ciclo dei rifiuti, in crescita del 19,9%. A seguire: crimini contro gli animali, incendi boschivi e reati contro il patrimonio culturale e archeologico. Numeri record anche per le filiere agroalimentari, con 46.358 illeciti tra penali e amministrativi. La corruzione ambientale, con 88 inchieste monitorate (in aumento rispetto al 2023), rappresenta il collante tra attività illegali e interessi mafiosi. Salgono a 389 i clan dell’ecomafia censiti da Legambiente.
Il rapporto è curato dall’Osservatorio nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente, che opera insieme ai Centri di azione giuridica e agli Osservatori regionali e provinciali, formando la rete nazionale per la legalità dell’associazione. La rete aderisce a Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie.
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