20 giugno 2026

La Comunità Energetica Rinnovabile (CER) di Cremona si è presentata alla città

L’accogliente e tecnologica Aula Magna della sede di Cremona del Politecnico di Milano, nel nuovo campus in via Bissolati 34, ha ospitato la presentazione alla città della Comunità Energetica Rinnovabile di Cremona, costituitasi da pochi mesi.

L’incontro è stato organizzato dal CdA della Fondazione Comunità Energetica Rinnovabile di Cremona, in accordo con i 17 soci fondatori, fra i quali ci sono il Comune di Cremona e Cremona Solidale, il Politecnico di Milano, l’Università Cattolica del Sacro Cuore, 6 Parrocchie cittadine ed un nutrito gruppo di Enti del Terzo Settore, cooperative sociali e associazioni.

La nascita della Comunità Energetica rappresenta un’importante novità per Cremona e segna un passo per attuare la transizione energetica nel nostro territorio.

Davanti ad un folto pubblico di cittadini e rappresentanti di istituzioni locali, il Presidente, Francesco Monterosso, nell’introduzione all’incontro, ha precisato che si tratta di un progetto che può coinvolgere tutti: famiglie, enti associativi e religiosi, categorie economiche. Con la CER infatti non si sta solo proponendo un nuovo modello per abbattere i costi energetici e ridurre concretamente le emissioni inquinanti di CO2, ma si attiva un circuito virtuoso capace di generare nuovo valore sociale: condividere l'energia pulita significa fare rete e alimentare un fondo di solidarietà che supporterà chi si trova in situazione di fragilità. 

E’ seguito l'intervento del Sindaco Andrea Virgilio che ha portato il suo saluto e si è soffermato su alcuni punti, rilasciando la seguente dichiarazione: “L’adesione del Comune alla CER Città di Cremona non è un atto formale, ma una scelta politica precisa. Crediamo che la transizione energetica debba essere una grande opportunità per il territorio e che i suoi benefici debbano essere condivisi da cittadini, imprese e realtà sociali. La Comunità Energetica Rinnovabile rappresenta uno strumento concreto per produrre e condividere energia pulita, rafforzare l’autonomia energetica del territorio e generare valore che rimane nella comunità. Il suo significato va oltre gli aspetti tecnici: una CER funziona davvero quando, oltre all’energia, genera collaborazione, partecipazione e inclusione. Per questo il nostro impegno non si esaurisce con l’adesione alla CER. A breve inaugureremo con AEM l’impianto fotovoltaico di via Postumia e stiamo valutando la realizzazione di un nuovo impianto pubblico da un megawatt da mettere a disposizione della Comunità Energetica. Continueremo inoltre a valorizzare le coperture di scuole, impianti sportivi ed edifici pubblici per aumentare la produzione di energia rinnovabile sul territorio.

Questa scelta si inserisce in una strategia più ampia che comprende il nuovo PAESC, la riqualificazione dell’illuminazione pubblica e gli interventi di efficientamento energetico del patrimonio comunale. Azioni diverse ma unite da un obiettivo comune: costruire una Cremona più sostenibile, resiliente e capace di rendere la transizione energetica un’opportunità concreta per tutti.

Ringrazio la Diocesi, che ha promosso questo cammino, e tutte le realtà che ne condividono la responsabilità. Ora dobbiamo far vivere la Comunità, allargarla e renderne visibili i benefici.”

Si è poi entrati nel vivo dei meccanismi operativi: il Prof. Giuseppe Monaco (Università Cattolica) e il Prof. Francesco Casella (Politecnico di Milano), entrambi consiglieri della CER, hanno spiegato  cos'è e come funziona una Comunità Energetica, illustrandone l'impatto sociale e ambientale. I vantaggi economici diretti per la comunità cittadina e per i soci della CER sono stati approfonditi dall’ing. Giuseppe Dasti, coordinatore del progetto CER Diocesi di Cremona. Andrea Cariani, consigliere CER, ha invece illustrato i passaggi pratici per aderire alla Fondazione CER. 

