15 giugno 2026

Galletti, segretario cittadino Pd e Poli, capogruppo, rivendicano con orgoglio la decisione del sindaco di far rimuovere il manifesto "pro vita": era pubblicità lesiva dei diritti civili

Il segretario cittadino del Pd, Roberto Galletti, e il capogruppo in Consiglio comunale, Roberto Poli, rivendicano "con orgoglio" la decisione del sindaco di rimuovere il manifesto "pro vita" nei pressi dell'ospedale. Lo affermano con un proprio comunicato nel quale parlano di un manifesto colpevolizzante e di "pressione morale intollerabile, un atto che rischia di trasformarsi in una "gogna visiva" e in una violenza psicologica deliberata, che fa leva sul senso di colpa e sulla vulnerabilità in un momento già drammatico". Ecco il documento.

"In relazione al dibattito che si  si è aperto in relazione alla rimozione del manifesto "pro vita" nei pressi dell’ospedale il Partito Democratico ritiene  che la posizione e il provvedimento del Sindaco Andrea Virgilio siano stati giusti, responsabili e profondamente rispettosi della dignità delle donne, e rivendichiamo con orgoglio questa decisione.
Non stupisce il clamore ideologico che si è levato da parte delle destre locali che, compattandosi su questi temi, cercano strumentalmente di far passare la vicenda come un attacco alla libertà di opinione o un atto di censura. Vogliamo quindi sgombrare il campo dalle polemiche parlando di fatti e di diritto: il Sindaco non ha compiuto un atto arbitrario, ma ha applicato la normativa vigente, che vieta pubblicità lesive delle libertà individuali e dei diritti civili.
Come ha giustamente ricordato il primo cittadino, nessun manifesto conosce la storia di una donna. Nessun cartellone può sapere quali paure, fragilità, difficoltà economiche, familiari o personali stia vivendo chi si trova ad affrontare una gravidanza difficile o una scelta dolorosa. Collocare un manifesto colpevolizzante ed esplicitamente mirato esattamente di fronte al luogo in cui le donne si recano per esercitare un diritto garantito dallo Stato non è "esprimere un'opinione". È una pressione morale intollerabile, un atto che rischia di trasformarsi in una "gogna visiva" e in una violenza psicologica deliberata, che fa leva sul senso di colpa e sulla vulnerabilità in un momento già drammatico.
La Legge 194 è una legge dello Stato e i presidi pubblici hanno il dovere di applicarla in un ambiente sicuro, protetto, dignitoso e riservato. La legge stessa già prevede percorsi, strumenti, tutele e possibilità diverse per le donne che attraversano questa situazione. Esistono sedi opportune, figure competenti e momenti dedicati in cui si possono offrire informazioni, sostegno, confronto e anche punti di vista differenti. Ma tutto questo ha senso solo se avviene dentro una relazione umana, seria, strutturata e non giudicante.
È proprio la relazione la cosa fondamentale. Un manifesto stradale, lasciato solo, senza nessuno che accompagni davvero una donna, senza qualcuno che ascolti o che aiuti a vedere strade che in quel momento possono sembrare impossibili, non costruisce reale sostegno: semplifica un dramma complesso e rischia solo di far sentire le persone ancora più sole e stigmatizzate.
Sostenere la scelta dell'Amministrazione non significa negare il valore della vita, ma affermare con fermezza che temi così delicati non possono essere affrontati con slogan o provocazioni ideologiche calate dall’alto. Devono essere affrontati con responsabilità, con umanità e con la consapevolezza che il ruolo dello Stato e di un'Amministrazione pubblica è quello di proteggere e garantire i diritti civili, non di giudicare le scelte intime delle persone.
Noi rivendichiamo un'idea diversa di spazio pubblico e di comunità, dove la dignità delle persone viene prima della propaganda. Per questo, quello del Sindaco Virgilio non è solo un atto amministrativo legittimo: è una scelta di civiltà e di coraggio che ha rimesso al centro le persone, la loro libertà e il loro diritto a essere accompagnate con rispetto".

Roberto Galletti Segretario cittadino PD
Roberto Poli Capogruppo PD


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commenti


Pasquino

15 giugno 2026 13:56

Rivendicano ......un autogol clamoroso
Il Pd sempre peggio!!!

Costantino

15 giugno 2026 14:06

Rinnovo il consiglio ai due soggetti di rosso vestiti.....un bel tacer non fu mai scritto....

marco

15 giugno 2026 14:42

Vivete in un mondo virtuale di provocazioni pericolose, gogne visive e violenze psicologiche e dove rivendicate un'idea di comunità che vedete solo voi e che sta trascinando la città nel pozzo senza fondo del nulla se scrivete "un manifesto stradale, lasciato solo, senza nessuno che accompagni davvero una donna, senza qualcuno che ascolti o che aiuti a vedere strade che in quel momento possono sembrare impossibili, non costruisce reale sostegno: semplifica un dramma complesso e rischia solo di far sentire le persone ancora più sole e stigmatizzate
Un applausone e buona vita, siete incredibili.
Domandina: avete consultato psicologi o persone che lavorano con queste tematiche?
Per favore cercate di risolvere i tanti problemi urgenti e reali della città e non fatevi come al solito karakiri, avete vinto per un centinaio di voti la prossima volta perderete per migliaia .

Gianluca

15 giugno 2026 15:12

Le giustificazioni e le prese di posizione del giorno dopo sono ancora più ridicole del gesto del sindaco.

Blek

15 giugno 2026 16:35

Non c'è nulla di tutto questo che dite di negativo nel manifesto . Ne siete orgogliosi di averlo tolto? Il vostro è un orgoglio degenerato. La vostra una lettura puramente ideologica. Non siete affidabili in nulla, se queste sono le vostre premesse logiche.

harry

15 giugno 2026 17:58

Soccorso rosso.
Di nuovo si presenta la trita e ritrita e a volte stucchevole diatriba destra-sinistra, dove, a fasi alterne, si concentra il dibattito manicheo buoni-cattivi o se si preferisce clamore ideologico-silenzio compiacente, quasi che le componenti cittadine, ma anche nazionali, siano rappresentate dalle sole due fazioni.
Non necessariamente una posizione sulla questione deve avere una connotazione politica, direi in questo caso partitica. Ah, scrivi così, allora sei di qua o sei di là,
Giova ricordare che le due fazioni contrapposte hanno goduto, in termini elettorali, di modeste percentuali degli elettori che hanno votato, che, se non ricordo male, per la città si è attestata al 60 % degli aventi diritto.
Dopo la dritta di Biagio che ha puntualmente e correttamente richiamato i dettati legislativi e normativi, i consiglieri l'hanno fatta propria e hanno motivato anche così la scelta del Sindaco.
Peccato che non ve ne sia traccia nella prima esternazione del Sindaco, dove ha motivato diversamente la sua scelta.
Pur non essendo fan delle diverse associazioni che hanno disapprovato la rimozione del tabellone, faccio molta fatica a trovare in quel cartello “una pressione morale intollerabile, un atto che rischia di trasformarsi in una "gogna visiva" e in una violenza psicologica deliberata, che fa leva sul senso di colpa e sulla vulnerabilità in un momento già drammatico.”
Mah!
Così come “non possono essere affrontati con slogan o provocazioni ideologiche calate dall’alto” aggiungo io, dei cieli? Ma non si sta parlando della rimozione del tabellone davanti all'ospedale cittadino?