12 maggio 2026

Veronica acrobata della voce in Auditorium, Travolge di musica e teatralità CremonaJazz

Farinelli del Jazz. Acrobata della voce. Ammaliatrice di chi è assettato dí mirabolanti montagne russe vocali che il genere impone. Veronica Swift, ospite tutt’altro che banale di Cremona Jazz, è un po’ tutto questo. Ma non solo. La sua arte è carica di intensità espressiva quando affronta pezzi slow. Fa risuonare quella carica di lirismo che trova radici in un repertorio vicino alla tradizione melodrammatica tutta italica. Gronda, nello stesso tempo, di una carica vitale della cultura musicale d’oltreoceano. Riempie i brani di un portentoso volume. Condisce tutto con una presenza ricolma di teatralità. Che appassiona. Che trascina e coinvolge il pubblico. E lo porta sui sentieri ritmici più impervi della scrittura jazzistica. Fa tutto con una naturalezza, e perché no, con una simpatia straripante. Grazie anche a quei tratti che ricordano, così tanto, la prima Sophie Marceau e quella bellezza semplice ma nello stesso tempo fortemente intrigante.

Al pubblico di Cremona Jazz, regala una performance suggestiva. Fatta di un dialogo serrato ma pure sbarazzino con un trio di musicisti assolutamente mirabolanti: a partire da Holger Marjama al pianoforte. Dolce e discreto, ma non meno fondamentale nella complessiva gestione sonora del Trio. Passando per Rasmus Svensson-Blixt alla batteria. Altro artista che regala emozioni travolgenti nella scelta ritmica. Dotato di una forza quasi tribale messa al servizio di una musicalità comunque raffinata. Per concludere con Jack Tustin al basso. Virtuosissimo dello strumento che domina con tecnica strepitosa. Una vera chicca il suo duetto con la voce di Veronica. Lei impegnata a imitare il sound dello strumento. Lui perfetto imitatore della vocalità della cantante. Un vero mini capolavoro. 

Spettacolo intenso. Attrattivo. Assolutamente in linea con le aspettative che hanno annunciato l’arrivo della Swift nell’ agorà dell’ auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino. Altro tassello dorato in questa nuova edizione della Rassegna jazzistica curata da Roberto Codazzi. 

Quasi inutile ricordarlo: applausi e gradimento top degli amanti del jazz, sotto il Torrazzo.

Servizio Fotografico di Francesco Sessa Ventura

Roberto Fiorentini


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