La conclusione dell’incontro ha visto l’intervento di 2 rappresentanti dei soci fondatori, attraverso le riflessioni di Don Paolo Arienti (Vicario Zonale) e Martina Regis (Presidente di ARCI Cremona), a testimonianza di una comunità che può e deve essere vera protagonista della transizione ecologica.

ALCUNE PARTICOLARITA’

  1. Se si diventa soci consumatori o produttori della CER, si mantiene il proprio attuale fornitore di energia e non ci sono modifiche dell’impianto da fare
  2. La bolletta della energia elettrica dei soci CER non subisce riduzioni delle tariffe; si riceve una volta all’anno dalla CER un incentivo economico in base all’energia condivisa con la rete.
  3. In questo momento è particolarmente importante l’ingresso nella CER di produttori, con impianti fotovoltaici entrati in esercizio dopo il 12/12/2025 (data di costituzione della CER)
  4. Produttori e consumatori che sono soci della CER contribuiscono a sostenere l’ambiente attraverso la produzione e condivisione di energia rinnovabile.
  5. Occorre modificare alcune abitudini consolidate di utilizzo di elettrodomestici o simili: poichè l’energia fotovoltaica si produce durante le ore diurne, è più conveniente utilizzare gli elettrodomestici di giorno e non di sera (i costi energetici in fascia F1 stanno diventando i più economici)
  6. L’adesione alla CER è semplice: basta collegarsi al portale www.cercremonaets.it  e presentare la propria manifestazione d’interesse. Il supporto tecnico prenderà in carico la richiesta fornendo ulteriori indicazioni in base al proprio status (produttore, consumatore o prosumer). Per informazioni è attivo l’indirizzo mail info@cercremonaets.it 

Nella foto i relatori: Andrea Cariani (consigliere CER) Andrea Virgilio (Sindaco di Cremona) Francesco Monterosso (Presidente CER), Antonella d'Ambrosio (Vice Presidente CER), Giuseppe Monaco e Francesco Casella (consiglieri CER) e Giuseppe Dasti (Coordinatore progetto CER Diocesano)


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commenti


stefano ETN

21 giugno 2026 21:33

Mi risulta che qualunque cittadino dotato di un impianto fotovoltaico possa immettere in rete (vendendolo) l'eventuale eccesso di energia rispetto al proprio fabbisogno. Non capisco dunque la necessità di un altro carrozzone (aggiungi un posto a tavola, che c'è un amico in piu'...) che, al di là delle consuete e roboanti dichiarazioni, abbia come finalità quello che già si può fare, e in effetti succede.

Anna

22 giugno 2026 07:50

Informarsi prima di sparare sentenze è sempre cosa buona e giusta.....in particolare, in questo caso, sarebbe stato utile assistere alla presentazione di venerdì scorso per capire, almeno a grandi linee, cosa sono le comunità energetiche rinnovabili e in cosa differiscono dal sistema in vigore. Certo, il rischio di "derive" esiste sempre, chissà perchè in italia più che in altri luoghi (ma si stanno attrezzando per raggiungerci), però dire che c'è già la possibilità di vendere l'eccesso di produzione quindi si sta facendo una cosa inutile, è come minimo sputare sentenze senza avere le informazioni di base. In pratica la differenza tra "mi risulta" e "mi sono documentato"....

stefano ETN

22 giugno 2026 13:03

Riscontrando il garbato commento di Anna, credevo fosse sufficiente, in via preliminare, leggere e rileggere attentamente il presente articolo (discretamente articolato), dal quale tuttavia, ricavo informazioni che alimentano dubbi più che dissiparne. Ad esempio: la CER viene finanziata con denaro pubblico? Che cosa significa "inaugureremo con AEM l’impianto fotovoltaico di via Postumia e stiamo valutando la realizzazione di un nuovo impianto pubblico da un megawatt da mettere a disposizione della Comunità Energetica"? Vuol dire che il Comune ed AEM sostengono investimenti di cui beneficerà una società privata come la CER? Per "gli interventi di efficientamento energetico del patrimonio comunale", o dotare di pannelli scuole ed edifici pubblici non basterebbe una delibera...comunale? Su quali basi sarà ripartito il potere decisionale all'interno della CER? Ecco, fornire risposte a queste domande (che credo siano assolutamente lecite) potrà eventualmente corroborare la credibilità complessiva dell'operazione, il cui giudizio mantengo al momento in sospeso. Anna, mi/ci illumini lei che era presente all'incontro (lo dico sul serio e senza alcuna ironia). Grazie.

