8 aprile 2026

Pagelle della sanità lombarda, bene manager e dirigenti delle ATS e ASST cremonesi, tutti promossi. Il voto si divide tra aspetti tecnici e politici e determina gli incentivi economici

Tempo di "pagelle" per i dirigenti della sanità pubblica: come ogni anno, Pasqua porta le valutazioni elaborate da Regione Lombardia per i suoi manager, ossia direttori generali degli ospedali pubblici, delle Ats e dell'Agenzia Regionale per l'Emergenza-Urgenza (AREU). Si tratta di valutazioni che da una parte misurano il grado di raggiungimento di obiettivi prefissati e dall'altra sono la base per la definizione del compenso dei direttori generali: il 20% dei loro stipendi infatti (una quota che corrisponde a circa 31 mila euro) è legato a questo "voto" espresso nella pagella pasquale.

Come se la sono cavata i dirigenti delle nostre ATS ed ASST? Mediamente va detto che la maggior parte dei dg ha ricevuto un voto compreso tra 83 e 89 punti, con risultati mediamente più alti rispetto all'anno precedente, segno di una maggiore sintonia tra le indicazioni dell'assessorato al Welfare e le azioni dei dirigenti. Per Cremona, troviamo Ezio Belleri, direttore ASST di Cremona, a quota 87 punti, appena sopra la prestazione di Stefano Manfredi, dg di ATS Valpadana con 86 punti e di Alessandro Cominelli dell'ASST di Crema, che riceve 85 punti. Dunque tutti promossi i dirigenti delle realtà cremonesi, con voti nella media. Per loro quindi sarà previsto l'incentivo economico spettante in funzione degli obiettivi previsti da Regione Lombardia e raggiunti dai manager.

In cima alla classifica lombarda, per onore di cronaca, troviamo Claudio Sileo, manager dell'Ats di Brescia con un punteggio di 93 mentre in coda alla lista, con 79 punti, c'è Roberta Labanca dell'Asst Melegnano/Martesana.

Ma esattamente come funziona questa graduatoria e come vengono individuati i punteggi dei mager della sanità pubblica? Il riferimento è una delibera di maggio 2025, con la quale da Palazzo Lombardia sono stati stabiliti i target per ogni ospedale o Ats: dall'abbattimento delle liste d'attesa per visite ed esami all'attivazione delle Case di comunità e degli Ospedali di comunità, dai risultati delle campagne di vaccinazione alla creazione di percorsi per i pazienti cronici e fragili.

Naturalmente i diversi obiettivi tengono in considerazione le specificità di ogni territorio, basti pensare che per l'ospedale Niguarda e i presidi della Valtellina è stata tenuta in considerazione anche la gestione sanitaria delle Olimpiadi invernali.

Preso atto degli obiettivi di tipo tecnico, le valutazioni arrivano ad un massimo di 70 punti, calcolati dalla direzione generale Welfare. Su questa prima parte di valutazione, i direttori generalipossono chiedere una revisione dei punteggi assegnati, cosa che invece non è prevista sui restanti 30 punti che vengono assegnati dalla politica, in particolare dal comitato ristretto composto dal presidente della Lombardia Attilio Fontana, dal vicepresidente e assessore al Bilancio Marco Alparone e dall'assessore al Welfare Guido Bertolaso, chiamati a valutare i comportamenti manageriali.

Al termine delle valutazioni tecniche e politiche, il manager può raggiungere un punteggio massimo totale di 100, mentre il minimo è di 60, soglia al di sottodella quale scatta la "bocciatura" che, oltre a far decadere qualsiasi incentivo economico, verrà tenuta in considerazione al momento della verifica a due anni dall'inizio dell'incarico.

Michela Garatti


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