11 aprile 2026

Gioia e spiritualità con il Nagar Kirtan e migliaia di Sikh in corteo in città. Quindici anni fa si inaugurava il grande tempio di Pessina Cremonese

Nagar Kirtan, il corteo che celebra la primavera dei Sikh ha colorato tutta Cremona portando migliaia di indiani nelle vecchie strade della nostra città. Un appuntamento tradizionale organizzato dal Tempio Sikh di Pessina Cremonese che è partito dopo mezzogiorno dallo Stadio Zini, lungo la via Mantova, poi via CAdore e via del Sale fino al piazzale Azzurri d'Italia. Lungo la strada anche balli, arti marziali e le immancabili scope per pulire l'asfalto, come da tradizione, ed anche l'acqua per il passaggio del libro sacro. E in processione a piedi nudi e con il capo coperto. Poi davanti alle piscine la festa finale con canti, preghiere e il tradizionale pasto.

Il geometra Giorgio Mantovani è stato il progettista del grande tempio Sikh di Pessina Cremonese. Ecco il suo intervento sulla festa e quel progetto.

Il corteo Vaisakhi dei Sikh è ormai un evento che arricchisce il panorama culturale della nostra Città. Troviamo migliaia di Sikh che con i loro colori tingono le vie cittadine e le trasforma in una esplosione di gioia, condivisione e spiritualità e un luogo di incontro tra culture. Ogni anno in primavera Cremona ospita il Corteo Nagar Kirtan, la festa più importante per la comunità Sikh, un evento che lascia a bocca aperta – una marea umana composta da migliaia di fedeli, dai più anziani ai bambini, che sfilano con un ordine impareggiabile, devozione e una gioia contagiosa, lasciando tutto il percorso del corteo completamente pulito. Il corteo Vaisakhi, oltre l’aspetto religioso, è diventato un momento simbolico di integrazione sociale e dimostra una convivenza armonica e il desiderio di condividere i propri valori. Il corteo sarà guidato dai Panj Pyare (i cinque armati), che rappresentano i pilastri della fede Sikh. A seguire, il cuore pulsante dell’evento – il Palki Sahib, il carro riccamente decorato che trasporta il Guru Granth Sahib, il libro sacro dei Sikh. È una invasione pacifica, colorata e profumata che è partita dal parcheggio dello stadio con arrivo al luna park ground (campo), dove verrà consumato il pasto comunitario (Langar) gratuito, offerto non solo ai fedeli, ma a chiunque si trovi a passare, riflettendo i principi Sikh di uguaglianza, solidarietà e servizio disinteressato. 

Questa manifestazione mi porta inevitabilmente a quindici anni fa, era 2011, era una calda mattina di fine agosto - un fazzoletto di terra situata in mezzo alla campagna, nei pressi di Torre de’ Picenardi, ma parte del Comune di Pessina Cremonese, si è trasformato in una piccola India. Uomini con il turbante e la lunga barba, donne in coloratissime tuniche, bambini con i capelli raccolti a crocchia sono affluiti da tutto il Nord Italia per partecipare all’inaugurazione del nuovo Tempio Sikh. Si aspettava l’arrivo di circa tremila sikh – ne arrivarono invece quasi seimila, fra i quali non mancavano molti cittadini cremonesi, venuti per capire chi fossero questi indiani che da anni lavorano nelle aziende agricole, e non solo, della campagna cremonese e lombarda. Grande stupore suscitò tra i presenti quando un elicottero è passato sulla folla lasciando cadere petali di fiori. L’evento fu riportato su tutte i media locali, regionali e internazionale, come “l’International Herald Tribune” che ha dedicato un articolo sui Sikh come “bergamini” e sottolineando, di conseguenza, il loro apporto fondamentale alla produzione del Grana Padano. Il grande interesse suscitato sui media, giornali, televisioni, è scaturito da una mia affermazione che si trattasse del “più grande tempio d’Europa”, per mia conoscenza notizia plausibile e i media l’hanno riportata anche con un po' di sensazionalismo. L’intento del mio progetto era di realizzare un’architettura per il culto e nello stesso tempo un luogo di accoglienza e cultura. I Sikh hanno accolto la proposta ed ancora oggi, dopo 15 anni, lavoriamo in continuità, in amicizia, per raggiungere, passo dopo passo, l’obbiettivo di creare un centro che sia religioso, culturale, ludico e polo crematorio di riferimento regionale per tutti i Sikh. Mi sento piacevolmente soddisfatto di poter ancora dialogare con una comunità, che ha saputo integrarsi nel territorio e nella sua economia, che mi manifesta sempre gratitudine che ricambio.

Servizio fotografico di Francesco Sessa

Giorgio Mantovani


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