Anna

22 giugno 2026 17:39

Le domande sono assolutamente lecite, anzi, ce ne sarebbero anche di più da fare (ad esempio se e in che modo la CER potrà mettere freno al consumo di suolo dei campi fotovoltaici o come verrà regolato il "fine vita" dei pannelli, cioè lo smaltimento). Peccato che il tempo fosse poco in relazione allo spessore dell'argomento. Diciamo che la "novità" maggiore è nella produzione locale di energia elettrica che invece di essere versata in rete nazionale per la parte eccedente viene/verrà convogliata alle due cabine primarie a cui fa capo la CER di cremona e che alimentano gli impianti cremonesi (se qualcuno tra i lettori era presente può confermare/integrare/correggere quello che ho capito dall'esposizione dei relatori). Tra i vantaggi ci sarà la possibilità anche per chi, come me ad esempio, non può mettere pannelli sul tetto di poter utilizzare l'eccesso di energia prodotta da chi ha l'impianto sul tetto di casa. Il progetto è ancora in una fase abbastanza iniziale, per poter far funzionare il meccanismo c'è bisogno di investimenti dei singoli cioè quelli che potranno/vorranno associarsi e installare i pannelli fotovoltaici sui loro tetti. Una domanda fatta in sala, cioè perchè non possono aderire gli impianti entrati in esercizio prima del dicembre 2025 ha avuto come risposta che dipende dalla normativa/legislazione nazionale che regola un po' tutto il comparto. Questa può essere in parte una risposta alla domanda se può bastare una semplice delibera comunale per lavori sugli edifici pubblici, che ovviamente presuppongo investimenti di soldi pubblici. Non so fino a che punto e in che modo una normativa può integrarsi o sostituire un'altra.
Come vede le domande sono anche più di quelle che lei pone, personalmente cercherò di fare mente locale sulle cose da approfondire dopo un giro sul sito della CER (e le "rubo" anche le sue domande...) e manderò una mail all'indirizzo segnalato nell'articolo. Non so se ho contribuito a chiarire o a confondere.....Sarebbe utile che l'argomento venisse approfondito anche dalla stampa locale con articoli più specifici, visto l'importanza che riveste.

Enrico Manfredini

23 giugno 2026 13:16

Anticipo che nei prossimi mesi di settembre-ottobre-novembre verranno fatti altri incontri presso quartieri e/o parrocchie per spiegare più nel dettaglio il progetto CER.
Potrà essere l’occasione per chiarire e spiegare ai cittadini i punti ancora poco chiari .

Enrico Manfredini

23 giugno 2026 13:11

Come lei afferma, un privato può già vendere energia a uno degli operatori della rete.
Se partecipa alla CER, l’energia continua ad essere venduta ad uno degli operatori del mercato (la CER non svolge nessuna attività commerciale) ma l’energia condivisa virtualmente con altri consumatori appartenenti alla CER viene conteggiata e genera un contributo economico aggiuntivo previsto dalla legge che viene erogato una volta l’anno a produttori e consumatori appartenenti alla CER in base alla quantità di energia che ciascuno ha condiviso
Possono entrare nella CER città di Cremona solo quegli impianti che sono entrati in funzione dopo il 12 dicembre 2025, data di costituzione della CER città di Cremona.
Può partecipare alla CER anche un consumatore e non solo il produttore
Peculiarità delle 7 CER costituite nella Diocesi di Cremona è quella che una parte degli incentivi maturati nell’anno (il 30%) viene investiti per finalità sociali sul territorio di ogni una delle 7 CER.
Preciso poi che i membri del CDA non percepiscono nessun compenso ed i costi di struttura (ridotti all’osso) vengono coperti con una parte degli incentivi che la CER riceve.