23 febbraio 2026

Ospedale Maggiore, lavori di riordino e sanificazione dell'atrio. Ma restano i senzatetto che hanno rifiutato le proposte alternative e dormono su davanzali e tavoli

In questi giorni dall'atrio dell'ospedale sono state tolte sedie e panche e non sarà sfuggito che da circa una settimana sono iniziati alcuni lavori di pulizia profonda e di sanificazione e igienizzazione profonda dell'ambiente, che passano anche dalla pulizia e dalla ceratura dei pavimenti, dal lavaggio dei vetri e probabilmente una ridipintura delle pareti. Molte sedie erano rotte, quindi per il momento sono state tutte tolte in vista di valutare, a fine lavori, se e quali sedie saranno più adatte per essere posizionate in quell'area. 

Nel frattempo però restano ancora alcuni dei clochard di cui ci eravano occupati diverse volte dallo scorso dicembre (leggi qui), una situazione che da mesi viene seguita in concerto tra la direzione del Maggiore ed i servizi sociali. Uomini e donne che erano solite dormire su quelle panchine e sedie che oggi sono state tolte, dove hanno creato i loro giacigli di fortuna tra coperte e montagne di borsine. Alcuni di loro se ne sono andati dopo aver accettato le proposte fatte dai servizi, proposte concrete di alternative dignitose, adatte alle loro esigenze. Altri invece non hanno accettato, preferendo evidentemente andare avanti a vivere così, tra una panchina e un davanzale, come mostrano le foto che ci ha inviato un operatore del nosocomio, che ogni mattina al suo arrivo incontra questi clochard che hanno scelto la vita da vagabondi senza dimora. "Ora quelli che sono rimasti, dormono a terra o sui davanzali, qualcuno addirittura su un tavolo".

Uomini e donne che comunque sono seguiti dai servizi sociali, che ne monitorano lo stato di salute fisica e mentale, per evitare che possano nuocere o far del male a se stessi o agli altri, soprattutto in un contesto come l'ospedale, dove la tutela dei pazienti e delle loro esigenze devono avere la precedenza. Si tratta sicuramente di un problema complesso, a cui sta cercando una risposta il tavolo territoriale permanente di lavoro tra Comune e Asst Cremona (leggi qui) e che vede in gioco diversi fattori e che, sicuramente, non si esaurisce nell’intervento sull’area dell'atrio del Maggiore, inserendosi in una più ampia strategia di contrasto alle gravi marginalità.

 

Michela Garatti


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